C’erano proprio tutti alla prima conferenza stampa di Carmine Parlato da allenatore della nuova SPAL. Non solo sul fronte dirigenziale, ma anche l’intero staff tecnico ha voluto essere presente per sentire le prime considerazioni del mister che ha il difficile compito di colmare la distanza di 6 punti che separa i biancazzurri dal Mezzolara capolista.
A dare formalmente il benvenuto a Parlato hanno provveduto il presidente Andrés Adolfo Marengo e il direttore sportivo Sandro Federico. Il primo si è preparato una breve dichiarazione, letta in un italiano abbastanza convincente. Marengo ha poi scherzato a microfoni spento, attribuendo i suoi progressi a Duolingo.
“Voglio ringraziare Stefano Di Benedetto – ha detto il presidente – per aver capito la nostra decisione e la professionalità dimostrata nel tempo che ha speso qui. Come società gli auguriamo il meglio per il suo futuro. Oggi siamo insieme in conferenza per iniziare un nuovo percorso con mister Parlato“.

Un pochino più loquace s’è rivelato essere Sandro Federico: “Siamo qui a presentare il nuovo mister dopo una decisione sofferta, perché c’è grande rispetto per Stefano Di Benedetto. Abbiamo fatto un percorso insieme e fatto anche tanti sacrifici con un inizio difficile. Abbiamo anche condiviso tanti momenti non semplici. Ora siamo a un punto in cui insieme alla proprietà abbiamo ritenuto servisse un salto di qualità. I sei punti che ci separano dal Mezzolara sono assolutamente recuperabili e siamo straconvinti di questo, a maggior ragione visto lo scontro diretto che dovremo giocare in casa“.
“Già sabato avremo una partita fondamentale per andare in serie D (la finale di coppa regionale, ndr) e la scelta di mister Parlato viene dalla volontà della proprietà di dimostrare idee e obiettivi chiari. Vogliamo salire di categoria in tutti i modi e Carmine è uno abituato a conseguire questo genere di obiettivi. Ha fatto categorie importanti e credo si possa aprire un percorso futuro insieme. Sono convinto che con lui si possa aprire un ciclo davvero importante“.

“La proprietà è sempre presente. Caso vuole che il presidente fosse qui in questi giorni, ma comunque con Andrés il confronto è continuo. Magari non si vede pubblicamente, ma ha una grande passione per la SPAL e ha già in testa tanti progetti che si vedranno in futuro. Ora l’importante è raggiungere il risultato sul campo che è il più importante in assoluto“.
“Come società ci muoviamo continuamente e sondiamo qualsiasi possibilità rispetto ad allenatori e calciatori. Con Carmine ci siamo sentiti in passato in altre circostanze e nella situazione in cui siamo trovati siamo andati con convinzione sul suo profilo. Domenica contro il Medicina la squadra ha fatto una grande prestazione e per spirito bisogna continuare così. Sono convinto che stiamo dando il 60% rispetto alla qualità che ci sono, ma per quella che è la classifica dobbiamo arrivare all’80 o 90%. Se ci riusciremo vinceremo tutte le partite. Perché ora non basta più fare prestazioni importanti ma anche metterci la giusta cattiveria e l’attenzione sui calci piazzati. Sono questi i dettagli che fanno vincere i campionati. Penso che Carmine sia il tipo di allenatore che scende in Eccellenza solo se c’è di mezzo c’è una realtà come la SPAL. Può essere l’uomo giusto anche per il nostro futuro. Ha vinto tanti campionati, sa capire la piazza, è abituato alla pressione, ha la capacità di toccare le corde giuste coi calciatori“.








