Mariano Arini è stato l’ospite a sorpresa nella parte finale del 18° appuntamento stagionale di LoSpallino [email protected], la diretta Facebook del mercoledì sera condotta da Alessandro Orlandin, Leonardo Biscuola e Martina Squerzanti.

Il centrocampista attualmente in forza all’Arezzo (serie C, girone B) è il secondo giocatore più schierato da Massimo Rastelli nel corso della sua carriera di allenatore (lo ha avuto ad Avellino e a Cremona).

Di seguito il video integrale (Arini è presente dal minuto 37), sotto alcuni dei passaggi più interessanti.

Sono stato quattro anni e mezzo col mister e quindi lo conosco bene. E’ un grande motivatore, un lavoratore instancabile con uno staff molto preparato. Lui e i suoi collaboratori lavorano di continuo per preparare le partite nei minimi dettagli. Da questo punto di vista sono veramente maniacali, sia per quanto riguarda la strategia di squadra sia gli avversari. Non viene tralasciato niente. Il mister ti fa arrivare alla partita davvero pronto. Mi auguro e spero che possa dare una mano alla SPAL“.

Nel campionato di serie B le qualità tecniche escono quando sono abbinate a cattiveria, intensità e recupero delle seconde palle. A parità di queste cose emerge la tecnica. Se prima non ci si mette tutto il resto si fa fatica. Si possono fare partite importanti con squadre piene di qualità e che vanno allo stesso ritmo, ma quando si incontrano avversarie che la mettono sulla corsa e sull’agonismo diventa tutto più difficile. Per la SPAL è stato così nell’ultima partita col Pisa”.

La SPAL 2016/2017 non era la più forte, c’erano squadre superiori per qualità. Ma quel gruppo ha trovato un’identità ed era compatto. Avevamo anche giocatori che ci mettevano qualità, però tante partite le abbiamo vinte perché ci abbiamo messo più voglia. Mi viene in mente Latina, in cui eravamo in dieci. In quella stagione abbiamo sbagliato due partite in un intero campionato, perché dietro c’era un lavoro importante da parte di tutti. Anche chi non giocava mai si faceva sempre trovare pronto. Eravamo un gruppo unito verso un obiettivo importante, pur senza essere partiti senza il favore del pronostico. Mi ricordo quella stagione con grande affetto, è stata senz’altro una delle più belle della mia carriera“.

Il gol di Pisa? Penso che Finotto stia ancora aspettando quel pallone… (ride, ndr). Ci abbiamo scherzato su per almeno un paio di settimane a quel tempo. Lui era fermo e io arrivavo in corsa e mi sono trovato una gran palla di Mirco (Antenucci, ndr), non potevo lasciargliela. Mattia è un bravissimo ragazzo e alla fine non s’è arrabbiato… anche perché poi ho fatto gol e non c’era niente di cui arrabbiarsi“.



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