Aristide Pincelli, curatore fallimentare della SPAL srl – foto Filippo Rubin

Il fallimento della SPAL srl di Joe Tacopina sta passando al primo giro di boa. La procedura di liquidazione aperta il 6 agosto 2025 dalla giudice Anna Ghedini (sostituita poi da Mauro Martinelli nel mese di novembre) ha prodotto qualche risultato, ma il traguardo è ancora lontano.

Il rapporto riepilogativo depositato il 14 luglio scorso dal curatore Aristide Pincelli permette di avere una fotografia della situazione. I numeri parlano di un attivo realizzato per poco meno di 2 milioni di euro (1.973.564,97 euro), a fronte di un attivo ancora da realizzare stimato in 4.747.070 euro.

Sul fronte opposto, il passivo ammesso ha già superato i 17 milioni di euro se si sommano crediti prededucibili, privilegiati e chirografari, con altri 6,6 milioni di euro di crediti ancora da vagliare. Le domande di ammissione presentate sono state 199, quasi tutte accolte: solo una resta da esaminare e quattro sono state accolte con riserva.

Il capitolo più seguito dai tifosi biancazzurri, quello dei marchi, trova spazio tra le voci dedicate ai diritti d’autore. Il marchio SPAL, valutato dai periti 700.000 euro, è stato aggiudicato al Comune di Ferrara lo scorso 9 luglio per 395.000 euro, cifra che coincide con il valore presumibile di realizzo indicato nel rapporto. In precedenza, il 14 aprile, il Comune aveva inoltre acquistato per 69.500 euro il marchio Fondazione SPAL (10.000 euro), il marchio Accademia SPAL (2.500 euro), la denominazione legata allo stadio Paolo Mazza (2.500 euro), oltre ad attrezzature e arredi dello stadio.

Sul versante immobiliare resta in vendita il terreno di Malborghetto, il cui valore di stima (300.000 euro) è ancora provvisorio: la relazione del perito attende la verifica della destinazione urbanistica, che arriverà solo con il nuovo PUG atteso a settembre. Diversa la situazione dei beni mobili registrati: gran parte del parco veicoli della vecchia gestione societaria risulta già aggiudicata, mentre restano ancora sul mercato un Ford Tourneo, un ulteriore Ford Transit e un autocarro. Aggiudicati anche i lotti di beni vari relativi a via Copparo, via Fabbri e allo stadio Paolo Mazza, mentre resta da vendere un pacchetto di altre attrezzature assortite.

Sul fronte crediti la procedura ha già incassato oltre 1,47 milioni di euro dai crediti verso clienti (su un nominale di 2,5 milioni) e ha recuperato integralmente i 133.736,58 euro derivanti dalle azioni revocatorie. Restano da riscuotere 636.000 euro di crediti verso clienti già accertati, mentre quasi 95.000 euro sono stati classificati come crediti abbandonati, relativi a una lunga serie di posizioni di importo contenuto.

Il rapporto dedica inoltre due schede di approfondimento ai temi della responsabilità civile e penale: al momento non risultano azioni di responsabilità civile o penale nella procedura, un dato che tuttavia fotografa solo lo stato a fine giugno, senza escludere sviluppi nei prossimi mesi, dato che il curatore stesso segnala di essere ancora al lavoro sulla “valutazione delle azioni giudiziarie da intraprendere”. Tradotto: al momento per Tacopina e Follano non ci sono contestazioni formali.

Le uscite di procedura, nel semestre, si sono fermate a 92.495,47 euro, tra spese peritali, compensi ai professionisti e oneri bancari, lasciando in cassa una liquidità di quasi 1,9 milioni di euro al 30 giugno. Il curatore indica comunque quattro ostacoli ancora aperti prima di poter chiudere la procedura: la verifica dei crediti tardivi (il cui completamento è previsto per fine settembre); il recupero dei crediti ancora pendenti atteso entro dicembre; le operazioni di vendita dei beni residui, anch’esse con termine a fine anno; e infine i riparti ai creditori, che secondo le previsioni non potranno concludersi prima di gennaio 2027.

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