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Ferrara è la terza tappa della carriera sportiva di Luca Carra, il terzo direttore generale dell’era-Tacopina alla SPAL. Dopo aver contribuito a risollevare Parma e Catania (e aver lavorato a lungo per il brand sportivo Erreà) il nuovo dirigente si ritrova a gestire una nuova ripartenza in acque tutt’altro che calme. Tuttavia Carra si è dimostrato rilassato e sorridente nel suo primo incontro con la stampa ferrarese e dopo un’introduzione in collegamento video da parte del presidente, ha fatto le sue considerazioni.

Devo ringraziare Tacopina perché mi ha voluto qui. Ci conosciamo da tanto tempo, ma quando sono venuto per la prima volta a Ferrara mi ha trasmesso l’entusiasmo e l’amore per questo club che mi hanno convinto immediatamente a traferirmi da Catania. Non solo mi ha voluto, ma mi ha anche invogliato, per cui spero ci poter fare in modo di toglierci grandi soddisfazioni insieme”.

CONNESSIONE CON LA SPAL – “Le cose che mi hanno portato qui son state la conoscenza personale con Dante Scibilia e con il presidente. Avevo un altro anno di contratto a Catania ma cercavo una nuova sfida, magari più vicina a casa, e il Catania stesso ha preso le sue decisioni. Non devo certo spiegare io perché la SPAL sia una piazza che meriti risultati importanti. Tutto questo mix, insieme all’entusiasmo del presidente, hanno fatto sì che le cose si incastrassero e mi hanno convinto”.

LAVORO – “Non prometto niente: il presidente mi ha dato compito di organizzare e ottimizzare la società e i suoi meccanismi. Sappiamo che la situazione finanziaria quando è entrata questa proprietà era abbastanza precaria, ora si sta pian piano riducendo per quanto riguarda il monte debiti e noi faremo il possibile per assolvere compiti e impegni per migliorare questa situazione e crescere con questa società”.

BUDGET E AMBIZIONI – “Se ci fosse una ricetta per vincere la farebbero tutti (ride, ndr). Io ho detto di ottimizzare processi e costi: questo non vuol dire non fare la squadra. Il calcio insegna che non sempre chi spende di più vince, non è necessario spendere 20 milioni se li spendi male, spendere tanto non equivale a vincere. Anche il campionato di serie C lo dimostra: nel girone C ha vinto la Juve Stabia che è quella che ha speso meno tra le prime cinque o sei; lo scorso hanno è salito il Lecco che aveva un budget minore di altri. Bisogna spendere bene, è difficile fare tutto giusto, per cui la società deve strutturarsi in maniera professionale, perché per vincere serve sbagliare il meno possibile. A me non piace perdere, io voglio vincere e così è il presidente. Ci proviamo, poi non si può promettere nulla perché nel calcio cambia tutto per questione di centimetri”.

“Non parlo di tagliare costi, parlo di ottimizzare: si può spendere la stessa cifra ma spenderla meglio. Tagliare sembra voler dire smobilitare, ma il presidente non ha alcuna intenzione di farlo, anzi vuole che questa società possa crescere e strutturarsi per salire di categoria ed essere già pronta per un altro campionato. Sappiamo tutti che nel mondo del calcio e soprattutto in C non è facile avere pareggi di bilancio sia sportivamente sia finanziariamente. Abbiamo un obiettivo che è fare meglio possibile per questa società. Bisogna evitare sprechi e ottimizzare per cercare di fare la squadra migliore possibile. Poi il discorso giocatori è diverso, anche perché il mercato si chiude a fine agosto, può succedere di tutto e non sempre prendere nomi importanti ti fa vincere, soprattutto in una categoria così complicata in cui uno meno famoso corre il doppio di quello famoso, e in un campionato così agonistico c’è bisogno di gente che abbia voglia di sudare”.

RUOLO – “Non mi spaventa dover gestire le cose quando non c’è il presidente, al di là del fatto che ci sentiremo tutti i giorni o quasi perché lui vuole essere aggiornato e io voglio a mia volta tenerlo informato. Non è la prima volta per me, a Parma avevo una proprietà che era perlopiù assente nella gestione quotidiana: ho avuto un presidente cinese ed era anche più complicato per la questione della lingua. Non ho mai avuto paura delle responsabilità, me le sono sempre prese. Poi a tutti capita di sbagliare, però io parto dall’idea di ciò che mi è stato chiesto e farò tutto quanto potrò e riterrò giusto per il mio club e la mia società. Non ho paura di fare scelte o prendermi responsabilità nel momento in cui sarò a posto con la mia coscienza”.

DANZÈ-CASELLA (argomento affrontato anche dal presidente, ne parliamo a parte) – “L’avvicendamento mi dispiace, perché ero qui quando il presidente aveva fatto il colloquio con entrambi. Era stata fatta una scelta anche dietro consiglio di persone importanti nel mondo del calcio. Avevo avuto la possibilità di parlare con Danzè: l’ho sempre sentito entusiasta perché mi chiedeva tante cose, aveva voglia di fare, poi purtroppo ha preso una decisione importante per la sua vita e ha preferito fare un passo indietro. L’ho sentito, abbiamo avuto poco tempo per parlare, ma non si sentiva nelle condizioni di dare il 100% per problemi personali importanti che rimarranno ovviamente privati. Con Alex abbiamo molte conoscenze in comune ed era uno dei due candidati. La scelta era stata fatta per piccoli dettagli, erano piccolezze che avevano portato il presidente a scegliere l’uno piuttosto che l’altro. Andavano bene tutti e due e adesso è Alex che lavora e lavorerà con me tutti i giorni. Abbiamo già iniziato a lavorare e parlare del programma dei prossimi mesi”.

AMBIENTE E TIFOSI – “Io sono il primo a essere convinto che per vincere serve rimanere tutti insieme, uniti e remare tutti dalla stessa parte. So che ci sono state contestazioni e problemi: non voglio entrare nel merito, ma darò sempre la mia massima apertura a tutti i tifosi che vogliono avere un confronto. Da parte mia poi ci sarà sempre trasparenza perché quello che facciamo non è segreto: la SPAL rappresenta una città e dei valori e sappiamo quanto l’apporto dei tifosi possa essere importante”.

RAPPORTO CON IL TERRITORIO – “In tante piazze le società sono legate in modo particolare al territorio: il bacino d’utenza, gli sponsor e i tifosi sono in città, gli stakeholder con cui si ha a che fare sono quelli. Ferrara ho iniziato ieri a conoscerla: devo avere un attimo di tempo per vivere e conoscere la città, ma poi sicuramente si cercherà di fare più di qualcosa per coinvolgere il territorio”.

SETTORE GIOVANILE – “Ho visto un po’ i numeri. La SPAL sta investendo tanto nel settore giovanile e credo sia un’ottima cosa. Credo sia un asset fondamentale per tutte le squadre perché si può creare valore, si possono crescere giovani e valorizzare giovani anche del territorio. Spero di vederne sempre di più dal settore giovanile alla prima squadra perché vorrebbe dire che si sta facendo un ottimo lavoro”.

PENALIZZAZIONE – “È stato dato mandato agli avvocati di occuparsene, ma è un tema che non ho ancora affrontato perché è successo prima del mio arrivo”.

CAMPAGNA ABBONAMENTI – “La campagna abbonamenti è pronta, ma non voglio svelare nulla perché ci sarà una conferenza venerdì 5 luglio in cui presenteremo tutto”.



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