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Turno infrasettimanale tutto da decifrare per la SPAL e Mimmo Di Carlo: dopo la vittoria casalinga contro la Recanatese i biancazzurri fanno visita al Pescara di Zdenek Zeman. Il pronostico di una settimana fa sarebbe pesato fortemente sbilanciato per gli abruzzesi, ma venerdì sera la vittoria convincente della SPAL e il contemporaneo tonfo del Pescara a Gubbio (4-0) hanno rimescolato le carte in maniera imprevedibile. Per inquadrare meglio la sfida dell’Adriatico abbiamo chiesto aiuto al collega Giovanni Tontodonati de Il Messaggero Abruzzo.

Il Pescara è sesto in campionato, in piena zona playoff come da aspettative: come sta andando la stagione e che squadra dobbiamo aspettarci martedì sera?
“Finora la stagione è stata caratterizzata da troppi alti e bassi, il Pescara ha alternato prestazioni discrete ad altre deludenti. Guardando ai numeri (45 gol fatti e 31 subiti), sembrerebbe una squadra zemaniana, ma in realtà non è così. Il calcio spumeggiante del boemo si è visto solo a sprazzi. Contro la SPAL i biancazzurri proveranno a riscattare la brutta parentesi di Gubbio e a riconciliarsi un po’ con i tifosi che a fine gara li hanno pesantemente contestati”.  

La situazione di classifica rende lecita la speranza per il secondo o terzo posto: quali sono le ambizioni del Pescara? È realistico parlare di serie B?
“L’obiettivo è chiudere la stagione regolare al terzo posto e giocarsi la B ai play off. Tuttavia il rendimento espresso nel corso del campionato non consente di sognare in grande. Contro le big del girone B il Pescara ha sempre sofferto: sconfitte con Cesena, Torres e Carrarese, un pari e un ko con il Perugia, una vittoria e una sconfitta con il Gubbio. Un bottino misero”.  

Dopo un avvio di 2024 complicato il Pescara si è rialzato con tre vittorie consecutive fino alla batosta di Gubbio (4-0): qual è il vero Pescara? Dopo venerdì rischia di essersi ribaltata la situazione con cui le due squadre arrivano al confronto?
“La verità è che non si sa quale sia il vero Pescara. La squadra non ha ancora una precisa identità, probabilmente perché la rosa ha un’età media molto bassa e i giovani hanno spesso un rendimento altalenante. Vivono di entusiasmo: quando c’è possono fare grandi cose, altrimenti fanno fatica a gestire i momenti di difficoltà”.

Il mercato di gennaio si è chiuso da poco più di una settimana: come è cambiata la rosa del Pescara e quali sono stati i movimenti più significativi in entrata e in uscita?
“Il numero dei giocatori è rimasto invariato. Sono andati via il portiere Ciocci, Mora, Manu e Tommasini, sostituiti da Gasparini, Meazzi, Capone e Sasanelli. Meazzi ha quasi sempre giocato trequartista o esterno d’attacco, mentre Zeman vorrebbe utilizzarlo nel ruolo di mezzala. Capone, cresciuto nel Milan, è una scommessa: non giocava una gara intera da aprile 2022 e il Pescara spera di rilanciarlo. Il 19enne Sasanelli è un’altra scommessa: preso dalla D (Fidelis Andria), potrebbe essere valorizzato dal tecnico”. 

Come dicevamo prima, con 45 gol segnati il Delfino ha il secondo miglior attacco del campionato dietro al Cesena: sintomo di un calcio zemaniano spettacolare e spregiudicato o di un gioco collaudato che rende bene in fase offensiva?
“Come si diceva prima l’impronta di Zeman si vede solo a sprazzi. La squadra prova ad attaccare seguendo le indicazioni del tecnico, ma non ha la necessaria continuità. Questo comporta che manchi una consequenzialità nel gioco e pertanto i tanti gol segnati sono solamente un’illusione di una vera e macchina offensiva ben funzionante”.

A proposito di questo: sulla panchina c’è ancora l’intramontabile Zdenek Zeman. Il boemo ha avuto un problema di salute a dicembre e anche contro il Pineto ha dovuto dare forfait per influenza. Come sta andando la sua stagione? Calcisticamente è sempre lo Zeman che conosciamo tutti? E soprattutto, ora sta bene e lo vedremo al suo posto martedì sera?
“Per fortuna ora sta meglio, anche se tuttora in campo deve fare attenzione e seguire le indicazioni dei medici. Per il resto Zeman non è affatto cambiato, così come sono rimasti invariati i suoi metodi di allenamento e il suo credo calcistico. Ricordate la frase che disse al termine del match di andata con la SPAL? ‘Giocare sempre da dietro è diseducativo per il calcio’. Il boemo vuole azioni veloci in verticale, odia il giro palla e non accetta che siano i difensori a impostare il gioco, quel compito tocca ai centrocampisti”.

L’ex di giornata è Georgi Tunjov, che senz’altro spicca tra le fila abruzzesi con i suoi 7 gol. Come sta andando la stagione dell’estone che sembra essere esploso dopo anni non all’altezza a Ferrara? Quali sono i fattori che gli hanno permesso di disputare finora un campionato così positivo a livello di numeri?
“A livello tecnico Tunjov è fuori categoria, potenzialmente è da serie A, ma, come mi disse Massimo Oddo tempo fa, deve trovare il ‘fuoco dentro’. Zeman dice che Georgi ogni tanto si assenta, partecipa poco alla manovra. Aggiungo che non ha le caratteristiche perfette per fare la mezzala nel 4-3-3. Lui vuole sempre il pallone tra i piedi, invece dovrebbe inserirsi e muoversi di più senza palla. Ha segnato 7 reti. Potenzialmente con Zeman uno con le sue qualità in C potrebbe realizzarne molti di più”.

Che formazione possiamo attenderci in campo per la sfida contro la SPAL?
“Ci sono problemi in difesa. Brosco è squalificato, Di Pasquale ha mal di schiena, quindi al centro accanto a Mesik dovrà giocare Pellacani che lo scorso 18 dicembre si è operato al menisco. In attacco a sinistra tornerà titolare Cangiano, a destra Merola e al centro Sasanelli è in ballottaggio con Cuppone”.

Probabile formazione (433): Plizzari; Floriani Mussolini, Pellacani, Mesik, Milani; Franchini, Squizzato, Meazzi; Merola, Cuppone (Sasanelli), Meazzi.

Infortunati/Indisponibili: Di Pasquale, Vergani e Accornero.
Squalificati: Brosco.



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