foto Rubin

Al giro di boa della stagione la nuova SPAL si trova al secondo posto a due punti dal Mezzolara capolista nel girone B di Eccellenza regionale. Uno scenario che se fosse stato ipotizzato dopo il playout di maggio contro il Milan Futuro avrebbe indotto più di qualcuno a chiamare un dottore.

L’Ars et Labor però è lì, con l’attenuante di una partenza affannata, ma anche con l’indiscutibile vantaggio di avere un intero organico di professionisti di fronte ad avversari che si devono guadagnare da vivere con altri mestieri.

I biancazzurri hanno alternato serie di vittorie e risultati convincenti a mancanza di continuità e buchi nell’acqua che hanno fatto storcere il naso (e anche qualcosa di più). La squadra che doveva dominare il campionato in lungo e in largo non si è vista, o perlomeno si è intravista solo a tratti, ma la sensazione è che comunque questo gruppo abbia le carte per tornare in testa e magari dare la spallata giusta al campionato nel momento in cui tante squadre inizieranno a sentire le prime fatiche.

Dopo 17 partite di campionato ecco dunque le pagelle provvisorie di metà stagione dei giocatori della SPAL, tra promossi e rimandati a fine stagione.

* Vengono presi in considerazione i giocatori con almeno due presenze
** Non vengono considerati i giocatori che hanno già lasciato la SPAL: Marzio Di Bartolo, Gabriele Mazza, Mattia Lanza, Tobias Mora

Altra categoria: Senigagliesi 7,5 

Senigagliesi: gran bella scoperta a questi livelli. Giocatore a tratti imprendibile, cui forse potrebbe stare stretta anche la D, categoria in cui ci si auspica siano sia la SPAL e sia Senigagliesi tra qualche mese, ovviamente insieme. I numeri dicono 4 gol e 5 assist, ma per l’esterno marchigiano c’è anche il merito di essere sempre tra i migliori e infatti i compagni si affidano a lui nei momenti di difficoltà.

Buoni: Carbonaro 7; Dall’Ara 7; Ricci 6,5; Mazzali 6,5; Giacomel 6,5

Carbonaro: prime quattro partite così così. Da Castenaso in poi ha trovato spazio nel suo ruolo naturale di esterno sinistro e ha inanellato una serie di prestazioni positive senza praticamente scendere mai sotto la sufficienza (Sant’Agostino esclusa), con picchi di classe assoluta (vedi Mesola) e diverse prestazioni da trascinatore. A febbraio compirà 37 anni, ma è il miglior marcatore della squadra con 7 gol (più 1 in Coppa) e 1 assist. A oggi è elemento fondamentale nello scacchiere di Di Benedetto, oltre ad essere uno dei leader dello spogliatoio.

Dall’Ara: segue Senigagliesi in una domanda che sorge spontanea: questi due avrebbero sfigurato nella SPAL dell’anno scorso? Punto fermo della difesa, leader tecnico e caratteriale e con spiccate doti difensive in anticipo e marcatura. Intoccabile finora e presumibilmente fino alla fine. Altro elemento che se tutto va come deve potrebbe far comodo anche la prossima stagione.

Ricci: a proposito di leadership, indubbiamente il vero leader dello spogliatoio. In campo muove i compagni con il joystick: chiama, urla e fa girare tutti con e senza palla. Bene sia con il 433 che con il 4231, vero regista della squadra e sicuramente non uno che tira indietro la gamba (e nemmeno risparmia le parole). Ultimamente anche il vizietto del gol sbloccato, in campionato e Coppa. Avanti così.

Mazzali: insieme a Dall’Ara è l’unico sempre titolare in campionato. Non c’entra (o c’entra poco) il fatto che il suo vice sia venuto fuori giusto all’ultima partita di Coppa, perché fin dall’inizio Mazzali si è rivelato interprete più che affidabile del ruolo. Qualche prestazione degna di nota e qualche partita in cui si è un po’ assentato. L’impressione è che con il suo fisico e le sue qualità possa essere molto più decisivo. Veniva dalla serie D vinta con il Dolomiti Bellunesi e fa parte del gruppetto di giocatori che in D con la SPAL potrebbe starci.

