LoSpallino è tornato dal vivo, ma non sulle piattaforme social: a “Ponte in Festa” Alessandro Orlandin e Leonardo Biscuola, due dei protagonisti del format del mercoledì assieme a Martina Poletti, hanno condiviso il palco con il direttore generale della SPAL Andrea Gazzoli, e il direttore del settore giovanile Andrea Catellani per una chiacchierata su diversi temi dell’attualità biancazzurra. In origine sarebbe dovuta essere l’occasione per la prima uscita pubblica di Fabio Lupo, ma il direttore sportivo si è dovuto trattenere nella sua Pescara a causa di impegni personali inderogabili.

foto Sergio Sangiorgi / Ponte in Festa

Sollecitati e talvolta punzecchiati, i due direttori si sono più o meno lasciati andare su svariati argomenti e quindi abbiamo voluto mettere in fila i dieci passaggi più importanti della serata. Prima di iniziare però, abbiamo anche avuto modo di chiarire, dopo appena sei anni, cos’era successo in occasione del mancato trasferimento di Andrea Catellani alla SPAL: “Era il 2016 – ha spiegato l’ex attaccante – e ci fu una trattativa quasi a oltranza con Vagnati e Semplici che fecero di tutto, insieme a un mio grande amico, Mirco Antenucci, per portarmi a Ferrara. Io però non ebbi il coraggio di rimangiarmi la parola che avevo già dato a metà giugno a Romairone, direttore del Carpi, e andai da loro in prestito, rinunciando ad un triennale con la SPAL. Avevo già dato una parola e preferii mantenerla pur sposando un progetto tecnico meno prestigioso, a dispetto di una SPAL che raggiunse invece la massima serie”.

1. CRITERI DI MERCATO E QUADRO GENERALE
Il direttore Gazzoli ha fatto il punto sul mercato estivo che si appresta ad iniziare, sempre con un occhio al bilancio: “Parto da un passaggio pregresso: a breve verrà depositato il bilancio dell’anno solare 2021, che darà uno spaccato e disegnerà un sentiero da questo punto di vista. La SPAL ha messo in campo tante risorse nella passata stagione e ne metterà ancora. Possiamo dire che il nostro obiettivo è sicuramente quello di costruire una SPAL competitiva, anche se il primo obiettivo in questo campionato è sempre il mantenimento della categoria. Poi se ci meriteremo altro ben venga. Il calcio in generale, e in questa categoria particolarmente, non funziona sempre secondo il principio che chi spende di più fa meglio: ne siamo stati un esempio noi stessi quando appena retrocessi eravamo secondi come monte ingaggi solo al Monza, eppure i risultati sono stati quelli che abbiamo visto. Dal punto di vista dei risultati si spera ovviamente di fare cose migliori. Dal punto di vista finanziario dobbiamo rimanere sostenibili e fare gli investimenti giusti, cosa che già stiamo facendo, anche in funzione del settore giovanile”.

2. SEMIFINALI SCUDETTO UNDER 18
Toccato sul tema forse più importante di questi giorni, Andrea Catellani ha presentato la fase finale del campionato Under 18 che vedrà la SPAL impegnata ad Ascoli giovedì 16 alle ore 20 contro la Roma, giocarsi l’accesso alla finale scudetto: “Già essere lì è una grande soddisfazione, ma non possiamo accontentarci e sentirci bravi solo per essere arrivati lì. Se ci siamo piazzati secondi in campionato e siamo a questo punto non è certamente un caso. La Roma è probabilmente favorita, ma ce la giocheremo. I giocatori e la squadra sono di grande prospettiva e penso che saranno un patrimonio per la società. Le belle cose fatte dalla Under 18 sono il frutto del grande lavoro svolto negli anni. Credo che più si andrà avanti e più questo lavoro strutturale che la società ha fatto negli anni darà i suoi risultati. Ci potremo abituare a questo tipo di risultati, perché vedo la qualità, vedo le disponibilità della società verso le giovanili e questi sono vantaggi anche rispetto alle concorrenti”.

foto Sergio Sangiorgi / Ponte in Festa

3. SETTORE GIOVANILE
A proposito di Under 18, si è parlato più largamente di settore giovanile, con Catellani che ha offerto una panoramica che ispira fiducia: “Il rinnovo del direttore (Andrea Gazzoli) è il segnale più grande di continuità e garanzia. Una società che vuole programmare e costruire partendo dal settore giovanile è una società che può sostenersi autonomamente. Il nuovo convitto che stiamo per inaugurare è una cosa di cui non vogliamo parlare ancora troppo, ma possiamo già dire che sarà tra i migliori in Italia, di livello altissimo. È chiaro che sul breve si guarda se arriva o meno la punta da 20 gol, ma bisogna anche considerare che c’è idea di lavorare sul centro sportivo e sugli uffici”.

