51 punti fatti, frutto di 15 vittorie, 6 pareggi e 0 sconfitte. 43 gol segnati e la miseria di soli 8 subiti. A inizio anno avremmo scommesso praticamente tutti sul fatto che questi numeri potessero stare nelle colonne di classifica accanto alla SPAL, ma invece sono i numeri del Nibbiano&Valtidone, attuale capolista del girone A e prossima avversaria dei biancazzurri nella finale di Coppa Italia dilettanti Emilia-Romagna.
Verosimilmente sarà probabilmente la sfida più dura da quando la SPAL è rinata sotto altro nome e la affronterà con in panchina il nuovo mister Carmine Parlato, il quale si è detto completamente focalizzato sulla partita di sabato. Per capire come sta facendo la squadra guidata da mister Rastelli a far piazza pulita di tutti gli avversari che gli si parano davanti, abbiamo avuto una conversazione col vicepresidente Filippo Alberici, figlio del presidente Valter.
Alberici, siamo alle porte di un appuntamento che per voi è quasi una tradizione: sarà la seconda finale regionale consecutiva, la terza negli ultimi quattro anni. Con che stato d’animo ci arrivate?
“Per noi è una sfida storica. La società e il paese sono piccoli: il borgo in sé conta 300 abitanti, mentre il comune è circa 1500 persone. Siamo partiti una quindicina di anni fa dalla Terza Categoria e in quattro anni siamo arrivati in Eccellenza, dove siamo da 9 anni. Progressivamente abbiamo sempre cercato di alzare l’asticella: abbiamo raggiunto tre finali di coppa regionale e una l’abbiamo anche vinta, uscendo poi agli ottavi contro il Certaldo nella fase nazionale. Arrivare in finale contro una realtà come la SPAL è un grande onore. Siamo partiti dalla Terza e ora affrontiamo una squadra che fino a poco tempo fa era in serie A. È una partita che ci fa sicuramente piacere giocare e cercheremo naturalmente di vincere. Sappiamo che non sarà semplice, l’anno scorso abbiamo perso ai rigori, dobbiamo arrivare carichi. In più, la SPAL ha cambiato allenatore, so chi è perché l’anno scorso ha allenato a Piacenza, era subentrato qualche partita”.
La coppa per voi è stato un obiettivo fin dall’inizio o un impegno extra visto che siete in pienissima lotta per vincere il girone A?
“Negli ultimi tre o quattro anni abbiamo allestito rose abbastanza competitive, quindi abbiamo sempre provato a combattere su più fronti, ma l’obiettivo principale resta sempre il campionato. Anni fa avevamo squadre un po’ più nella media: abitavamo la metà classifica e quindi in coppa provavamo ad andare avanti. L’anno scorso abbiamo perso il campionato nello spareggio con la Correggese (spareggio dovuto al fatto che le due squadre fossero arrivate a pari punti in classifica, ben 71 a testa, ndr.). La rosa competitiva consente di lottare per il campionato e la coppa, quest’ultima può anche essere uno spiraglio per un eventuale ripescaggio oltre a essere un trofeo. Non sono d’accordo sul fatto che sia una distrazione: molte squadre sono state ripescate grazie a questa competizione: Il Salsomaggiore era arrivato a metà classifica qualche anno fa, tuttavia arrivando in finale della coppa nazionale è salito in serie D”.
A proposito: si parla molto del vostro duello con la Vianese e del fatto che il girone A sia molto più difficile e competitivo rispetto al B. Lei che opinione ha al riguardo?
“Noi non abbiamo mai fatto il girone B, quindi è difficile dare giudizi sulle squadre. Le formazioni che lo vincono sono competitive e forti, vedi SPAL o Mezzolara, e direbbero sicuramente la loro anche nel nostro girone. Da quello che si dice, nel girone A c’è un livello medio un po’ più alto perchè ci sono sempre quelle tre o quattro squadre che lottano per il titolo: noi, la Vianese, la Correggese, il Fiorenzuola. Per me il girone B ha un ottimo livello quest’anno, SPAL e Mezzolara sono realtà più grandi dell’Eccellenza. Al vertice il livello è elevato per entrambi i gironi, magari nella zona media della classifica il livello è più alto da noi, ma paragonarli è sempre difficile. Fiorenzuola e Brescello, per esempio, sono squadre capaci di mettere in difficoltà anche le prime”.
Se si guarda esclusivamente ai numeri, il Nibbiano&Valtidone sembra una squadra senza punti deboli: ci racconta un po’ che squadra è quella di mister Rastelli?
