Otto partite tra campionato e coppa, sei gol. Luca Moro (2001), alla SPAL nella scorsa stagione, sta facendo felici i tifosi del Catania e i dirigenti del Padova. Al tempo stesso i tifosi biancazzurri si chiedono legittimamente: perché non è stato confermato a Ferrara?

Il giovane attaccante di proprietà del Padova, 8 gol in 22 presenze con la Primavera di mister Scurto, poteva essere riscattato a titolo definitivo dal club biancazzurro nell’ambito del mercato estivo 2021, ma le incertezze legate alla trattativa per il passaggio di proprietà – poi andato a buon fine – hanno fatto svanire questa opportunità. Probabilmente in via Copparo ora si guarda ai numeri del giocatore con un pizzico di rimpianto.

[un bel gol di Moro con la Primavera della SPAL nella stagione 2020/2021] 

La strategia impostata a giugno dal ds Zamuner era abbastanza chiara: esercitare il diritto di riscatto per Moro con l’obiettivo di avere almeno un centravanti di proprietà, peraltro giovane e già entrato nella rotazione della prima squadra grazie a Pasquale Marino (10 presenze, di cui 8 con il tecnico siciliano). Gli addii di Paloschi (svincolato) e Floccari (ritirato) e la contemporanea scadenza dei prestiti di Asencio e Tumminello avevano di fatto azzerato il reparto avanzato biancazzurro, che in quel momento poteva contare solo su attaccanti esterni come Di Francesco e Seck, con il primo dei due nella lista dei partenti. Inoltre a inizio giugno la rotta indicata dalla famiglia Colombarini era chiara: tagliare i costi e allestire una squadra giovane. In un contesto del genere Moro avrebbe potuto fare da centravanti titolare, o nella peggiore delle ipotesi essere utilizzato come numero nove di scorta.

Il diritto di riscatto, stimato dalla stampa padovana in un’area attorno ai 500mila euro, sarebbe dovuto essere esercitato entro il 16 giugno 2021 come da normative federali. Da lì in poi si sarebbe dovuta intavolare una trattativa con presupposti economici completamente diversi. Peccato che in quel periodo la SPAL fosse al centro di una complessa trattativa avviata da poco. Il famoso avvistamento di Joe Tacopina a Ferrara in compagnia del dg Andrea Gazzoli risaliva al 7 giugno e solo un paio di giorni più tardi entrambe le parti dichiararono pubblicamente l’esistenza di colloqui per il passaggio di proprietà.

Passaggi delicati che di fatto bloccarono quasi completamente il mercato della SPAL. Un mercato che in caso di prosecuzione della gestione-Colombarini si sarebbe dovuto reggere interamente con i proventi di cessioni (es.: Bonifazi, Berisha, Murgia) che in quel momento erano lontane dall’essere completate. Così dalla proprietà arrivò il veto su ulteriori spese e Moro tornò al Padova, con buona pace di Zamuner che aveva portato il giocatore a Ferrara dopo aver favorito il suo esordio in serie B nel 2019, quand’era appena diciottenne. I tempi della trattativa Colombarini-Tacopina, conclusa ad agosto inoltrato, hanno poi indotto l’area tecnica della SPAL a fare altre scelte. Anche perché nel frattempo Moro era stato convocato per il ritiro precampionato dell’ambizioso Padova (serie C, girone A) affidato a Massimo Pavanel. Da parte sua la SPAL al momento non se la passa affatto male con Colombo (2002), ma può contare su un solo elemento di proprietà in attacco, ossia Demba Seck (2001).

[le zone di campo più frequentemente calpestate da Moro nell’attuale stagione – via WyScout]
Ironia della sorte, il centravanti di Monselice è poi finito in prestito proprio a Catania (serie C, girone C), dove lo stesso Tacopina aveva provato a issare la bandiera statunitense prima di rinunciare per eccesso di debiti del club. Prestito semplice, quindi senza opzione per un eventuale riscatto, col preciso scopo di mettere Moro alla prova in serie C. Non che il Padova non credesse nel giocatore, tutt’altro, ma con la concorrenza Ceravolo (1987), Cissè (1988), Biasci (1994) e Santini (1992) lo spazio rischiava d’essere parecchio limitato.

Moro è arrivato a Catania come possibile alternativa al croato Sipos (2000), ma poi è stato abile a conquistarsi il posto da titolare. Il primo gol è arrivato il 19 settembre contro il Bari, poi il botto: due contro la Turris (30 settembre), uno contro il Picerno (4 ottobre) e altri due, con l’aggiunta di un assist, contro la Juve Stabia (10 ottobre).

[Il gran bel gol su azione di Moro contro la Turris] 

“Ho sempre avuto molta fiducia in lui. È un attaccante moderno, duttile e molto intelligente. A Ferrara non ho mai avuto nessun dubbio nell’inserirlo in partita delicate, come quella di Cosenza (in cui segnò un gol ingiustamente annullato – ndr). Ha ancora margini di miglioramento, è giovanissimo. Basta vedere come si allena nel corso della settimana per capire che ha una carriera importante davanti. Gli auguro il meglio”.

Pasquale Marino su Luca Moro, via ItaSportPress

Il collega Stefano Auteri, telecronista di Eleven Sports, racconta così l’ascesa del giocatore nelle gerarchie etnee: “Moro è la sorpresa del campionato del Catania. È arrivato nell’ultimo giorno di mercato (31 agosto, ndr) quando sembrava che dal Padova potesse arrivare il più esperto Paponi (1988, poi andato al Bari – ndr). Nelle prime due partite è subentrato a Sipos, che pure aveva fatto bene, poi c’è stata l’esplosione improvvisa. Non è scontato vedere un classe 2001 comandare la classifica dei marcatori in serie C. Oltre ai gol, fatti di destro, sinistro e di testa, sta colpendo la personalità: sa fare reparto da solo ed è sempre al servizio dei compagni, anche con degli assist. Mister Baldini punta molto su di lui e gli chiede di non accontentarsi, anche se è diventato titolare inamovibile. Il suo valore può salire molto e di questo può rallegrarsi il Padova“.

[Un altro gol pregevole contro la Juve Stabia] 

Secondo PadovaSport.tv è improbabile che Moro possa cambiare maglia a gennaio 2022, seppure i potenziali interessamenti in serie A non manchino.

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