Con 11 partite rimaste da giocare e 9 punti da recuperare (per arrivare primi da soli) in casa SPAL si continua a ribadire che è ancora possibile mettere il musetto davanti, compiendo una rimonta sul Mezzolara che avrebbe dell’eccezionale.
Lo ha detto Carmine Parlato, lo ha confermato Sandro Federico, lo ha ribadito anche il nuovo capitano Andrea Dall’Ara. Considerazioni doverose per dei professionisti che non possono certo alzare bandiera bianca con largo anticipo, ma se scegliamo di guardare alla freddezza dei numeri sembrano esserci poche ragioni valide (se non quelle dell’orgoglio) per coltivare delle speranze.
Il discorso è semplice, quasi brutale nella sua essenzialità. Il Mezzolara sta viaggiando a una media punti di 2,26. Proiettata su 34 giornate fa 76 punti (arrotondati per difetto, perché sarebbero 76,8). Se i bolognesi proseguissero nella loro marcia la SPAL dovrebbe conquistare 32 punti nelle 11 partite che restano per conseguire il medesimo risultato. Tradotto: dovrebbe vincerle tutte. Undici su undici. Impresa possibile? In teoria sì. Nella pratica sembra una faccenda assai complicata per una squadra che zoppica da mesi.
La striscia più lunga di vittorie in questa stagione è stata di cinque consecutive e ormai inizia a essere datata (ottobre 2025). Raddoppiarla e superarla nel momento decisivo del campionato significherebbe cambiare radicalmente passo proprio quando finora non si è mai riusciti a farlo. C’è poi un altro dato che pesa: se guardiamo alle ultime dieci partite il confronto diventa ancora più impietoso: il Mezzolara ha totalizzato 9 vittorie e 1 pareggio (media punti 2,8) mentre la SPAL ha raccolto 5 vittorie e 5 pareggi, con una media di 2 punti a gara. Se guardiamo il solo girone di ritorno infine, la SPAL ha collezionato 2 vittorie e 4 pareggi (di cui tre nelle ultime tre partite casalinghe) mentre il Mezzolara 5 vittorie e un pari.
Proviamo allora a cambiare scenario. E se il Mezzolara per qualche motivo rallentasse vistosamente, magari perdendo lo scontro diretto al “Paolo Mazza”? Supponiamo che nelle undici partite i bolognesi scendano a una media di 1,5 punti a partita, quindi circa 1/3 in meno della media attuale: arriverebbero comunque a quota 69. Per superarli, la SPAL dovrebbe fare 26 punti, cioè una media di 2,3 a partita.
Qui entra in gioco l’aritmetica. Una combinazione possibile è composta 8 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta: Totale = 26 punti / media 2,36.
Questo significa che, realisticamente, per viaggiare a 2,3 punti di media ci si può permettere al massimo una sconfitta, a patto però di vincerne almeno otto. Con due sconfitte la situazione si complica enormemente, perché sarebbe necessario compensare con nove vittorie e zero errori. Con sette vittorie e tre pareggi si va leggermente sotto la media (2,2) In sostanza: anche per tenere il passo di un Mezzolara semplicemente “mediocre”, la SPAL dovrebbe trasformarsi in una macchina da vittorie quasi perfetta. Lo è stata solo per un mesetto nell’arco dell’intero campionato.
La SPAL al momento viaggia con una media di 1,91, praticamente la stessa che aveva a inizio novembre quando pubblicammo un articolo in cui, già in pre-allarme, mostrammo come statisticamente le squadre che vincono l’Eccellenza hanno una media punti di 2,16. La sensazione è che oggi il campionato non dipenda tanto dalle parole o dall’intenzione dichiarata, quanto da un salto di rendimento che finora non si è mai visto.
I numeri non danno giudizi, sono lì a rappresentare la realtà. Che è una realtà scomoda: per vincere il campionato servirà qualcosa di molto vicino alla perfezione. In caso contrario rimarrà solo la via stretta dei playoff.









