Sono già passati quattro anni dal rocambolesco gol di Sergio Floccari al “Menti”. Quella volta finì 1-1, mentre oggi un altro pareggio rischierebbe di scontentare notevolmente una SPAL che non vince da più di un mese. Il Vicenza però si annuncia come un osso duro: nonostante sia soli tre punti sopra la zona-playout, la squadra di Domenico Di Carlo ha fatto buone prestazioni nel girone di ritorno, portando a casa 5 punti in 4 partite. Per capire meglio cosa aspettarsi dagli avversari abbiamo fatto due chiacchiere col collega Daniele Scaramella, firma del quotidiano Biancorossi.net.

Il Vicenza ha fatto 5 punti nelle ultime 4 partite, mostrando prestazioni convincenti contro avversari di spessore. Si può dire che finalmente Di Carlo sia riuscito a trovare la formula giusta?
“Fino ad ora il Vicenza ha sempre fornito discrete prestazioni in quasi tutte le partite, l’unico problema all’inizio sembrava il poco equilibrio, visto che la squadra segnava molto, ma subiva altrettanto. Di Carlo, dopo la partita vinta a Brescia, ha cambiato modulo passando al 4-3-1-2 e con questo schieramento sembra aver trovato maggior stabilità. Per un campionato di serie B, questo modulo è più performante tenendo conto degli uomini che il tecnico si trova a disposizione”.

Il calciomercato invernale ha visto l’innesto di Davide Lanzafame, che ha avuto immediatamente un buon impatto. Oltre a lui quali sono gli elementi che hanno ben impressionato fino ad oggi? Chi invece sta deludendo le attese?
“I giocatori che hanno impressionato maggiormente sono innanzitutto un trio di giovani: Beruatto, in prestito dalla Juventus, Da Riva in prestito dall’Atalanta e Dalmonte in prestito dal Genoa, anche se per quest’ultimo giocatore il Vicenza ha il diritto di riscatto. Sono tre elementi interessanti, uno per reparto, che hanno ben impressionato in questa prima fase di stagione. Da Riva attualmente è fuori per infortunio, mentre Dalmonte è sulla via del recupero e potrebbe giocare già uno spezzone di gara contro la SPAL. Per quel che riguarda invece le delusioni prendiamo in causa il reparto avanzato: ci si aspettava di più sicuramente da Longo e da Jallow. Entrambi sono arrivati a titolo definitivo con un contratto triennale e al di là dei gol segnati le prestazioni messe in mostra sono state molto spesso anonime. Negli ultimi tempi a dire il vero Longo è un po’ migliorato, mentre Jallow rimane sempre un grosso punto di domanda”.

Arrivati a questo punto della stagione a cosa può ambire il Vicenza? Ci si può accontentare di una salvezza tranquilla o si può provare a rientrare nella lotta per un posto playoff?
“In questo momento l’obiettivo principale del Vicenza è sicuramente la salvezza. Ad oggi non si può pensare a qualcosa di diverso, anche perché il gap tra la zona tranquilla della classifica e la posizione attuale ora è di cinque punti, mentre la zona playoff è ancora più distante. La squadra si deve concentrare solamente sulla permanenza nella categoria, poi sappiamo comunque che in serie B bastano due o tre vittorie per cambiare i progetti. Se dovessero arrivare dei risultati positivi in serie magari potrebbe cambiare lo scenario, ma ad oggi meglio rimanere coi piedi per terra”.

Il rendimento casalingo del Vicenza finora è stato piuttosto deludente: c’è una ragione precisa per questi risultati al “Menti”?
“E’ una domanda che si pongono in tanti. Qualcuno tende a pensare che il Vicenza fuori casa abbia un rendimento migliore perché ha un atteggiamento diverso, ma è difficile da dire con certezza. Per quel che mi riguarda penso che la squadra abbia cercato di fare la partita diverse volte anche al Menti, dove forse è mancata un po’ fortuna in più rispetto alle trasferte. Come tutte le squadre di B, in questo momento, il fattore campo ha meno predominanza e l’assenza di pubblico si fa sempre sentire. Fermo restando che quasi tutte le prestazioni in casa sono state sufficientemente positive, eccetto qualche passaggio a vuoto come con la Reggina e la Virtus Entella. In linea di massima i biancorossi hanno fatto vedere qualcosa di buono anche in casa, raccogliendo meno rispetto invece a quanto fatto fuori. La motivazione potrebbe essere anche tattica: quando giochi in trasferta le formazioni di casa tendono a fare la partita e il Vicenza è riuscito a sfruttare meglio le ripartenze rendendosi più pericoloso”.

