foto Rubin

Il pubblico del “Paolo Mazza” torna finalmente a sorridere con la prima vittoria interna del 2026 della SPAL. Il 3-0 sull’Osteria Grande racconta abbastanza precisamente il divario di valori in campo, anche se il tecnico ospite Vito Melotti non manca di togliersi qualche sassolino dalle scarpe per la direzione arbitrale.

LA PARTITA – “Abbiamo preparato questa partita per tutta la settimana, ma ovviamente andare sotto dopo quattro minuti cambia tutti i piani. Siamo stati bravi all’inizio del secondo tempo, quando abbiamo preso più campo. Dobbiamo ripartire da lì, per affrontare la prossima partita cruciale con il Mesola che per noi è come una finale. Il nostro obiettivo è sempre stato quello della salvezza“.

ARBITRAGGIO – “Quel rigore (provocato teoricamente da Mazza, ndr) non si può non dare: proprio per la dinamica dell’azione è un rigore netto, come poi quello nel primo, perché quando un giocatore cade dopo aver anticipato l’altro è per forza rigore. L’arbitraggio è stato un po’ scadente, soprattutto perché tutti i contatti mezzi e mezzi sono stati fischiati a nostro favore. Sono stato espulso solo per aver detto con forza che non si può non dare un rigore come quello, non ho mancato di rispetto al direttore“.

LA SPAL – “Ci aspettavamo una SPAL diversa, probabilmente il 433 è il modulo che le si addice di più. Nei biancazzurri vedo una squadra che quando va in fiducia è sicuramente sopra il livello delle altre, quando però non è in fiducia, e magari non la sblocca subito e si comincia a sentire qualche rumorino, può succedere che qualche ragazzo, soprattutto più giovane, si faccia prendere dall’ansia“.

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