La stagione 2020/2021 si è conclusa con la promozione in serie A del Venezia, squadra che si era piazzata al quinto posto nella stagione regolare. Si è infranto ancora una volta il sogno di un pur meritevole Cittadella: per i granata negli ultimi quattro anni sono arrivate due finali perse (2018/2019 e 2020/2021) e un’eliminazione in semifinale (2017/2018). I lagunari, assenti al piano superiore dal 2002, fanno quindi compagnia a Empoli e Salernitana, mentre Benevento, Crotone e Parma compiono il percorso inverso in direzione della serie B.

Ora che i verdetti sono scritti, vale la pena fare qualche annotazione per tentare di capire se ci può essere una formula replicabile di successo o qualche elemento in grado di tornare utile alla SPAL del futuro.

* Nessuna delle tre promosse era partita con ambizioni dichiarate di promozione: l’Empoli era reduce da un 7° posto con eliminazione al turno preliminare dei playoff; Salernitana e Venezia avevano chiuso la stagione 2019/2020 rispettivamente al 10° e 11° posto. Le squadre date per favorite alla vigilia (Monza, Lecce, Brescia, SPAL, Frosinone) hanno tutte fallito l’obiettivo in un modo o nell’altro.
* Tutte e tre le squadre hanno conseguito il risultato con una nuova guida tecnica in avvio di stagione. L’Empoli ha rimpiazzato Marino con Dionisi, la Salernitana ha preso Castori al posto di Ventura, il Venezia ha ingaggiato Zanetti in luogo dello stesso Dionisi.
* Due allenatori dei tre vincenti fanno parte dell’ultima generazione di tecnici usciti dalla scuola di Coverciano: Dionisi ha 41 anni, Zanetti 39. Entrambi avevano una sola stagione di serie B alle spalle, peraltro di non così grande successo. L’eccezione è rappresentata dal veterano Castori con i suoi 67 anni e 15 campionati di serie B nel curriculum.
* Nella stagione precedente Castori era reduce da una retrocessione in serie C col Trapani, mentre Zanetti era stato esonerato dall’Ascoli a gennaio 2020.
* Avere un bomber aiuta, ma non è sinonimo di successo garantito: Coda (Lecce, 22 gol) e Ayé (Brescia, 16) sono rimasti dov’erano dopo le rispettive eliminazioni ai playoff, mentre Mancuso (Empoli, 20) e Forte (Venezia, 14) hanno festeggiato la promozione.
* Chi ha speso più soldi è rimasto dov’era. Le squadre col monte ingaggi più corposo dovranno riprovarci nel 2021/2022. Si tratta di Monza (20-22 milioni a stagione), SPAL (20-22), Lecce (13-15), Brescia (11-13) e Chievo (11-13).
* Tutte e tre le squadre promosse condividono alcuni tratti: impianto di gioco solido e ben attuato dagli interpreti in campo; difesa affidabile (2^, 3^ e 6^ migliori); sostanziale assenza in rosa di giocatori da con 50 o più presenze in serie A.

Nello specifico: EMPOLI
La retrocessione del 2019 aveva obbligato la dirigenza toscana a fare una mezza rivoluzione, agevolata anche dalle assai remunerative cessioni di Bennacer (Milan), Krunic (Milan), Di Lorenzo (Napoli), Caputo (Sassuolo) e Pucciarelli (Chievo). La preventivata annata di transizione ha visto l’avvicendamento di tre allenatori (Bucchi, Muzzi, Marino) e la prematura eliminazione ai playoff in una partita un po’ sfortunata contro il Chievo.

