Il problema nel far sembrare facile qualcosa è che la gente poi crede che lo sia per davvero” – Lorne Michaels

All’apparenza può non sembrare così, ma fare una cosa come LoSpallino.com richiede una buona dose di tempo, molte energie e un po’ di risorse. Nell’ultimo anno e mezzo di non-calcio, fatto di distanze di sicurezza, di partecipazione (forzatamente) limitata e ristrettezze varie, energie e risorse sono pericolosamente diminuite e questo ha iniziato a far pesare tutto il tempo che è stato dedicato alla nostra offerta editoriale.

Giusto per chiarire: non stiamo celebrando il funerale de LoSpallino. Chi ne conosce la storia, nata con un giornalino 40 anni fa, sa che ci sono state delle discontinuità più o meno lunghe. La ragione di questa pausa sta nella necessità di tirare un po’ il fiato, capire cosa ne sarà di questo calcio sull’orlo della bancarotta e di tutta l’informazione che ci gira attorno. Prima che i compromessi diventino eccessivi, prima che la qualità del servizio diminuisca drasticamente e assieme ad essa la credibilità faticosamente costruita nel corso di tanti anni di attività.

L’apparente parabola discendente della SPAL c’entra nulla: ci siamo stati negli anni di serie C del decennio scorso e siamo andati in trasferta in giro per l’Italia per documentare un’intera stagione in serie D. Complessivamente abbiamo trascorso 4.400 giorni a raccontare la SPAL, qualunque fosse la categoria o la proprietà. Il tutto senza un editore che ci coprisse le spalle. Tutto autoprodotto e autofinanziato grazie a sponsor e sostenitori che non smetteremo mai di ringraziare con sincerità e ammirazione.

Per questo ci dispiace dover sospendere il legame con la nostra comunità, alla quale dobbiamo molto. Sappiamo che ci mancherà. Ma in questo momento le difficoltà superano di gran lunga le opportunità e le soddisfazioni che ne possono derivare. Per cui “è tutto un complesso di cose che fa sì che noi ci fermiamo qui” (quasi cit. da Paolo Conte) e vediamo quanto dovremo stare sullo stradone a veder passare gli altri dietro al carrozzone della SPAL. Lo sguardo è sempre rivolto in avanti, anche se in momenti del genere il pensiero va naturalmente alle decine di persone che hanno reso possibile quello che a pieno titolo può essere considerato un piccolo miracolo editoriale lungo un decennio. Lì dentro ci sono state (e ci sono ancora) sacrifici, passione e competenze. Se c’è una certezza in tutta questa storia è che non andranno disperse nel nulla.

L’informazione, non solo sportiva, non solo locale, sta cambiando molto rapidamente. Sta diventando sempre più pulviscolare, visiva, on-demand e non necessariamente fornita da chi si prende per davvero la briga di andare sul posto, fare domande e studiare i fenomeni di cui si occupa. C’è un problema di credibilità da una parte e di fiducia dall’altra. I fatti vengono sempre più oscurati dalle opinioni, dalle ricostruzioni (talvolta anche fantasiose) e dalle rielaborazioni di contenuti prodotti da qualcun altro. A fronte di questo i modelli di business dell’editoria sono sempre più fragili e incerti, con la durissima crisi economica contemporanea a dare i colpi di grazia.

Al momento non sappiamo dirvi cosa succederà e valuteremo alcune ipotesi con la giusta calma. Questo vuole essere un arrivederci, ma non si sa quanto lungo. Nel caso vogliate rimanere aggiornati sui progetti relativi a LoSpallino vi invitiamo a iscrivervi alla newsletter che abbiamo creato in modo da mantenere una connessione con la nostra comunità. Nel frattempo ci teniamo stretto l’orgoglio dei risultati che abbiamo ottenuto e dei legami che abbiamo creato. Se avete fatto un pezzo di strada con noi siamo onorati di aver reso questo servizio mettendoci tutta la nostra dedizione.

 

Alessandro Orlandin e la redazione de LoSpallino.com