foto Rubin

Per il Mezzolara è probabilmente il momento più delicato della stagione: dopo l’inaspettato KO casalingo contro l’Osteria Grande arriva anche la sconfitta nello scontro diretto al “Paolo Mazza”, che di fatto rimette in discussione un campionato che la formazione bolognese stava dominando. Con un leggero rammarico per i suoi ragazzi si è espresso così mister Nicola Zecchi in sala stampa.

ANALISI – “Aver riaperto la partita alla fine del primo tempo ci aveva dato più grinta e speravo che si sarebbe potuta indirizzare a nostro favore. L’analisi generale è un po’ di contrazione da parte nostra nei primi minuti, a cui aggiungere la cornice del ‘Paolo Mazza’ che ha condizionato positivamente il gioco della SPAL: per noi è stato un privilegio giocare in questo stadio e il mio orgoglio è per i miei ragazzi: abbiamo giocato qui grazie a quello che abbiamo creato, e venire qui in una sfida di alta classifica è stato un grande privilegio. Nonostante questo ci sono i pro e i contro: respirando un calcio di altre categorie è normale un po’ di contrazione e non riuscire a esprimersi al meglio“.

DESTINO – “Quando eravamo a sedici risultati consecutivi non mi sono mai posto il problema di essere a +10 e oggi non mi preoccupo di aver perso 6 punti o essere a +4: il nostro destino è lavorare ogni giorno e partita dopo partita. Il blasone di questa squadra lo sappiamo e siamo venuti a conoscere il contesto delle altre squadre, ma noi siamo concentrati sul nostro lavoro e vedremo alla fine cosa riusciremo a portare a casa, facendo una battaglia viva e vera per arrivare alla fine“.

TATTICA – “Dopo la prima metà del primo tempo abbiamo cercato di contenere Senigagliesi: mettendoci a quattro siamo andati un po’ meglio e questo ha aiutato la squadra, poi ci siamo dovuti adattare. La SPAL è stata brava e ha chiuso bene gli spazi centrali, mentre noi abbiamo trovato più difficoltà a sviluppare sulle catene, cosa che avrei invece voluto vedere. Iglio e Mazzali sono poi più allenati, di categoria superiore e sappiamo il loro valore. Sicuramente avrei preferito giocare di più: il secondo tempo è stato troppo frammentato e non ci ha permesso di dare e trovare la continuità di cui anche i miei ragazzi avevano bisogno per trovare certezze“.

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