“Ormai è sotto gli occhi di tutti che una società di calcio è come un’azienda di cui bisogna calcolare rischi e benefici. Credo che in questo periodo avremo tanti giocatori con offerte, ma la società ha posto l’obiettivo della crescita dei giovani da portare anche in prima squadra. Credo che più che guardare la singola cessione (come quelle di gennaio 2022, ndr) dobbiamo guardare ad ampio raggio, perché per uno che è andato via dieci sono stati blindati. Questo significa che abbiamo uno dei migliori settori giovanili della serie B. Basta guardare alle distinte delle nazionali under dove insieme a ragazzi di Juve, Inter, Roma, Fiorentina ci sono i nostri. C’è quindi grande attenzione a tutto ciò che è settore giovanile: noi li accompagniamo e li prepariamo fino alla chiamata in causa. Credo che poter fare questo discorso ed essere qua con serenità e programmazione nel 2022 dopo tutto quello che è successo, è una cosa a cui va riconosciuto merito”.

Sul tema ha voluto dire la sua anche Gazzoli, chiarendo e sottolineando le dinamiche della trattativa che ha portato Seck al Torino: “I giocatori inseriti nella trattativa per Seck, venduto tra l’altro a cifre fuori livello per la categoria e per le prestazioni del giocatore fino a quel momento, sono anche frutto di una valutazione tecnica fatta con e dal Torino. Purtroppo qualcuno va sacrificato, ma ci sono anche delle preferenze e delle scelte che non sempre sono disastrose e bisogna pensare anche a chi invece è rimasto, come diceva Andrea (Catellani)”.

4. I PROGETTI: STADIO, CENTRO SPORTIVO, CONVITTO
Gazzoli: “I numeri del bilancio stanno tornando nella norma e in questi casi un’azienda deve fare investimenti. Per questo stiamo progettando anche di riqualificare il centro sportivo. Per quanto riguarda lo stadio, a medio termine, grazie anche alla collaborazione con il Comune, vorremmo poter investire nelle aree al momento non di nostra proprietà, come la sezione sotto la curva Est e la parte dietro alla gradinata. É vero che si è parlato anche della tribuna, ma si tratta solo di idee e niente più. Demolirla e ricostruirla sarebbe un intervento importante da mille punti di vista, anche se ci piacerebbe farlo, così come ragionare sugli angoli dello stadio, malgrado ci siano sfide tecniche non banali. Altra valutazione sarà fatta sul museo di cui ha parlato più volte il presidente”.

Catellani: “Anche grazie al nuovo convitto sul medio-lungo periodo vogliamo tornare ad avere sempre di più ragazzi del nostro territorio, a cui vogliamo aggiungere ragazzi che verranno da qualunque parte d’Italia. La struttura sarà per tutti, non solo per chi viene da fuori, in modo che possano crescere in queste sorte di college, con percorsi scolastici specifici. È un grande progetto, sarà un motivo di vanto e ci porterà ad essere tra i club all’avanguardia in Italia da questo punto di vista”.

5. CAMPAGNA ABBONAMENTI E MAGLIE
Due parole, doverose, le ha dette il dg proprio sulla presentazione della campagna abbonamenti, che finalmente torna dopo lo stop forzato delle ultime due stagioni: “Per la campagna abbonamenti ci siamo confrontati con i tifosi e ci saranno novità”. Quindi una battuta alla questione maglie: “Posso dire che Tacopina vuole avere grande voce in capitolo su tutte e tre le maglie, non solo sulla terza che era abitualmente ‘la maglia del presidente’”.

6. RINNOVO GAZZOLI
“Sono contento perché ci piaceva l’idea di ricostruire un percorso dopo il cambio proprietà. Rinnovare il contratto è importante, ma lo è ancor di più quello che ci sta sotto, ossia la condivisione dei progetti. Quando sono arrivato sono stato gratificato e fortunato perché venivo da una retrocessione in C con il Vicenza e sono arrivato con la SPAL in A. Stadio e infrastrutture sono sempre state una priorità: con la SPAL abbiamo avuto la fortuna di fare tanti lavori in sinergia con il Comune: abbiamo sfiorato i venti milioni di investimento, che è una cifra enorme se consideriamo la grandezza della realtà ferrarese”.

foto Sergio Sangiorgi / Ponte in Festa

7. SCOUTING 2.0
Tema insolito, o perlomeno non così frequentato, ma molto interessante soprattutto per gli anni a venire, quello su cui il direttore Catellani è stato imbeccato: “Lo scouting a livello giovanile si fa perlopiù con l’osservazione tradizionale, l’algoritmo è una cosa più da prime squadre. A livello di dati l’algoritmo non è fattibile e sostenibile a livello giovanile, anche perché è quasi impossibile che riesca a fornire informazioni dettagliate su calciatori comunque non ancora conosciuti. Io sono dell’idea che i ragazzi vadano valutati personalmente e credo anche che il calcio dietro troppi dati perda la sua natura e la sua bellezza”.

