foto Filippo Rubin

Il calciomercato 2022 si è concluso da meno di una settimana e in via Copparo è tempo di tirare le somme dopo la vivace campagna acquisti della SPAL. Davanti ai microfoni della sala stampa ne parla il direttore tecnico Fabio Lupo che, prima di ascoltare le domande dei cronisti, ci tiene a fare alcuni ringraziamenti. Ecco di seguito le sue dichiarazioni.

“Volevo fare un ringraziamento a nome mio e delle persone che hanno lavorato con me in questo mercato. Innanzitutto al presidente Tacopina e agli investitori per aver fortemente creduto in noi ed in quello che stavamo facendo, per la fiducia che ci hanno concesso nell’operatività: non è così scontato in questo mondo. Ringrazio anche coloro che hanno vissuto quest’operatività nel quotidiano, come il direttore generale Gazzoli, che è stato di grande supporto, e il segretario Michele Sebastiani, che ho disturbato a tutte le ore, persino a Ferragosto, in questo marasma di operazioni in entrata ed in uscita. Voglio ringraziare anche voi della stampa per aver saputo cogliere il senso di quello che stavamo facendo pur sottolineando in alcuni momenti alcuni aspetti non positivi che non condividevate. Sono sempre state opinioni rispettabili, fondate e logiche anche quando non erano da condivise. Ho apprezzato gli elogi e le critiche ed anche il mercato ha giovato di questo rapporto di collaborazione, perché è importante lavorare in un rapporto sereno con i media. Non voglio essere ruffiano e so bene che per noi parlano sempre i risultati nel bene e nel male, ma vi voglio ringraziare per la professionalità dimostrata in questi mesi”. 

Direttore, la scorsa stagione si è parlato di un monte ingaggi intorno ai 9 milioni di euro. Quest’anno quali sono le cifre?
“Complessivamente siamo intorno a quei numeri, forse poco più. Un aspetto positivo di questo mercato è stato il rispetto del budget. Inoltre, l’ingaggio e la contrattualizzazione di giocatori giovani e di prospettiva rappresenta per noi un costo in bilancio anche se concettualmente bisogna interpretare queste operazioni come investimenti”. 

Quali sono state le trattative più complicate del calciomercato?
“Nel calcio le trattative sono al 99% tutte uguali e anche quelle che sembrano più scontate riservano un contrattempo. Non c’è stata una trattativa veramente ostica, grazie soprattutto alla grande disponibilità nei confronti della SPAL di cui abbiamo beneficiato. Ci sono giocatori che hanno voluto solamente la nostra società e questo ci ha agevolato perché non mi sono dovuto confrontare con una ritrosia verso la società o la città. Quando dicevi ‘SPAL’ ad alcuni si illuminavano gli occhi ed ora l’importante è portare tutto questo anche in campo”.

La rosa è stata rivista completamente seguendo un progetto tracciato dalla proprietà fin dal suo arrivo a Ferrara. Questo mercato è stato un passo in avanti importante in tal senso?
“Il mercato è stato coerente con quello che avevamo detto e con quello che abbiamo in testa di fare. Quando hai l’idea di costruire qualcosa devi avere la capacità di guardare sia al presente sia al futuro, intuendo quale può essere lo sviluppo non solo sotto l’aspetto tecnico ma anche dal punto di vista economico-finanziario. Speriamo che i risultati premino questa volontà e questa capacità di seguire la linea che abbiamo avuto”. 

Tutti i reparti sono stati rafforzati, eppure le prime uscite in campionato hanno palesato qualche falla in difesa: c’è stata la volontà di intervenire sul mercato per rattopparla o la fiducia rimane alta per tutti i centrali di difesa?
“Noi siamo sereni e una volta completato il pacchetto difensivo l’unico vuoto lo abbiamo colmato con un giocatore che può ricoprire più ruoli, infatti siamo andati su Fiordaliso. Spesso ci si concentra sul singolo giocatore o sul singolo reparto, mentre io ritengo che se abbiamo avuto qualche difficoltà nella fase difensiva questo sia stato un problema complessivo e non del singolo. La squadra sta ancora cercando degli equilibri che sicuramente troverà e io ho tantissima fiducia nei calciatori che sono arrivati ed in quelli che già c’erano. Negli ultimi anni qualche difensore l’ho indovinato anche se alcuni erano scettici: portai a Palermo lo sconosciuto Dawidowicz che ora è in serie A (al Verona, ndr.) e ha giocato gli Europei con la Polonia. A Venezia presi Ceccaroni reduce da una retrocessione col Padova, in cui era un rincalzo, e divenne capitano della squadra. L’anno scorso mi sono divertito facendo una scommessa per la quale tutti mi hanno dato del pazzo: dalla Viterbese ho preso Baschirotto, un giocatore di 25 anni che ora gioca titolare col Lecce in serie A”.

In pochi giorni sono arrivati La Mantia e Moncini. Il primo era un obbiettivo noto da tempo, il secondo è arrivato all’improvviso: c’era la volontà di comporre subito questa coppia d’attacco?
“Nella trattativa per La Mantia è stata fondamentale la volontà del calciatore, che nonostante le molte richieste importanti ha sempre voluto fortemente la SPAL e ci ha aspettato. Tuttavia non potevamo rischiare e sotto traccia abbiamo ingaggiato anche un attaccante forte come Moncini. Avevamo anche altri obiettivi per cautelarci nel caso in cui La Mantia fosse diventato impossibile, poi tutto si è semplificato in poco tempo”.

Facciamo il punto dei giovani: come li vede all’interno di questa rosa? Saiani può diventare più di un’alternativa?
“Tutto il settore giovanile è un patrimonio della SPAL perché ci sono tanti talenti ancora sotto traccia: vi posso assicurare che tra i 2005 ed i 2006 ci sono giocatori veramente interessanti. Saiani è sicuramente la punta di diamante in questo momento, ma anche giocatori come Puletto, Abati e Boccia stanno facendo cose importanti. Prati è un giocatore del 2003 che domenica è entrato in campo con l’esperienza di un veterano. Viene dalla serie D e non è un prodotto del nostro vivaio, ma il risultato di una politica che stiamo condividendo col settore giovanile, quella di puntare su talenti italiani di qualità anche se provenienti dalle categorie inferiori. Ci piace che gli altri notino che siamo molto italiani, ma ciò non significa che non guardiamo all’estero. È un settore in cui abbiamo persone specializzate e su cui stiamo molto attenti per cogliere anche lì delle occasioni importanti”. 



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