Nell’estate 2020 si è puntato su un tecnico emergente (Dionisi) e che aveva fatto vedere cose interessanti nel Venezia che aveva chiuso il campionato precedente con una tranquilla salvezza. Con un monte ingaggi da parte sinistra della classifica (9-10 milioni) l’Empoli ha mantenuto solo metà dell’organico precedente. Tra ritiri (Maietta, Antonelli) e cessioni varie (Provedel, Veseli, Gazzola, Balkovec, Henderson, Ciciretti, Frattesi, Pinna, Tutino) è stato fatto posto per un elemento di rendimento sicuro in categoria (La Mantia, 11 gol), alcuni giocatori provenienti da squadre di serie A (Terzic dalla Fiorentina, Haas dall’Atalanta, Matos dall’Udinese) e un giovane in rampa di lancio (Parisi). A gennaio 2021 nessun scossone: zero cessioni, dentro Sabelli (Brescia) e Crociata (Crotone) per puntellare ulteriormente un organico che stava già dominando il campionato.

Giocatori della rosa con più di dieci presenze in serie A: Brignoli (14), Romagnoli (45), Sabelli (43), Stulac (26), Matos (88), La Mantia (12).

Nello specifico: SALERNITANA
La stagione era iniziata col consueto vento di ostilità nei confronti della proprietà Lotito-Mezzaroma, anche a causa del mediocre campionato 2019/2020 chiuso al 10° posto con la guida di Giampiero Ventura. L’avvicendamento in panchina con Castori e la prospettiva di un’altra ondata di prestiti della Lazio sembrava presagire un’altra campagna senza particolari soddisfazioni e invece il tecnico marchigiano è riuscito a trovare la giusta quadratura grazie alla sua ricetta di calcio vecchio stampo. Con una spesa complessiva che si aggirava tra i 10 e gli 11 milioni d’ingaggi, la Salernitana ha mantenuto un nucleo centrale (Aya, Capezzi, Di Tacchio, Djuric, Cicerelli, Gondo), ceduto un po’ di zavorra (Castiglia, Curcio, Migliorini, Rosina, Cerci, Heurtaux) e ha aggiunto un cast fatto di un paio di interpreti retrocessi (Gyomber dal Perugia; Bogdan dal Livorno), oltre alla solita pattuglia di calciatori in orbita Lazio (Casasola, Anderson). A gennaio 2021 ha rilanciato con altri prestiti (Kiyine – Lazio; Coulibaly – Udinese) e un rientro (Jaroszynski – Pescara) per garantirsi energie extra.

Giocatori della rosa con più di dieci presenze in serie A: Belec (45), Gyomber (34), Veseli (48), Jaroszynski (30), Capezzi (43), Kiyine (30).

Nello specifico: VENEZIA
Le fondamenta per la promozione sono state collocate già nel 2019, con un rinnovamento estremamente profondo della rosa allora affidata al giovane e semisconosciuto Dionisi. Di quella squadra, nell’annata successiva, è rimasto un gruppo piuttosto ampio (Lezzerini, Pomini, Ceccaroni, Modolo, Cremonesi, Molinaro, Felicioli, Maleh, Fiordilino, Vacca, Capello, Aramu, Bocalon, St Clair), rafforzato con inserimenti mirati. Il ds Fabio Lupo ha pescato tra le squadre retrocesse in serie C, aggiudicandosi Forte (Juve Stabia), Mazzocchi (Perugia) e Taugourdeau (Trapani). Uno scouting attento nel Nord Europa ha portato gli islandesi Bjarkason e Karlsson, oltre al norvegese Johnsen prelevato dall’Ajax. A confermare una dimensione internazionale sul mercato hanno provveduto gli innesti, rivelatisi vincenti, di Svoboda (Tirol) e Crnigoj (Lugano). A gennaio 2021 è arrivata la cessione (con ulteriore prestito al Venezia) di Maleh alla Fiorentina per capitalizzare la crescita del centrocampista dell’Under 21; l’ingaggio del finlandese Maenpaa per sopperire al grave infortunio del portiere Lezzerini; i prestiti di Ricci e Dezi dal Parma e l’aggiunta di Sebastiano Esposito ad un attacco già di per sé competitivo.

Giocatori della rosa con più di dieci presenze in serie A: Molinaro (232 partite).