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A soli due giorni dalla sua presentazione ufficiale, mister Roberto Venturato è già chiamato alla sua prima conferenza stampa prepartita. Il match non ha bisogno di grandi presentazioni: la SPAL ospiterà il Benevento, una delle corazzate dell’attuale serie B e reduce dalla bella vittoria per 3-1 ai danni del Monza in uno dei recuperi della 18^ giornata. Queste le parole del mister sulla sfida di domani e sui primi dieci giorni di lavoro al centro G.B. Fabbri.

INDISPONIBILI – Non ci saranno Latte Lath (“Viene da un infortunio pesante, per cui ci sarà ancora un mesetto davanti“, ha detto Venturato), Peda e Rossi: “In questo momento non è nelle condizioni di poter giocare e vediamo se dalla prossima settimana tornerà tale, perché lo ritengo un giocatore molto importante, ma la sosta penso ci ha penalizzato in questo senso“.

LA SFIDA – “Il mio arrivo è avvenuto in coincidenza di una sosta abbastanza lunga, mentre il Benevento ha giocato una partita appena due giorni fa. Parliamo sicuramente di una squadra che ha una rosa molto importante per questa categoria, ma andremo ad affrontare la partita cercando di avere consapevolezza di quelle che sono i valori dell’avversario e di andare in campo per provare a giocarci la partita. I ragazzi stanno tutti abbastanza bene, abbiamo fatto un lavoro intenso in questi primi giorni di lavoro insieme. Già prima del mio arrivo i giocatori venivano da giornate di re-introduzione atletica, quindi penso che la condizione generale sia buona”

“Chiaramente quando si riprende dopo una pausa così lunga (la SPAL ha giocato l’ultima partita il 18 dicembre 2021, ndr), bisogna avere la capacità di interpretare bene la partita e soprattutto avere tutti i giocatori convinti e attenti. Oggi con la possibilità di effettuare cinque cambi c’è sicuramente il vantaggio di poter distribuire le forze all’interno dei 90 minuti e avere sempre una squadra fortemente competitiva e messa nelle condizioni di esprimere il nostro modo di interpretare il calcio. Questo è quello che cercheremo già a partire dalla partita di domani: una squadra aggressiva, che abbia la sua identità e che sappia mantenere un certo tipo di equilibrio. Andremo ad affrontare una squadra molto forte e molto capace, che nelle ultime giornate di campionato ha messo in mostra quali sono tutte le potenzialità”.

L’AVVERSARIO – “Il Benevento è una realtà molto importante: l’anno scorso era in serie A e quello precedente ha stravinto la serie B. Quest’anno è ripartito sicuramente con l’idea, la voglia e la determinazione di ritornare in serie A e per questo ha costruito una rosa molto importante. L’atteggiamento che voglio trasferire alla squadra, e su cui abbiamo cercato di lavorare in questi giorni, è quello di saper costruire la propria identità, con la capacità di provare ad andare in campo a giocarsi le partite, che abbia sempre la convinzione e la consapevolezza che le partite posso giocarsi con tutti. Ci proveremo già da domani pur sapendo che sarà difficile perché veniamo da una sosta lunga e perché giocheremo contro una squadra molto forte. Servirà una prestazione da parte di tutti di grande attenzione e determinazione“.

MORALE – “Ho trovato una squadra che è ripartita con entusiasmo e con voglia. In questi giorni c’è stata grande partecipazione. Credo che queste giornate in cui ci siamo conosciuti, abbiamo potuto lavorare insieme e cercato di tracciare un primo percorso di questo cammino che termina a maggio, siano state molto positive. Ho trovato un gruppo di persone e di calciatori con la giusta voglia di dimostrare che ci sono delle qualità e potenzialità importanti: dobbiamo avere l’abilità di metterle in campo”.

“Cosa intendo per identità? Penso che sia importante raggiungerla nel sistema e nei principi di gioco, in modo tale che possiamo avere la capacità di far conoscere a tutta la rosa il nostro modo di interpretare il calcio e di saper poi difendere insieme con aggressività. Significa creare mentalità e capacità di credere tutti in questo tipo di soluzione e saperlo portare sul campo, sapere in anticipo cosa fare e come farlo in tutte le situazioni di gioco, che sia fase offensiva o difensiva. Questa è l’identità a cui mi riferisco e l’idea è quella di provarci fin da subito a raggiungerla in ogni momento e in ogni giocatore che mette piede nel rettangolo di gioco. L’aggressività in fase difensiva è sicuramente importante, recuperare la palla velocemente è un vantaggio. Ci saranno delle situazioni difficili in cui bisognerà ragionare e interpretare, ma il principio generale è quello di recuperare palla velocemente“.

