foto Rubin

La SPAL non va oltre l’1-1 casalingo contro lo Young Santarcangelo e lascia il “Paolo Mazza” con grossi interrogativi sul cammino in campionato. Un pareggio amaro, arrivato solo in pieno recupero grazie al rigore trasformato da Prezzabile, che evita la sconfitta ma non cancella una prestazione opaca, a tratti irriconoscibile. I biancazzurri scivolano così a quattro punti dalla vetta (in virtù del successo del Mezzolara sul Faenza), salutati dai fischi di un pubblico deluso e spazientito. Al termine della gara, a presentarsi in sala stampa lato giocatori, è stato il centrocampista Manuel Ricci, chiamato a commentare una prova ben lontana dagli standard che il pubblico si sarebbe aspettato.

SCUSE – “C’è da chiedere scusa più che per il risultato per la prestazione, perché l’unica cosa mezza positiva è forse solo l’1-1. Sappiamo che dobbiamo cambiare marcia, prove d’appello non ci sono più e serve quindi lavorare. Non c’è qualcosa in particolare che non ha funzionato, anche se credo serva fare i complimenti alla squadra avversaria che è sicuramente la squadra più forte che abbiamo incontrato fino ad oggi. Messa bene in campo, con idee chiare, però noi dobbiamo fare di più, non serve nasconderci e non ci sono più scuse. Dobbiamo alzare la testa e correre.”

LAVORO – “So che ogni tanto c’è la sensazione di stare come con il freno a mano tirato e non abbiamo quella spavalderia di essere SPAL, sapendo che dobbiamo vincere a prescindere da tutto. Sta cosa ci crea forse più preoccupazione del dovuto perché magari dovrebbero essere gli altri a preoccuparsi più di noi. Poi ovviamente ci sono blackout che non ci possiamo più permettere. Mi prendo comunque la reazione della squadra che è viva, anche se dobbiamo migliorare nell’indirizzare questo tipo di partite”. 

CLASSIFICA – “Sappiamo di essere a -4 dal Mezzolara. purtroppo. Ci sono ancora 16 partite, compreso lo scontro diretto. Loro hanno ancora un bonus, noi non possiamo più sbagliare e per questo dobbiamo cercare di fare più punti possibili. La classifica non la guardavo neanche quando eravamo primi. Noi dobbiamo entrare in campo per vincere sempre e fare quello. Dobbiamo lavorare con positività, sapendo di dover essere più maturi e concreti. Indubbiamente la coppa porta via energie fisiche, ma non possiamo permetterci di snobbare qualcosa. Con le buone o con le cattive dobbiamo salire, ma al momento il focus deve essere sul lavoro in campo”. 

SOSTA – “Dopo le soste le partite sono tutte un po’ un punto interrogativo. Questa almeno è sempre stata la mia esperienza personale perché alcuni principi e situazioni possono essere diverse. Stiamo lavorando per diventare completi, ma serve riuscire ad assimilare le cose per poter fare di più. Credo che la lunghezza tra reparti sia proprio legata ad un periodo di inattività, non a qualche altro problema particolare. Il girone di ritorno è un altra cosa e servirà come prova per far meglio alla prossima”. 

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