Il Futball Cava Ronco si sta imponendo come una delle sorprese di questo avvio di stagione nel girone B di Eccellenza: 13 punti in sei giornate, secondo miglior attacco e terza difesa meno battuta del campionato. Un primo posto che ha attirato l’attenzione generale e che introduce una sfida inedita e affascinante: domenica, al “Paolo Mazza”, i forlivesi affronteranno la SPAL in quella che per loro sarà una giornata storica. Abbiamo raccolto le parole del presidente Roberto Alpi, per capire meglio identità, ambizioni e prospettive di questo club.
Il Cava Ronco è partito fortissimo ed è oggi in vetta con 13 punti in sei giornate. Vi aspettavate una crescita così immediata o pensavate a un avvio più prudente, da costruzione graduale?
“Il gruppo è praticamente lo stesso da tre anni a questa parte. Noi siamo nati sempre per salvarci e anche nelle stagioni passate eravamo partiti bene per poi assestarci nella seconda parte. È una squadra molto compatta, non costruita per vincere, ma in queste prime partite ci è girato tutto nel modo giusto a livello di episodi e i ragazzi stanno rispondendo alla grande”.
L’anno scorso vi siete salvati, ma oggi date l’idea di una squadra matura ed equilibrata. Dove colloca la svolta? È cambiato più l’aspetto tecnico, quello mentale o l’organizzazione societaria?
“L’allenatore è Daniele Mordini, che è in società da tempo: è stato responsabile del settore giovanile e allenatore della Juniores. Conosce bene l’ambiente e la squadra. Parlare di svolta forse è prematuro, perché sono passate solo sei gare. Se dovessimo confermare questo andamento a fine girone d’andata potremmo effettivamente parlare di svolta, ma ora la classifica è ancora molto corta. Può succedere veramente di tutto in poco tempo e proprio per questo credo sia giusto mantenere i piedi per terra. Di sicuro c’è una consapevolezza diversa ma dobbiamo continuare a a pensare partita dopo partita”.
Quattro vittorie con altrettanti reti inviolate e, nelle altre due partite, una sconfitta di misura con il Castenaso e un 3-3 pirotecnico col Russi. Sono segnali di solidità o pensate di poter crescere ancora nella gestione delle gare?
“Lo speriamo di crescere ulteriormente. Fin qui abbiamo mostrato grande coesione e tenuta di gruppo. È anche vero che se mancano due o tre giocatori rischiamo di andare in difficoltà perché la rosa è un po’ corta nel pacchetto arretrato. Con il Castenaso forse abbiamo giocato la miglior partita, ma abbiamo preso gol su un rilancio lungo dopo aver creato quattro occasioni nitide. Ogni gara fa storia a sé e viene decisa da episodi, quindi non voglio sbilanciarmi neanche su questo fronte (ride, ndr)”.
Siete in Eccellenza in modo stabile da sette anni e quest’anno sembrate cresciuti anche a livello strutturale. L’Under 19 Elite e una squadra Under 21 in Terza Categoria indicano un progetto che guarda oltre la prima squadra: è una scelta tecnica, economica o identitaria?
“La società si chiama Futball Cava Ronco perché nasce dalla fusione di due realtà, una verso Faenza (Cava) e una verso Forlì (Ronco). Noi oggi siamo l’FCR Forlì e ci piace definirci così, perché rappresentiamo qualcosa di diverso dal passato: persone nuove, strutture nuove e ovviamente anche tanti ragazzi nuovi. Per noi l’Eccellenza è la nostra serie A. Abbiamo 356 tesserati tra settore giovanile e prima squadra, più una settantina di collaboratori. Stiamo crescendo come realtà completa grazie anche all’aiuto della nostra città in termini di sponsorizzazioni”.
Domenica affronterete la SPAL al Mazza: che impatto avrà a livello emotivo e sportivo una partita così? È una vetrina, una prova di maturità o una festa?
“Una partita del genere non l’abbiamo mai affrontata. La viviamo come un premio e un evento. Ci aprono la curva ospiti e saremo tra i 150 e i 160 tifosi: per noi è una festa vedere il Cava Ronco in quello stadio. A livello calcistico nessuno dei nostri ha mai giocato davanti a così tanta gente: forse 300 persone è stato il massimo. Non ci facciamo illusioni, sappiamo che la SPAL è stata costruita per vincere e verrà fuori la sua qualità. Io spero che i ragazzi, qualunque sia il risultato, la vivano con gioia.”
Ha già visto la SPAL giocare? Che impressione le ha fatto?
“Ho visto solo qualche immagine, quindi non posso giudicare troppo. Leggo qualche commento negativo ogni tanto, ma dico ai tifosi che serve pazienza. La squadra è stata costruita quasi il 10 agosto e anche se hai giocatori forti, serve tempo per amalgamarsi. All’inizio avevo messo in conto le difficoltà. Con il mio amico Fiumi, presidente del Fratta, ho detto che aveva avuto fortuna a incontrarli subito e alla fine ho veramente avuto ragione (ride, ndr)”.
Guardando oltre questo avvio positivo, quali margini vede nella vostra rosa? Puntate a restare in alto finché possibile o l’obiettivo resta una salvezza serena senza guardare troppo la classifica?
“Non metto mai limiti alla provvidenza. Dobbiamo arrivare prima possibile a 45 punti: se li fai a otto giornate dalla fine puoi pensare ad altro, se li fai a due no. Siamo una squadra molto giovane, tutta sopra il 2000 tranne due o tre giocatori, e abbiamo mandato due ragazzi in Serie D. proprio quest’anno. L’obiettivo è continuare a far crescere i nostri e restare un punto di riferimento per il nostro territorio.”
Per la partita di ritorno avete già idea di dove si giocherà?
“A livello ufficiale non c’è ancora nulla, ma siamo in ottima collaborazione con il Forlì. Al momento giochiamo sul sintetico del Morgagni e abbiamo fatto richiesta per utilizzare lo stadio del Forlì. Direi che al 95% la partita di ritorno si disputerà lì, così da poter garantire un settore ospiti da circa mille persone.”








