foto Filippo Rubin

L’edizione del 22 luglio de La Gazzetta dello Sport dedica ampio spazio alla SPAL con un’intervista di Nicola Binda a Joe Tacopina. Al suo interno il presidente parla della sua soddisfazione per le operazioni di mercato in attacco, ma anche dei suoi tentativi di portare una mentalità vincente nell’ambiente biancazzurro.

L’anno scorso facevamo fatica a segnare: due attaccanti come La Mantia e Moncini sono il massimo in B. Sono felice, anche per la cultura che stiamo costruendo, una mentalità che siamo dando all’interno del club e della squadra, più importante degli aspetti tecnici. Ho condiviso con staff, squadra e settore giovanile i principi che sono la chiave del successo che ho avuto dopo essere partito da una famiglia umile. Conta la testa: mi concentro solo sulle cose delle quali ho totale controllo. Non spreco energie per cose non posso controllare. E poi amo ciò che faccio e lo affronto con gioia ed entusiasmo. Non mi piace vedere musi lunghi e gente triste: una cosa assurda per chi fa un lavoro bellissimo come quello del calciatore. Sogno in grande, sono inarrestabile e ho scelto la fede al posto della paura. In Italia ho già vinto tre volte perché ho creduto nei miei sogni e nelle mie possibilità“.

Quello della SPAL è un progetto fatto su misura per me, con una bella base di tifosi che mi ha accolto benissimo. Ho fatto una promessa: non è un progetto lampo, ho grande ambizione e voglio portare in alto il club. Sono innamorato di Ferrara e dopo questa società non ne avrò altre. Ho un partner forte con me e da solo basta. Il nome non l’abbiamo mai fatto perché non vuole apparire“.

 



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