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La seconda edizione del Ferrara Sport Festival ha incluso anche un evento che ha visto la partecipazione della SPAL con la presenza dell’amministratore delegato Marcel Bonnici. Nel corso di “”Il calcio giovanile e l’ovetto SPAL”, il dirigente maltese ha condiviso alcune riflessioni assieme a Ivan Zazzaroni (direttore del Corriere dello Sport, media partner del festival), Alessandro Sovrani (per tanti anni volto dello sport per Telestense) e Mauro Malaguti (firma storica de “Il Resto del Carlino”).

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L’evento è iniziato con la consueta presentazione a cura dell’assessore allo sport del comune di Ferrara, Francesco Carità. Le prima parole sul tema principale, ovvero il calcio giovanile, sono arrivate da Zazzaroni, il quale ha fatto una panoramica delle problematiche legate al tema. Alcune di esse sono i costi, la messa da parte del divertimento nei giovani calciatori in favore del risultato e la poca crescita a livello di gioco degli stessi. Ha poi rievocato i fatti di Italia-Belgio (0-2, venerdì 25 settembre), definendo “tossico” l’ambiente calcistico italiano.

Successivamente è intervenuto Alessandro Sovrani, ponendo un quesito sulle possibili soluzioni a questi problemi. Il direttore del Corriere ha replicato concentrandosi sull’elemento del divertimento, sottolineando come questo debba essere il motore che porta i bambini ad andare al campo ad allenarsi. Ha poi citato le divergenze tra Lega Calcio e FIGC: “Se le due parti non si avvicinano, si andrà poco lontano“. Poche parole, ma semplici per descrivere come in Italia ad oggi serva unità di intenti per riemergere dalle ceneri degli ultimi 16 anni.

Ecco poi il momento di Mauro Malaguti che, ricordando il suo passato calcistico, ha concentrato la sua critica sulla figura dell’istruttore. Secondo il giornalista molti allenatori (istruttori per i più piccoli) purtroppo devono guadagnarsi la permanenza nei settori giovanili attraverso risultati tangibili. Per questo si mette davanti la vittoria alla crescita dei singoli giocatori.

Un altro tema trattato da Zazzaroni è la fragilità mentale dei giovani atleti. Molti di loro, complice un utilizzo eccessivo dei cellulari e dei social media, si sentono costantemente giudicati. Per questo sono utili, se non fondamentali, figure competenti che possano guidare i bambini e i ragazzi anche da questo punto di vista.

Marcel Bonnici ha tracciato qualche parallelo tra il calcio italiano a quello maltese, specificando come nel nostro paese ci sia un problema si sviluppo dell’uomo prima che del calciatore. La sua preoccupazione non deriva dall’eccessiva voglia di vincere, ma dalla perdita progressiva dei valori del calcio.

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Verso la chiusura dell’evento c’è stato spazio per un discorso pronunciato da Paolo Marchesini, storico presidente della Dribbling, società del ferrarese unicamente dedicata al settore giovanile. In questa parte dell’evento Marchesini ha specificato come la responsabilità del mancato sviluppo del talento in Italia sia da attribuire ai settori giovanili professionistici. Ha fatto anche riferimento al tema trattato da Malaguti, ovvero quello degli allenatori che cercano di “farsi il curriculum” vincendo a livello giovanile.

Il momento che ha riscosso gli applausi più scroscianti della sala comunale piena di spettatori è stato proprio nel finale. L’assessore Carità ha colto l’occasione per consegnare a Marcel Bonnici l’ovetto, storico stemma della SPAL che era andato temporaneamente perduto dopo il fallimento dell’estate 2025. Dopo aver ricevuto questa speciale investitura l’amministratore si è lasciato andare a qualche parola: “Quando sono venuto qui ho capito che per la gente di Ferrara il nome SPAL ha un grande significato. La felicità e l’amore che hanno per la SPAL li vedo nei loro occhi. Lo vedo quando guardo i volontari che nonostante l’età aiutano nell’organizzazione. Questo è un grande valore per lo sport. Quando abbiamo acquistato la società, ritenevamo ‘Ars et Labor’ come un incidente di percorso. Il percorso si chiama SPAL. Per questo ringrazio il Comune che ha fatto il possibile per darci l’ovetto“. 

Non è mancata anche l’opinione di Zazzaroni sulla questione: “Conosco bene Ferrara essendo di Bologna, nonostante l’antagonismo. Io so che la SPAL tornerà dove merita. Quando ho visto Tacopina a Ferrara ho pensato ‘siete rovinati’, perché a Bologna ha fatto danni. Sono contento di questa nuova gestione, spero che possano far divertire i tifosi e tornare in alto perché è importante avere anche Ferrara nella mappa del calcio italiano“. 

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