Tra SPAL e Vianese per ora gode la Bobbiese. La formazione neroverde è la capolista del girone A, a sorpresa ma non troppo, perché ad agosto gli addetti ai lavori avevano avvisato sulla forza della squadra piacentina. Finora la squadra di mister Bongiorni ha raccolto 19 punti senza perdere una singola partita. L’unico passo falso finora è stata l’eliminazione in Coppa Italia regionale per mano della vicina Pontenurese. Per comprendere meglio il momento positivo della squadra abbiamo scambiato due chiacchiere con il direttore sportivo Francesco Ghidini.
La Bobbiese ospiterà la SPAL al comando della classifica del girone A, dopo 6 vittorie e 1 pareggio: si aspettava questo inizio dalla squadra?
“Personalmente direi che questo inizio è stato una sorpresa: io sono arrivato quest’anno e ho portato 6-7 giocatori dall’Agazzanese, dunque sappiamo di avere una squadra più forte dell’anno scorso. Tuttavia immaginarsi di ritrovarsi primi in classifica era alquanto improbabile, non ce lo aspettavamo. È ovviamente una sorpresa piacevole: siamo contenti di essere lì, ma il nostro posto sappiamo che non è quello. Conosciamo i valori delle altre squadre del campionato e quindi dobbiamo lottare per conquistare i nostri obiettivi. In ogni caso per il momento ci godiamo questo momento positivo”.
Quali sono gli obiettivi della società, che peraltro è al suo secondo anno in assoluto in Eccellenza?
“Il primo obiettivo in assoluto è la salvezza. L’anno scorso la Bobbiese si è salvata con un po’ di fatica, evitando i playout. Quest’anno vogliamo ripeterci, ma senza faticare così tanto. Non sarà semplice perché questo campionato è strano: tra il girone di andata e il girone di ritorno spesso si stravolgono le carte in tavola. Ora cerchiamo di raccogliere tutto quello che c’è di buono finché potremo, poi vedremo cosa succederà”.
Ci sono lavoratori all’interno della squadra oppure il calcio è la prima fonte di reddito?
“Naturalmente siamo dilettanti a tempo pieno: i ragazzi in squadra sono tutti lavoratori e studenti. Qui a Bobbio godiamo di uno dei borghi più belli d’Italia, ma non abbiamo le risorse che hanno società importanti come la SPAL. Qui i giocatori vivono le proprie vite e le proprie famiglie durante il giorno, per poi allenarsi tre volte a settimana in orario serale”.
Nei suoi lunghi anni all’Agazzanese ha avuto modo di conoscere questa categoria e questo girone: che idea si è fatto del campionato?
“Io sono dell’idea che le squadre non si fanno con le figurine. Questo campionato è molto difficile da gestire, dunque non bisogna affrontarlo con superficialità. Poi chiaro, la storia, la città, la cultura che ha la SPAL non ce le ha nessuno in questa categoria. Noi abbiamo dei ragazzi che sono cresciuti qui e che si svilupperanno in una categoria difficile da affrontare. Ci vogliono umiltà e volontà di calarsi nella parte, perché sono gli ingredienti principali per vivere una stagione positiva”.
Nella nostra diretta ha detto che una vittoria contro la SPAL equivarrebbe alla vittoria della Champions League. A proposito di questo, in che modo si sta preparando la squadra all’incontro di domenica?
“Bisogna essere onesti: dobbiamo affrontare questa settimana a cuor leggero, rimanendo con i piedi per terra. Non dobbiamo essere intimoriti dal blasone della squadra e dai suoi tifosi, perché quasi nessuno dei miei ragazzi è abituato a giocare contro dei tifosi così colorati e calorosi come quelli della SPAL. Noi siamo consapevoli delle nostre forze, ma se dovessimo perdere non ne faremo un dramma”.
Nel corso delle settimane la Bobbiese è stata messa tra le squadre che possono lottare per la promozione: secondo lei quali sono? Che idea s’è fatto della SPAL?
“Non sono il tipo che dà consigli senza conoscere bene lo spogliatoio, la piazza e la società attuale. Basandomi su alcune certezze esterne, immagino che per giocare in una squadra come la SPAL bisogni avere delle qualità tecniche e caratteriali importanti. Non scherziamoci su: giocare davanti a 4000 tifosi tutte le domeniche non è affatto semplice, quindi ci possono essere delle complicanze. Sicuramente da fuori ci si aspettava che questa squadra uccidesse il campionato, o che per lo meno ricoprisse un altra posizione di classifica. Il titolo di corazzata del campionato non le si può togliere, ma visti gli ultimi risultati altalenanti viene spontaneo farsi qualche domanda. Eppure ogni partita ha la sua storia e i valori di una squadra, alla lunga, escono fuori. Oltre alla SPAL io poi segnalerei anche la Vianese, il Brescello Piccardo e anche la Fidentina Borgo San Donnino”.
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