foto Rubin

Con un rotondo 3-0 la SPAL supera l’Osteria Grande al “Paolo Mazza” e dopo poco più di due di mesi torna a raccogliere i tre punti nel proprio stadio, in una gara nella quale i biancazzurri sono stati in controllo pressoché totale dal fischio iniziale.

Per la sfida contro i bolognesi Parlato torna al passato e ripropone il 4-3-3 che tanto bene aveva impressionato tra ottobre e novembre: Giacomel in porta, Iglio, Dall’Ara, Casella e Mazzali in difesa, Mazza, Cozzari e Malivojevic a centrocampo, Senigagliesi, Carbonaro e Piccioni in attacco. Il vantaggio, siglato da Piccioni dopo tre minuti di gioco su ottimo assist di Senigagliesi, ha certamente aiutato la gestione della partita da parte degli uomini di Parlato, che hanno comunque approcciato la partita con attenzione e determinazione.

La fase di non possesso è stata precisa: sebbene l’Osteria Grande non abbia cercato la costruzione dal basso, Piccioni è stato puntuale nel muovere la prima pressione consentendo al resto della squadra di alzare il proprio baricentro, serrando i reparti e garantendo una buona densità in zona palla che ha spesso portato ad una riconquista alta. Il lavoro della mediana è stato buono, e soprattutto Mazza si è contraddistinto per il buon numero di palloni recuperati, ben supportato dal lavoro meno visibile di Malivojevic e Cozzari, bravi a schermare le linee di passaggio. La linea difensiva, alta e aggressiva sulle palle alte, si è ben disimpegnata azzerando i rischi per Giacomel, impegnato in un paio di circostanze in un pomeriggio tranquillo.

La fase di possesso è stata efficiente: si è finalmente riapprezzata una manovra rapida, mossa dalla linea difensiva sia alternando gli sviluppi sulle catene esterne (specialmente sulla corsia mancina con Mazzali), che il passaggio centrale dai piedi di Mazza. Le posizioni mobili di Cozzari e Malivojevic hanno garantito una buona rotazione delle posizioni e imprevedibilità nel palleggio, che ha messo in difficoltà l’Osteria Grande per tutta la durata dell’incontro. Senigagliesi e Carbonaro come esterni d’attacco hanno riportato la SPAL a giocare con fluidità anche negli ultimi 30 metri: e se Carbonaro ha spesso orbitato attorno a Piccioni, l’esterno marchigiano è invece tornato ad essere un fattore importante per le trame offensive spalline, fornendo due assist e garantendo un certo senso di pericolosità.

Una tra le regole non scritte del calcio recita “squadra che vince non si cambia” e questo sembra calzare perfettamente alla storia recente della SPAL, troppo presto ed immotivatamente allontanata da un sistema di gioco che aveva garantito qualità e risultati. In questo finale di stagione nel quale verosimilmente la squadra di Parlato dovrà guardare da lontano il Mezzolara vincere il girone, una delle priorità per la SPAL è quella di ricostruire le proprie certezze, ritrovare fiducia e compattezza per poter davvero credere di perseguire una via diversa per la promozione in serie D, e questo ritorno al passato sembra partire con il piede giusto e dare garanzie a riguardo.
La SPAL ritornerà in campo domenica 1 marzo in trasferta sul campo del Russi, e sarà quello un banco di prova interessante per capire se nel passato la SPAL sarà in grado di ritrovare le certezze necessarie per costruire un futuro sereno e, magari, vincente.

— Andrea Coletta, 42 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

Lascia un commento