Ambizioni? Penso che in questo momento sia fondamentale pensare una partita alla volta, a partire da quella di domani. Il campionato di serie B è sempre caratterizzato da grande equilibrio, già avere la capacità di dare continuità ai risultati e avere quel tipo di identità di cui vi parlavo poco fa non è cosa da poco. In questo momento la partita di domani è la più importante e la più difficile, la proiezione del futuro ce la costruiremo un po’ alla volta e vedremo dove possiamo arrivare“.

PORTIERI – “Penso che attualmente ci siano in rosa tre interpreti molto bravi, di cui uno molto esperto come Pomini, uno come Thiam che ha qualità importanti e che già nel corso dello scorso campionato ha messo in mostra e Seculin che ha grande esperienza e che sicuramente ha buone doti. La scelta sarà legata al tentativo di cercare una soluzione a questo momento, nell’ottica di compiere poi una scelta definitiva nel tempo“.

ATTACCO – “Ho conosciuto Mattia Finotto a Cittadella, anche se in realtà sapevo qualcosa di lui già da prima. Si tratta di un attaccante che ha fatto bene qui a Ferrara negli anni della cavalcata dalla serie C alla serie A ed è un giocatore dotato di due caratteristiche fondamentali che ci possono essere utili per il nostro modo di interpretare il calcio. La prima è la fase difensiva: è un giocatore molto generoso e che quindi sarà in grado di supportarci in molte situazioni, mentre in fase offensiva sa sia dare peso sia attaccare la profondità. Queste caratteristiche sono importanti per un attaccante nel calcio moderno. Purtroppo viene da un grave infortunio, ma adesso sta bene e domenica scorsa ha giocato in un’amichevole tra Monza e Alessandria. Penso che non abbia i 90 minuti nelle gambe, ma sicuramente potrà fare la differenza per noi”.

Per l’attacco il mio obiettivo è lavorare in modo che tutti i sei attaccanti in rosa sappiano interpretare la mia idea di calcio, indipendentemente dalle loro caratteristiche. La scelta di accettare questo incarico è data dal fatto che nel reparto avanzato vedo calciatori che si adattano bene al mio gioco e quindi per me la cosa fondamentale è metterli nella condizione che sappiano interpretare il ruolo e le situazioni. Ci abbiamo lavorato in questi giorni e domani saranno sicuramente importante la concentrazione, la determinazione e le loro qualità individuali. Davanti c’è tempo per lavorare e la mia idea è metterli tutti nelle condizioni di lavorare e di poter fare scelte legate alle situazioni. I cinque cambi a gara in corso sono da sfruttare e avere tutti gli attaccanti pronti e in grado di interpretare il ruolo è fondamentale. Sicuramente ci sarà chi giocherà meno, ma in generale dipenderà dalle interpretazioni che riescono a dare sul campo. Su questo punto di vista sono sereno, penso di avere giocatori molto bravi”.

STAFF – “Come ho scelto i miei vice? Bruniera è un ragazzo con cui ho condiviso il settore giovanile a Montebelluna e poi entrambi, prima io e poi lui, siamo passati alle giovanili dell’Atalanta, quindi ci conosciamo davvero da tanti anni e siamo sempre rimasti in contatto. Zanoncelli invece l’ho conosciuto a Pizzighettone, dove era venuto ad allenare la Berretti una volta terminata la sua carriera da giocatore. Ha collaborato con me per un paio di anni e ora ha deciso di rientrare dall’Australia dopo una decina di anni di esperienza estera. Così ho colto al balzo l’occasione per prendere una persona che conosco bene da tanti anni e che grazie alla sua esperienza internazionale parla molto bene l’inglese. Nel calcio di oggi è fondamentale sempre più, soprattutto se ci sono giocatori che non sono italiani“.

IPOTESI DI FORMAZIONE (4-3-1-2): Thiam; Dickmann, Vicari, Capradossi, Tripaldelli (Celia); Da Riva, Esposito (Viviani), Mora; Mancosu; Melchiorri, Colombo.



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