foto Rubin

La SPAL centra la seconda vittoria consecutiva in casa di un Mesola ormai già retrocesso, ma comunque mai domo. I biancazzurri blindano aritmeticamente il secondo posto provando a mettere pressione al Mezzolara, che scenderà in campo domenica (12 aprile ore 15.30) contro il Pietracuta. Al momento la distanza è di soli tre punti. Prestazione non memorabile quella della SPAL, ma comunque sempre padrona del gioco, dando prova di una grande maturità. Di seguito le dichiarazioni di mister Carmine Parlato al termine della gara.

LA PARTITA – “Era difficile. Era una partita da preparare bene sotto l’aspetto psicologico per quanto riguardava l’atteggiamento iniziale. Abbiamo fatto gol in avvio e la partita l’abbiamo gestita noi nei primi 45 minuti. Poi fino alla fine è stata un po’ sporca, anche se abbiamo avuto più di un’occasione che poteva dare ai ragazzi quella serenità nella gestione della palla, semplificando così il gioco. Questo è stato dettato da un aspetto fisiologico, ma c’è comunque da dire che il Mesola fino alla fine è stato in gara. Non ci sono stati pericoli enormi, però comunque ci ha tenuto là. Per fare in modo di poter giocare in maniera più serena è mancato il secondo gol. Non è stato così, però i ragazzi si sono messi sotto, hanno pedalato e la cosa importante era portare a casa i tre punti.

SECONDO GOL – “Nel primo tempo avevamo avuto anche un’altra occasione per andare sul 2-0 e con i cambi ho provato a dare una svolta in mezzo al campo e sugli esterni. Non è facile entrare a partita in corso, ma comunque i ragazzi si sono messi a disposizione del gruppo e questa per me è una cosa che mi fa capire che hanno voglia della titolarità.

PICCIONI – “Se lui fa il lavoro per la squadra, non guardo altre cose. Ha fatto gol, poteva fare il 2-0, ha lottato come un leone, come tutti gli altri. Complimenti a lui e a Federico (Moretti), perché quando entra si fa trovare sempre pronto”.

ROSSI AL DEBUTTO DAL 1′ – “Abbastanza bene, anche se può fare ancora molto di più, ma questo è dovuto anche al poco minutaggio avuto in precedenza. Prima di venire quI non aveva una preparazione fisica decente e stiamo cercando di portarlo in una condizione migliore. Oltre a lui, abbiamo anche Barazzetta e Juan Chazarreta. Ben vengano queste competizioni che aiutano il titolare a dare qualcosa di più. L’importante erano i tre punti e abbiamo accorciato. Godiamoci queste ventiquattro ore”.

PRESSIONE SUL MEZZOLARA – “Noi dovevamo fare il nostro dovere. Abbiamo anticipato il giorno della gara e siamo contenti. Ringraziamo quest’ondata di tifosi che è arrivata anche a Mesola. Ringraziamo tutti loro che sono venuti qui e prepariamoci per la prossima partita”.

LANCI LUNGHI – “Mi servivano dei palleggiatori perché stavamo lanciando troppo. Mettendo Ricci e Malivojevic, che sono due palleggiatori, ho voluto dare fiducia al reparto difensivo per non andare a lanciare sempre. Secondo me, dopo i primi dieci minuti da quando sono entrati, hanno cominciato a prendere più confidenza nella gestione della palla. I lanci lunghi erano dovuti alla pressione degli avversari. Se si perdono i tempi delle giocate viene naturale poi cercare il lancio lungo. Non sempre si può lanciare perché la squadra sennò diventa lunga. Avevamo provato in allenamento la palla sopra nel caso loro ci fossero venuti a pressare alti. Nonostante due occasioni avute con Carbonaro e Rossi, si forzava troppo con solo Piccioni davanti”.

 

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