“A livello territoriale la SPAL ha una percezione importante: il nostro lavoro di reclutamento in questo momento ha pochi eguali, e questo perché la gente sa quanto noi crediamo e investiamo nei giovani. Se togliamo i top team di serie A, in Emilia-Romagna ce la giochiamo con tutti e questo è importante anche per quanto dicevo prima, del tornare ad avere ed essere punto di riferimento per i ragazzi della zona”.

8. QUESTIONE ESPOSITO E ADDII
Inevitabile sezione della serata è quella che ha toccato l’argomento forse più caldo del momento in casa SPAL, e cioè, la pratica relativa Salvatore Esposito da affiancare ai numerosi addii degli ultimi giorni (Mora, il preparatore Scalabrelli, la dottoressa Giagnorio). A parlare del centrocampista e degli altri in odore di cambio di maglia è stato Gazzoli: “Innanzitutto faccio i complimenti a Salvatore, che si è meritato tutto ciò che sta vivendo. Purtroppo è passato subito in secondo piano il suo valore tecnico, mettendo subito davanti il valore economico. Lui come tanti altri, mi vengono in mente Thiam e Peda, è un giocatore che viene da un percorso con le nostre giovanili e questo è già un grande risultato. Prima parlavamo di sostenibilità dell’azienda SPAL: ecco, il fatto di aver portato i numeri su dinamiche più serene ci permette di, eventualmente, rifiutare offerte che non riteniamo congrue, e poter aspettare e intavolare trattative senza la fretta di vendere. Parlo di Esposito ma non solo”.

Sulle separazioni da figure ritenute storiche: “È normale che cambiando proprietà, direttore dell’area tecnica, allenatore a gennaio, cambino poi anche collaboratori e giocatori, sia per motivi contrattuali (Mora, Vicari) sia per motivi tecnici. Sono logiche che ci stanno, e non si tratta solo della famosa aria fresca che diceva Fabio (Lupo). Viviani ora è infortunato e il primo step per lui è guarire. Su Murgia invece posso dire che è un ragazzo molto disponibile, che si è sempre messo a disposizione sia con noi sia sul mercato: purtroppo è finito troppo spesso per passare come il capro espiatorio di tutti i mali, soprattutto dopo la retrocessione”.

9. QUADRI TECNICI SETTORE GIOVANILE
È toccato poi chiaramente ad Andrea Catellani dare una visione d’insieme dei prossimi allenatori delle giovanili: “Nel settore giovanile è fondamentale riconoscere due tipi di allenatore: l’ambizioso che vuole arrivare in alto e allenare i senior, e quello che vuole lavorare con i giovani. La questione è che i primi sono chiaramente difficili da tenere per un lungo periodo, mentre i secondi sono veramente pochi. Noi siamo abbastanza tranquilli e consapevoli di avere solo prime scelte, perché la SPAL è appetita a livello giovanile. Il primo passaggio è comunque quello di trovare persone di spessore, perché per me l’obiettivo principale del settore giovanile è quello di creare un ambiente in cui i ragazzi crescano bene, formandosi come professionisti e uomini. Le scelte che faremo andranno in questa direzione”.

Quindi una riflessione sul momento attuale del calcio italiano e sulla crisi di ragazzi in grado di rifornire i serbatoi delle selezioni azzurre: “Il mondo sta cambiando e la globalizzazione è arrivata in maniera forte anche nel calcio. Basta guardare il decreto crescita, che è a mio parere un corto circuito del nostro sistema, in quanto permette di risparmiare andando a prendere giocatori all’estero. In più, in una società competitiva, l’idea è quella di allinearsi con le esigenze della prima squadra”.

10. IL PRESIDENTE E GLI INVESTITORI
Anche a distanza non manca la presenza e l’imponente carisma di Joe Tacopina, raccontato da chi ha rapporti frequenti con lui, il dg Gazzoli, che ha voluto rendere merito comunque anche alla precedente gestione: “Aver avuto i risultati con una proprietà del territorio era una situazione ideale e con pochi paragoni. È chiaro che ciò che è successo ha generato un cambio e ha complicato le cose: per i numeri che si menzionavano prima, essere in grado di sostenere queste perdite nel tempo, in Italia, rende difficile che vengano affiancate proprietà territoriali o italiane a un percorso nel genere”.

“Joe è molto appassionato e presente, fa più di metà del suo tempo Ferrara, per vivere la SPAL in tutto e per tutto. Non c’è nessun tipo di valutazione o cambiamento in atto. Per quanto riguarda i partner… è lui che gestisce gli investitori, noi abbiamo solo lui come riferimento”.



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