Alla prima del 2026 in casa la SPAL fa un’altra figuraccia e pareggio solo in pieno recupero contro lo Young Santarcangelo. Nonostante la lunga pausa e i due giorni extra di preparazione grazie al rinvio della partita dell’Epifania si è assistito a una tra le più brutte prestazioni della stagione. Un segnale davvero preoccupante e che deprime un’intera tifoseria.
VOTO DI SQUADRA 4 – Una SPAL ai limiti del guardabile agguanta il pareggio nel recupero grazie a un rigore ed evita così una sconfitta che sarebbe stata meritata. Nel primo tempo la SPAL si adatta al ritmo basso della partita senza riuscire a prenderla in mano con decisione. Manca un canovaccio di gioco e l’assenza di Senigagliesi fa venire meno anche quella dose di imprevedibilità in fase offensiva, in cui i biancazzurri arrivano sulla trequarti ma non riescono ad affondare trovandosi spesso con diversi uomini a riempire l’area, ma tutti in maniera passiva. Nella ripresa arriva lo svantaggio in un’azione di indolenza collettiva e la reazione non c’è. Il pareggio è figlio di una situazione casuale, peraltro nemmeno così convincente. Con questo non gioco e questo atteggiamento non si vince il campionato e questa non è una prospettiva accettabile. Serve un cambio di rotta totale.
LUCIANI 5,5 – La novità più importante di giornata. Al primo pallone da corner respinge con i pugni quasi a dare un cazzotto alla tensione. Sorpreso dalla botta di Vukaj per lo 0-1, parte forse con una frazione di secondo di ritardo, ma non è certo il responsabile principale. Non trasmette però una grande idea di sicurezza.
MAMBELLI 5 – Riproposto terzino, è per caratteristiche più conservativo di Iglio. Arriva sul fondo di rado e la mancanza di sostegno sulla destra si fa sentire nella costruzione dei biancazzurri. Soffre anche dietro la velocità degli avversari e finisce spesso per fare fallo (dal 22′ s.t. IGLIO 5,5 – Dà sicuramente più opzioni in proiezione offensiva, il problema è che l’unico cross che mette in mezzo è sbagliato e rasoterra).
CASELLA 5,5 – Va deciso su ogni pallone. Rischia quando prova l’intervento alto lasciando campo agli avversari bucando l’anticipo. Dal nulla calcia da lontanissimo generando l’unico e più importante pericolo della SPAL nel primo tempo (dal 44′ s.t. ALCALDE ng – Mossa della disperazione nel recupero, non ha tempo e occasione per cercare di fare qualcosa).
DALL’ARA 5,5 – Guida la difesa senza soffrire particolarmente il corpo a corpo con Cecconi. Forse aspetta un po’ troppo a uscire schiacciandosi dentro l’area nell’azione del gol del Santarcangelo. Perde la bussola e si fa saltare facile da Ciavatta pochi minuti dopo, senza conseguenze.
OCCHI 5,5 – Prima da titolare in campionato al posto di Mazzali che non aveva saltato neanche un minuto. Bravo in anticipo su Satalino in più di un’occasione, intraprendente anche in fase offensiva, dove tra l’altro si incarica anche di qualche calcio da fermo. Cala nella ripresa, un po’ perché i compagni sembrano ignorarlo, un po’ perché getta via le due punizioni che calcia (dal 26′ s.t. MAZZALI 6 – Appena entrato gioca subito due buoni palloni in verticale. Aggiunge sostanza, ma solo per i primi minuti in campo).
COZZARI 6 – Al fianco di Ricci ha il compito di aiutare in entrambe le fasi con il suo dinamismo. Un po’ troppo morbido nel cercare di fermare la ripartenza da cui arriva il gol degli ospiti, è però uno dei primi a reagire con due tiri dalla distanza che impegnano Pazzini. Pericoloso anche in almeno un’altra occasione quando insiste sulla sinistra e calcia a giro alto di poco. Uno dei pochi a non arrendersi alla mediocrità generale.
RICCI 5 – Nella prima frazione si vede solo a tratti e manca la sua capacità di prendere in mano il centrocampo. Non migliora nella ripresa, finendo invischiato nella lotta a metà campo e trovandosi a rincorrere quando il Santarcangelo riparte, come nell’occasione del gol (dal 36′ s.t. PREZZABILE 6 – Quando entra la SPAL sembra si sia già rassegnata a perdere e nel concreto non aggiunge granché. Ha il grande merito di incaricarsi della battuta del rigore e trasformarlo in pieno recupero, in un momento difficilissimo della partita ma anche della stagione).
MORETTI 4,5 – L’assenza di Senigagliesi gli fa trovare spazio a destra, dove non sembra propriamente a suo agio. Generoso nel dare una mano a Mambelli dietro, ma è davanti che dovrebbe dare il suo apporto, e a conti fatti non ci riesce. Sbaglia troppi appoggi anche semplici, non trova mai il feeling con Piccioni e sparisce dal campo per tutta la ripresa. Se non altro conquista il rigore a tempo scaduto.
MALIVOJEVIC 4,5 – Cerca fin da subito di accendere la luce, ma fatica tremendamente ad alzare il ritmo di una partita bloccata. Le maggiori responsabilità che cerca di prendersi finiscono solo per aumentare la percentuale d’errore per il giocatore che sarebbe designato ad alzare il livello offensivo della squadra. Anche tanti calci d’angolo battuti male (dal 17′ s.t. BARAZZETTA 5 – Dovrebbe entrare per aggiungere rapidità e idee, invece conferma la mancanza di concretezza che già si conosceva e che gli ha fatto perdere minutaggio già nel corso del girone d’andata).
CARBONARO 5 – Prova a stappare l’equilibrio con un paio di discese palla al piede, ma di concreto poi non riesce a ricavare più di tanto. Se ne apprezza la generosità, ma alla fine anche lui non incide e più che altro ripulisce palloni a metà campo aprendo il gioco sull’altro fronte. Una bruttissima punizione nel finale è lo specchio della sua partita.
PICCIONI 4 – Un po’ troppo estraneo al gioco per la prima parte di gara, fa a sportellate tra le maglie avversarie ma gli arrivano ben pochi palloni giocabili. Spara alle stelle da pochi passi la respinta indecisa di Pazzini sul tiro dalla distanza di Casella, per quanto fosse in fuorigioco. I pochi palloni che gli arrivano prova a prolungarli con tocchi discutibili in profondità che finiscono preda della difesa. Qualche sponda dii testa, ma un apporto nullo all’economia del gioco e ancor di più sotto porta.
ALL. DI BENEDETTO 4,5 – Sorprende con almeno un paio di scelte inaspettate, Luciani e Occhi, e lascia fuori anche Iglio dall’undici titolare. Le scelte, che siano obbligate o meno, non possono essere un alibi per la totale mancanza di gioco della SPAL dopo 18 partite, anche perché le prestazioni più negative arrivano da quelli che sulla carta sono titolari. I biancazzurri non giocano e non hanno nemmeno le idee per farlo, attaccano per inerzia e senza sapere cosa creare negli ultimi metri, tant’è che la situazione ricorrente è quella di un giocatore sulla trequarti con la palla tra i piedi e una manciata di compagni fermi in attesa di un cross che non arriva mai. La partita non dimostra solo la dipendenza da Senigagliesi, ma anche i grossi problemi in termini di identità, inaccettabili a questo punto del campionato per una squadra che ha come sola alternativa quello di vincerlo.