“Il campionato è lungo ed è ancora tutto da decidere. Il fatto che l’allenatore sia qui da ormai due anni e mezzo e che i giocatori siano con noi da tanto tempo sicuramente aiuta. Negli ultimi 4/5 anni ha preso forma questo zoccolo duro di giocatori abituati a giocare insieme, nel quale gradualmente abbiamo aggiunto nuovi innesti. Poi è sempre difficile: vedendo le nostre statistiche verrebbe da pensare che siamo a +10 sulla seconda, e invece siamo sopra di soli due punti, è tutto in gioco. Saranno fondamentali gli scontri diretti: a breve affronteremo Fiorenzuola e Vianese, saranno partite fondamentali perché se vinte daranno un grosso segnale al campionato, ma sappiamo che non sarà facile. Gli scontri diretti danno i punti coi quali poi si decidono i campionati, dove uno dimostra di essere più forte dell’altro. Poi ovvio, non basta solo quello, bisogna essere in forma nei periodi cruciali come il mese di maggio. L’anno scorso noi siamo arrivati allo spareggio con qualche giocatore non al meglio”.
Questo è il vostro nono anno in Eccellenza e nelle ultime stagioni avete quasi sempre frequentato i piani alti: questo fa pensare che vi sentiate pronti a fare il passo successivo anche come società. È effettivamente così?
“I primi anni sono stati di assestamento, avevamo squadre un po’ più ‘normali’ rispetto ad oggi. Prima del Covid, l’anno in cui siamo stati più competitivi è stato il 2019. Dopo la pandemia abbiamo cambiati tanti giocatori e il livello non è stato altissimo. Negli ultimi tre anni, invece, siamo sempre stati competitivi per la vittoria. Il grande passo avremmo potuto farlo anche l’anno scorso, la mentalità ce l’abbiamo, ma bisogna dimostrarlo sul campo, purtroppo siamo arrivati a un centimetro dal traguardo. Mio padre lavora nel settore dell’oil and gas, nello specifico l’ambito della raccorderia. Si parte da un tubo e poi si dà forma a questo raccordo che viene applicato nei settori di oil and gas o anche il nucleare. Sono dei componenti abbastanza grandi: come una persona o anche molto di più. È un lavoro che si è sviluppato nel piacentino dopo la seconda guerra mondiale. Negli anni Duemila ha fondato la sua azienda con un socio americano e da lì hanno iniziato ad investire, possiamo dire che ora il gruppo è molto grande anche a livello internazionale, contiamo oltre 600 dipendenti. Mio papà è molto legato al territorio ed è appassionato di calcio, quindi ha deciso di prendere in mano la squadra del paese”.
La SPAL arriva all’appuntamento con un allenatore nuovo e un ambiente in ansia per il distacco in campionato dal Mezzolara. Da addetto ai lavori in questa categoria, pensa che la distanza tra le due rivali si possa colmare?
“Vedendo i nomi dei giocatori posso dire che la SPAL ha una rosa fortemente competitiva. Magari è difficile adattarsi ad una categoria nuova, ma vedendo le carriere non si può dire che non siano di alto livello. Uno lo conosciamo anche bene: Malivojevic è stato nel nostro girone per tanti anni, io lo conosco personalmente. Ho visto di tutto: l’anno scorso abbiamo chiuso il girone d’andata a -8 punti dalla Correggese, poi li abbiamo superati andando a +6, e infine ci hanno ripreso loro e siamo andati allo spareggio. Sei punti, considerando lo scontro diretto in casa, sono una distanza che si può colmare, è chiaro che devono viaggiare forte e sbagliare poche partite, ma non penso che sia una distanza incolmabile. L’errore è pensare all’Eccellenza come una categoria facile, invece ci sono società che investono e squadre abituate alla categoria. Molte squadre che scendono dalla D fanno fatica a imporsi subito. Io ne ho viste poche che al primo anno sono riuscite a vincere, anche il Cittadella Vis Modena ha dovuto fare due anni qui prima di salire. Capisco che, per chi è abituato ad altro, lottare in Eccellenza possa sembrare una cosa non bella, ma è inevitabile, soprattutto ripartendo da zero”.
Il Cammino in Coppa:
Girone 1 Nibbiano&Valtidone-Bobbiese: 3-0 (Poesio, Minasola, Hasanaj)
Girone 1 Pontenurese-Nibbiano&Valtidone: 0-3 (Garcia, Piscicelli, Nunez)
Girone 1 Nibbiano&Valtidone-Agazzanese: 3-0 (Minasola, Bassoli x2)
Ottavi di finale: Nibbiano&Valtidone-Terre di castelli: 7-6 d.c.r. (Piscicelli)
Quarti di finale: Nibbiano&Valtidone-Vianese: 3-1 (Piscicelli, Grasso, Alcibiade)
Semifinale: Nibbiano&Valtidone-Mezzolara: 2-0 (Lancellotti, Nunez)
La Scheda del Nibbiano&Valtidone su tuttocampo.it: https://www.tuttocampo.it/EmiliaRomagna/Eccellenza/GironeA/Squadra/NibbianoValtidone/1000490/Scheda
Il profilo Instagram: https://www.instagram.com/asdnibbianoevaltidone/