Giacomel: uno dei più positivi, paga nella media voto tante partite da “spettatore” e il fatto che la sua peggior prestazione sia arrivata proprio all’ultima contro il Faenza con quell’errore grave. Al netto di questa uscita a vuoto (in tutti i sensi), si è rivelato portiere di buon affidamento rispondendo presente nelle partite in cui doveva stare a guardare e compiere due interventi salva-risultato. Sarebbe preoccupante avere dubbi su di lui da qui alla fine.

Sufficienti (in crescita): Mazza 6+; Cozzari 6+; Casella 6;
Sufficienti: Luciani 6, Mambelli 6

Mazza: il più promettente del gruppetto, almeno in termini di rendimento. C’era curiosità a inizio stagione, poi ha perso un po’ di terreno quando nel 433 lo spazio per il regista era solo uno e la concorrenza era rappresentata da Ricci. Ha giovato particolarmente del cambio modulo con il doppio centrocampista, in cui lui e lo stesso numero dieci formano la coppia davanti alla difesa. Uno dei migliori contro la Sampierana. Titolare o meno, con questo ruolo può dare una mano da qui alla fine.

Cozzari: alti e bassi quando era la mezzala d’inserimento dei tre del centrocampo. Si capisce perché nonostante il fisico e le doti tecniche non sia riuscito ad andare sopra alla serie D. Qualche problemino fisico ne ha rallentato l’adattamento, e paradossalmente una media voto che si è alzata da quando Di Benedetto lo ha reinventato centravanti. Giocatore che si spende molto per la causa: presumibilmente tornerà ad agire qualche metro più indietro (ma non è detto), però intanto 4 gol, tutti pesanti, più altri due in Coppa (altrettanto importanti) con le movenze da prima punta che in teoria non è.

Casella: esordio negativo (come tutti) contro la Fratta Terme, poi una serie di partite in cui era il cambio dei minuti finali per sigillare il risultato, e infine le ultime quattro di campionato tutte da titolare. Ruvido quanto serve, spesso efficace, appare in crescita, anche se dovrebbe limitare qualche eccesso di nervosismo.

Luciani: chiamato in causa quando Giacomel è stato espulso, non con grosse responsabilità, e dunque subentrando e giocando la successiva con il collega squalificato. Due sufficienze piene e buone prestazioni anche in Coppa. Bene.

Mambelli: un po’ a sorpresa è stato il compagno di reparto di Dall’Ara per buona parte del girone d’andata, con prestazioni talvolta ottime. Da Mezzolara in poi ha perso un po’ di continuità, trovando però spazio anche come terzino destro. Non ha più il posto assicurato, ma si è rivelato comunque un’ottima alternativa, e anche qualcosina in più, come jolly difensivo.

Sufficienti (ma possono dare di più): Malivojevic 6, Moretti 6

Malivojevic: il grande colpo estivo non ha di fatto deluso, anche perché numeri alla mano ha messo a referto 3 gol e 3 assist. Da uno come lui però ci si aspetta sempre qualcosa di più, per le qualità e l’esperienza che ha. Con il passaggio al 4231 ha anche più libertà offensiva, ma deve fare un cambio di passo per essere il giocatore decisivo che può essere al pari di Senigagliesi.

Moretti: si ritrova insieme al compagno con cui verosimilmente potrebbe giocarsi il posto da qui alla fine. Esordio con gol dalla panchina contro l’Osteria Grande, gol decisivo in casa alla prima da titolare contro il Russi: due gol nelle prime due, sicuramente ci sono stati impatti peggiori. Qualche fatica in più nelle successive due e poi lo stop che lo ha tenuto fuori fino a qualche settimana prima della sosta, con qualche difficoltà a incidere negli spezzoni giocati. Ora deve ripartire come aveva iniziato per fare anche lui la differenza.

