foto ufficio stampa Ars et Labor

Nicolò Tieghi, guida tecnica della formazione Under 11 della nuova SPAL, formalmente Ars et Labor Ferrara, può essere considerato nel suo piccolo un veterano al “G.B. Fabbri” malgrado la sua giovane età. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come stanno andando le cose con i ragazzi che gli sono stati affidati e qual è stato il suo percorso in biancazzurro.

“Prima di iniziare la mia carriera da allenatore ho studiato Scienze Motorie all’Università di Ferrara. Nel periodo conclusivo dei miei studi ho chiesto e ottenuto la possibilità di svolgere il tirocinio curricolare alla SPAL e, da quel momento, è iniziata la mia carriera nel settore giovanile. Durante gli anni trascorsi qui ho avuto varie esperienze: collaboratore dell’Under 17, preparatore in Under 15 e attività di base con i ragazzi più giovani. Sono ormai otto anni che collaboro con il settore giovanile e, a parte una breve pausa quattro anni fa per motivi lavorativi, continuo tuttora questa bella esperienza”.

 “Personalmente non mi ritengo un allenatore, ma un istruttore. Ricopriamo principalmente il ruolo di educatori per i ragazzi: la parte tecnica è comunque importante, ma non quanto quella educativa, soprattutto in questa fascia d’età. Più che il bastone, a questa età serve tanta carota. Bisogna far capire qual è il limite per dare un freno alla loro esuberanza, ma è altrettanto importante giocare e divertirsi con loro, sempre all’interno delle regole che ci siamo dati”.

“A livello di campionato provinciale stiamo facendo molto bene. Fortunatamente la maggior parte dei ragazzi è rimasta con noi dopo il fallimento della vecchia società e quindi, a livello qualitativo, abbiamo un gruppo molto buono. Ci sono stati quattro o cinque nuovi ingressi quest’anno e, dopo un primo periodo di adattamento, anche loro si sono inseriti bene nel gruppo. Dal momento che ci confrontiamo con realtà della provincia e, avendo il vincolo di schierare tutti pari età essendo il primo anno della società, risultiamo molto più competitivi delle squadre presenti nel nostro campionato. Per questo motivo organizziamo dei test match la domenica, dopo la partita di campionato del sabato, per cercare di alzare il livello. Ci siamo confrontati con Imolese, Piovese, Sassuolo, Bologna, Cittadella e Padova, e tra un mesetto ci aspetterà l’Hellas Verona”.

“Nella prima parte di stagione abbiamo valutato il livello dei nostri ragazzi e, visto l’ottimo impegno e la grande qualità dimostrata da tutti, sia in campo sia nell’atteggiamento, continueremo nella seconda parte a organizzare amichevoli contro squadre con un buon settore giovanile. Il gruppo ha ampi margini di miglioramento, anche perché i ragazzi hanno famiglie che sostengono e coltivano in modo sano la loro passione per il calcio: questa è la cosa più importante”. 

Grazie a Marco Aventi ed a Michele Borghi, che conosco da tanti anni e per i quali nutro una grande stima, quest’anno siamo riusciti a ripartire con il progetto dell’attività di base. In pochi mesi chi si è occupato dell’organizzazione ha svolto un lavoro eccellente, cosa tutt’altro che scontata visto quanto accaduto in estate. Riuscire in così poco tempo a ricostruire un intero settore giovanile è stato possibile anche grazie alla loro tenacia e all’attaccamento a questi colori e al territorio ferrarese. Quando giochiamo in trasferta riceviamo complimenti da tutti e spesso sono increduli nel sapere che solo pochi mesi fa la società era fallita. Non si notano differenze nella qualità del lavoro e nella passione che tutti mettono quotidianamente, anche grazie a tutti i collaboratori che sono rimasti e che hanno contribuito a mantenere un’ossatura solida nella parte organizzativa”.