foto Filippo Rubin

La seconda puntata stagionale di “Lunedì Sport” su Telestense ha riservato un bella sorpresa: un intervento di Leonardo Semplici, l’allenatore della doppia promozione (e della doppia salvezza in serie A) che già nello scorso mese di aprile era tornato da visitatore a Ferrara in occasione di SPAL-Frosinone.

Intervistato da Alessandro Sovrani, l’ex mister ha voluto dire la sua sul campionato di serie B giunto alla seconda giornata e sulle prospettive della formazione biancazzurra.

Come me la sto passando? Sono in vacanza, da fin troppo tempo (ride, ndr). Aspetto la giusta chiamata per rimettermi in discussione e provare quelle emozioni e quelle soddisfazioni sportive che sino ad oggi la mia professione mi ha dato“.

Impossibile dimenticare tutto ciò che ho e abbiamo fatto alla SPAL. Al mio arrivo non c’era minimamente nella testa di nessuno l’obiettivo di compiere una simile impresa. Basti pensare che alla mia prima partita perdemmo 2-0 in casa contro la Carrarese e ci fu una pesantissima contestazione nei confronti della squadra. Siamo stati bravi insieme alla società, al direttore e a tutto l’ambiente a rimetterci in sesto e poi a compiere un percorso eccezionale ed impensabile. Dai campionati di C e B vinti, il secondo dei quali con quattro punti di vantaggio pur perdendo i famigerati scontri diretti, ai due anni e mezzo di permanenza in A in cui abbiamo lanciato tanti giocatori e ci siamo tolti delle soddisfazioni. La società è stata brava a modernizzare centro sportivo e stadio che è un vero gioiello, ma soprattutto siamo riusciti insieme a riportare in alto una società gloriosa come la SPAL era stata in passato. Abbiamo ricreato uno zoccolo duro del tifo che spero rimanga anche nei prossimi anni. Un connubio indelebile che non rimarrà solo agli occhi dei ferraresi e dei tifosi della SPAL ma anche ai miei. Ho passato cinque anni e mezzo davvero bellissimi“.

L’allenatore, incalzato da Sovrani, ha poi espresso il suo punto di vista sulla SPAL di Joe Tacopina e Roberto Venturato: “Sicuramente il passaggio di consegne dai Colombarini a Tacopina è avvenuto in un momento particolare in cui c’era il calciomercato e quindi penso che ci siano state delle difficoltà nell’allestire una squadra competitiva per provare a fare subito qualcosa di importante. Quello dell’anno scorso non è stato un campionato facile, ma alla fine è arrivata una meritata salvezza che tra l’altro mi sono goduto dal vivo visto che sono tornato a vedere la SPAL al Mazza dopo due anni e mezzo. Credo che quest’anno sia un po’ la ‘prova del nove’: la società sta cercando di assemblare una squadra competitiva, ma è anche chiaro che ora la serie B è un campionato complicatissimo. Ci sono squadre competitive, squadre e città importanti: sarà un campionato avvincente. Da quello che ho letto e da quello che vedo, già dando continuità all’allenatore dell’anno passato è un bel segnale, ma è chiaro che va costruita una squadra competitiva per quelle che sono le aspettative della società in primis. I tifosi della SPAL meritano di avere come obiettivo un bel campionato o la lotta per obiettivi di vertice“.

Penso che sia prematuro dare giudizi definitivi con il mercato che chiude l’1 settembre. Ho seguito il mercato della SPAL perché sono un super tifoso, ma non conosco la rosa in profondità per poter dire che sia più utile un giocatore o l’altro. Credo che società e direttore si stiano muovendo anche sulla base delle richieste dell’allenatore per poter essere competitivi. Mi auguro che la SPAL possa essere la sorpresa positiva, ma quest’anno ci sono squadre importanti come Cagliari, Genoa, Venezia, Bari, Palermo. Tante partiranno con l’ambizione dei playoff o della promozione diretta: Cagliari e Genoa sono  sicuramente favorite in questo senso. Ho visto le prime due giornate e anche il Frosinone si sta muovendo bene. Ci sono tante realtà che partono con ambizioni e mi auguro che la società e il presidente abbiano individuato quei giocatori che siano in grado di apportare quel tasso di esperienza e spregiudicatezza che servono in un campionato come la serie B. Penso che da qui a fine mercato ci sia tutto il tempo per fare le ultime mosse che daranno una forma alla SPAL che dovrà soddisfare le aspettative della società“.

Da quello che ho letto in giro è il mister che ha espresso la volontà di avere un calciatore come Proia: lo conosce, lo ha già avuto ed è sicuramente un buon giocatore. Per quanto riguarda il dualismo Viviani-Esposito penso che si parli di ciò che vuole la società. Se si cerca un giocatore pronto Viviani è un giocatore che può fare la differenza in serie B. Esposito, pur avendo alle spalle già un buon numero di presenze e avendo fatto intravedere grandi cose, ad oggi non ha ancora giocato un campionato intero. Bisogna capire su cosa voglio investire e cosa vogliono: una realtà già avviata o un investimento per il futuro“.

Per quanto riguarda gli attaccanti penso che la società abbia lavorato bene, prendendo giocatori importanti ed esperti per la categoria, che sono andati spesso in doppia cifra. Spero quindi che possano ripetere ciò che hanno già fatto in passato. Moncini lo conosco bene, so che è un giocatore che può segnare con facilità. La Mantia non lo scopro certo io. Hanno tutte le carte in regole per completarsi l’un l’altro al meglio. Poi è arrivato Maistro, che passò dal settore giovanile della Fiorentina, e penso sia un giocatore importante. Anche se la prima partita non è andata come ci si aspettava, spero che Ascoli rappresenti il ‘via’ per la vera stagione della SPAL. Tripaldelli? Pur avendolo allenato qualche mese a Cagliari, l’ho conosciuto in realtà ben prima. Si tratta sicuramente di un prospetto che ad oggi non ha mantenuto le aspettative che c’erano su di lui. Penso abbia bisogno di fiducia come tutti i giovani e penso che Ferrara sia una piazza importante e al tempo stesso ci sia un allenatore abituato a lavorare con i giovani e quindi capace di metterlo nelle condizioni di esprimere il potenziale che ci si aspettava da uno come lui“.

Un saluto finale, con la voce rotta dall’emozione, alla città e ai tifosi: “Quando si parla di SPAL mi cambia la voce, perché sono stati anni bellissimi e che ricordo e racconto sempre con grande piacere. Da lì è partita anche quella che è di fatto la mia carriera perché mi ha permesso di farmi conoscere a livello nazionale. Rimarrò sempre legatissimo ai colori biancazzurri, ai tifosi e a tutto l’ambiente. Ho lasciato tanti amici e il cuore a Ferrara. Faccio fatico a tornare al Mazza a vedere la SPAL perché mi fa uno strano effetto“.



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