Appena sotto la sufficienza: Stoskovic 6-, Iglio 6-, Prezzabile 6-

Stoskovic: centrale roccioso che ha ben impressionato sostituendo Mambelli squalificato contro il Mezzolara, dopo una buona prova contro il Solarolo. Malissimo poi contro il Pietracuta. Fisicamente ha pochi rivali, paga qualche amnesia di troppo. Corregga queste e potrà dire la sua.

Iglio: unico erede della serie C, è lecito aspettarsi di più. Alterna prestazioni dirompenti (come l’assist contro il Russi o il gol al Massa Lombarda) a partite disastrose (rigore causato e errore che costa il rosso a Giacomel contro il Medicina). Il posto è difficile toglierglielo, anche perché spesso comunque porta a casa la pagnotta, ma deve anche lui correggere errori che un ex professionista non può fare in questa categoria, per mantenere ciò che di buono riesce a dare.

Prezzabile: presentato (correttamente) come “mister campionati vinti”, non ha mai convinto abbastanza per prendersi il posto da titolare. Fisico e piedi sarebbero effettivamente di buonissimo livello, il problema è che spesso gioca sotto ritmo. Nonostante tutto, 3 gol tra campionato e Coppa.

Rimandati (per ora): Chazarreta M. 5,5; Chazarreta J. 5,5; Barazzetta 5,5; Gaetani 5,5; Piccioni 5.5

Chazarreta M.: nasce difensore centrale, ma ha trovato spazio da terzino destro contro Mezzolara e Pietracuta. Nel complesso ruvido quanto efficace, ma anche molto acerbo. Comprimario che con i dovuti aggiustamenti può fare comodo.

Chazarreta J.: non ha fatto vedere chissà quali qualità, pur senza comunque fare figuracce. Non sembra poter spostare gli equilibri al netto di un bel dribbling e tiro sotto la Ovest.

Barazzetta: bene fino a metà, con il cruccio dell’incapacità di segnare che veniva compensata da buone prestazioni al servizio della squadra. Negli spezzoni di secondo tempo era il giocatore capace di dare il cambio di passo. Ha perso però pian piano spazio nelle gerarchie, giocando pochissimi minuti senza incidere negli ultimi due mesi. Chiuso da Carbonaro e Senigagliesi, dovrebbe tornare su standard più alti, perlomeno per dare il suo apporto anche a partita in corso.

Gaetani: valutazione simile a Barazzetta, con la differenza che per lui l’esperienza alla SPAL sembra essere giunta al capolinea. Paga l’incompatibilità nella collocazione tattica dei biancazzurri che prevede una punta sola. Se è vero che ha comunque segnato 3 gol in stagione, è altrettanto vero che tolti questi non è mai stato capace di incidere e fare la differenza come ci si poteva aspettare.

Piccioni: rimandato per forza di cose essendo arrivato a dicembre. Tre finali di partita in cui non ha convinto a pieno ma con la più che giustificata attenuante di una condizione fisica da raggiungere così come l’intesa con i compagni. In crescita con l’assist pesante per il 2-2 di Carbonaro a Faenza e il gol in Coppa contro il Pietracuta (arrivato insieme a una prestazione convincente). La prima punta che serviva e con le caratteristiche che potranno fare molto comodo, se sarà in grado di calarsi nella realtà.

Non giudicabili: Alcalde 

Alcalde: due finali di gara in due partite opposte. Lo 0-0 bloccato contro il Mezzolara, senza particolari squilli, e il 5-1 già chiuso contro il Mesola, in cui invece è andato a centimetri dal mettere anche la sua firma con un destro che ha centrato l’incrocio dei pali. Non un elemento determinante finora e probabilmente anche da qui alla fine.

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