foto Rubin

La SPAL doveva rispondere alla vittoria del Mezzolara di ieri e invece pareggia 1-1 in casa contro il Castenaso. Il solito gol regalato e una partita di rincorsa, con tante occasioni fallite, relegano i biancazzurri ora a -8 dal primo posto con sole 11 partite rimaste.

VOTO DI SQUADRA 5,5 – La SPAL approccia bene la partita, in aggressione alta e con la giuste dose di lucidità. Il problema è che ancora una volta i biancazzurri sono capaci di farsi gol da soli, con Senigagliesi che in uscita regala palla a Barbieri che trova il gol della domenica. La reazione c’è e pian piano aumenta la pericolosità, fino al meritato gol del pareggio. Nella ripresa, con un tempo intero per cercare il vantaggio, la SPAL fa girare il pallone cercando i varchi nella difesa di un Castenaso chiuso e compatto. Le occasioni i biancazzurri le creano anche, ma negli ultimi metri Piccioni, dopo il timbro dell’1-1, non trova più la porta, vanificando tutti gli sforzi dei compagni. Difficile imputare mancato impegno o incapacità di creare i presupposti per il vantaggio, perché a conti fatti entrambe le cose sono state messe in campo, ma si paga una fase realizzativa oggi inadatta, e la solita mancanza di equilibrio per l’arco di tutti i novanta minuti.

GIACOMEL 6 – Subisce gol con il primo tiro in porta della partita, su cui può fare davvero poco, perché Barbieri trova l’incrocio con una gran conclusione. Mai impegnato per un’ora, compie un grande intervento dopo l’errore di Casella che aveva spianato la strada a Melli.

IGLIO 6 – Parlato lo prova come terzo di destra. È il primo a cercare il tiro da fuori dopo cinque minuti. Bene per grinta e abnegazione con cui si impegna in chiusura e marcatura, rivedibile invece qualche appoggio che mette in difficoltà i compagni. Suo il colpo di testa che sbatte sul palo e diventa assist per Piccioni (dal 33′ s.t. STOSKOVIC 6 – Centrale dopo il passaggio a quattro, sfrutta il fisico in più occasioni per evitare problemi).

DALL’ARA 6,5 – Centrale dei tre dietro, amministra la linea difensiva con calma e pulizia. Non commette errori né in fase di possesso né di non possesso. Di testa le prende tutte lui, anche in attacco con la stoccata a centimetri dal gol sull’ultimo calcio d’angolo del match. Ufficialmente nuovo capitano della squadra.

CASELLA 5,5 – Spesso coinvolto in fase di impostazione, se la cava bene. Liscio da brividi nella ripresa, su cui deve ringraziare Giacomel. L’irruenza lo aiuta in alcuni interventi, ma talvolta è anche un rischio come in due rilanci svirgolati (dal 29′ s.t. BARAZZETTA 5,5 – Appena entrato accelera e dà il via all’occasione per Piccioni servendo bene Malivojevic. Perde concretezza nei successivi palloni toccati, salvo tornare a rendersi utile con un paio di bei cross messi in mezzo, tra cui quello che trova Piccioni a centro area).

SENIGAGLIESI 5,5 – Ha sul groppone il gol del Castenaso: sbaglia il passaggio regalando palla a Barbieri che avanza e poi buca Giacomel. Cerca subito di rimediare e, specie quando viene spostato a sinistra, crea spesso e volentieri superiorità e occasioni. Quando parte non lo prendono, gli manca la finalizzazione. Pesa quell’errore che regala un gol a una squadra che da sola non sembrava in grado di farlo.

RICCI 5,5 – Molto più sciabola che fioretto, ma nella lotta si trova comunque a suo agio, per quanto non sempre ne esca vincente. Meno brillante rispetto ai suoi standard, da apprezzare comunque lo spirito combattivo (dal 20′ s.t. MALIVOJEVIC 5,5 – Non accende la luce come dovrebbe, però mette anche il cross per Piccioni che se lo divora. Poco altro in mezz’ora in campo, troppo poco).

MAZZA 6 – Ha poche occasioni in fase di possesso, più spesso si ritrova a dover gestire palloni sporchi nel traffico. Si conferma un fattore sui calci piazzati trovando la testa di Iglio nell’occasione del pareggio. Sale in cattedra nella ripresa quando il Castenaso è schiacciato e la SPAL cerca di girare palla per trovare pertugi.

MAZZALI 5 – Viene spostato quasi subito sulla corsia di destra, perdendo efficacia. Si produce in una discesa di prepotenza che però non genera pericoli e in un lampo rientrando con il sinistro che finisce a lato. Non riesce nel tap-in di destro dopo la respinta sulla botta da fuori di Cozzari. Può sicuramente fare di più e l’equivoco tattico è innegabile, perché il destro non è il suo piede e va in evidente difficoltà.

COZZARI 6 – Si muove tra le linee con idee e tecnica, anche se qualche scelta non si rivela azzeccata. Nel primo tempo ci prova quattro volte dalla distanza impegnando Roccia, che in una di queste gli nega il gol con un grande intervento (dal 40′ s.t. PREZZABILE ng – Un quarto d’ora scarso per partecipare ai tentativi finali, senza infamia e senza lode).

MORETTI 6 – Positivo per approccio e movimenti, con cui mette in difficoltà la retroguardia ospite e crea i presupposti per le migliori occasioni della SPAL nel primo tempo, come lo scarico per la conclusione di Cozzari. Vispo e pericoloso anche nella ripresa, il cambio spiazza un po’ (dal 12′ s.t. CARBONARO 5,5 – Subito nel vivo del gioco, affonda a destra e reclama un rigore. Sparisce un po’ con il passare dei minuti e si prende un giallo evitabile su una ripartenza non pericolosa).

PICCIONI 5 – È vero che nel primo tempo segna il gol del pareggio, ma fallisce ben quattro occasioni nella ripresa. Imbeccato da Senigagliesi, Cozzari e Mazzali, non trova mai lo specchio su palloni invitanti ma non banali; il grosso della colpa lo ha invece quando incespica sul pallone nell’occasione in cui Malivojevic lo trova a due metri dalla linea di porta. Alla giornata no si aggiunge che quando torna a beccare la porta, di testa nel recupero, Roccia si supera mettendo in angolo.

 

PARLATO 5,5 – Conferma il vestito tattico che ha scelto fin dal suo insediamento, provando Iglio centrale al posto dell’infortunato Mambelli. La sua SPAL approccia bene ma prende gol sull’unica vera occasione degli ospiti, peraltro regalata da un errore individuale di Senigagliesi. Approccio e determinazione sembrano quelli giusti, con una squadra più pragmatica, che va ad aggredire alto l’avversario per il recupero palla e che pare finalmente capace di costruirsi occasioni. Il problema principale è che tutte le occasioni capitano a Piccioni, a cui va riconosciuto il merito per il gol del pareggio, ma anche il demerito (ben più grande) di fallirne quattro di cui una clamorosa. Il mister non può avere responsabilità su questo. Ne ha sicuramente di più sulle due scelte più discutibili della partita: aver spostato Mazzali a destra (un pesce fuor d’acqua quando non sul piede forte) e aver tolto un Moretti positivo e pimpante, a fronte di un Piccioni che alla fine dei conti ha disfatto più di quanto abbia fatto. Si aggiunga che, sempre per quanto riguarda i cambi, anche l’assetto finale con Senigagliesi terzino non ha convinto particolarmente.

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