Sempre a proposito di obiettivi, il direttore generale Bedin ha parlato pochi giorni fa di un ampio progetto pluriennale che punta a riportare lo storico marchio del Vicenza nel calcio che conta. Sono parole più di circostanza, per mantenere buono il rapporto con l’opinione pubblica o c’è veramente la possibilità di una crescita graduale?
“La proprietà del Vicenza è una di quelle che potrebbe tranquillamente sostenere a livello economico i costi che servono per allestire una formazione da serie A. Renzo Rosso è uno degli uomini più ricchi d’Italia, classifica di Forbes alla mano. Non gli mancherebbero le risorse economiche per andare a puntare la massima serie. Ciò che ha sempre contraddistinto questa società è stato il non voler fare il passo più lungo della gamba, ma costruire gradualmente. È stato così in serie C e probabilmente sarà così anche in serie B. La piazza quest’anno si aspetta un consolidamento nella categoria, poi dal prossimo anno si potrà puntare ad obiettivi più prestigiosi come i playoff. Ovviamente questi progetti restano sulla carta, poi sarà il campo a decidere tutto”.

Gori, Meggiorini, Jallow, Longo, e prima del mercato invernale anche Marotta e Guerra. Il Vicenza non ha avuto problemi di scelte nel reparto offensivo nel girone d’andata. Mister Di Carlo ha quasi sempre cambiato la coppia di attaccanti, ma chi sono quelli più affidabili?
“Anche lo scorso anno Di Carlo, disputando il campionato di serie C, ha cambiato molto spesso i terminali offensivi. Probabilmente fa parte della sua filosofia effettuare questa rotazione degli attaccanti, ma penso che quest’anno abbia cercato di trovare la quadra senza mai riuscire a individuare la spalla ideale per Meggiorini, che è quello che gode di maggior stima da parte dell’allenatore. Penso che il suo compagno perfetto, per quanto visto fino a ora, potrebbe essere Gori. Il tutto ovviamente in attesa di capire se Lanzafame, arrivato da poco, potrà rappresentare quel valore aggiunto che si sta cercando”.

In vista della gara di sabato al Menti, quale formazione potrebbe scendere in campo?
“Abbozzare una formazione con Di Carlo è molto difficile, in quanto uno schieramento ideale in questa stagione non s’è praticamente mai visto. Ci sono dei capisaldi, ma il tecnico ha fatto molto turnover e quasi sempre in ogni partita ci sono state delle sorprese. Se dovessimo scommettere quella probabile potrebbe essere con Grandi in porta, linea difensiva con Cappelletti a destra, i due centrali probabilmente saranno Pasini e Padella, mentre a sinistra dovrebbe esserci il rientro di Beruatto dopo il turno di riposo concesso a Salerno. A centrocampo verrà riproposto il trio che ha giocato contro il Monza, cioè Zonta, Rigoni e Cinelli, poi dietro le punte vedo Giacomelli, visto che il mister tende ad alternare in quel ruolo lui e Vandeputte. Davanti ci sarà Meggiorini affiancato da Longo, che ultimamente sta diventando la spalla dell’ex Chievo quando si gioca in casa. Non escludo però qualche sorpresa, e penso soprattutto a Lanzafame se riuscirà a dare risposte convincenti dal punto di vista fisico”.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Grandi; Cappelletti (Bruscagin), Pasini, Padella, Beruatto; Zonta, Rigoni, Cinelli; Giacomelli; Meggiorini, Longo (Lanzafame)

IN PIU’ DOPO IL MERCATO INVERNALE: Lanzafame (att, Adana Demispor), Agazzi (cen, Livorno), Valentini (dif, Padova)

IN MENO DOPO IL MERCATO INVERNALE: Bizzotto (dif, Monopoli), Scoppa (cen, Cavese), Guerra (att, Feralpisalò), Marotta (att, Juve Stabia)



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