foto Rubin

La SPAL batte la capolista Mezzolara per 2-1 in una partita che gli uomini di mister Parlato hanno interpretato in maniera pressoché perfetta, condividendo con gli oltre 6.000 spettatori del Paolo Mazza un pomeriggio che riaccende le speranze di potersi giocare la promozione diretta. Aumenta invece notevolmente la pressione su un Mezzolara che, se già non aveva impressionato nella gara di andata, si è dimostrato scarico di idee e incapace di portare pericoli alla porta di Luciani, facendo riemergere i fantasmi della stagione scorsa, quando i bolognesi dilapidarono un vantaggio consistente nelle ultime giornate di campionato e persero lo spareggio-promozione contro il Tropical Coriano.

Parlato conferma lo schieramento tattico della SPAL, che scende in campo con il 4-3-3: Luciani in porta, linea difensiva formata da Iglio, Dall’Ara, Casella e Mazzali; mediana con Ricci, Mazza e Prezzabile; tridente offensivo con Carbonaro, Senigagliesi e Moretti.
Ottimo approccio alla partita dei biancazzurri, da subito aggressivi, veloci, e reattivi in tutte le situazioni di gioco.

In fase di non possesso la pressione alta e ben coordinata del reparto offensivo ha dato modo alla mediana di accorciare bene sui pari ruolo bolognesi, incastrando i tentativi di costruzione dal basso in una fitta rete di giocatori che sono costantemente riusciti a recuperare palla nella metà campo avversaria. Ben presto il Mezzolara è dovuto ricorrere alla palla profonda, sulle quali Dall’Ara e Casella sono risultati attenti e in controllo. Gli scorrimenti sulle catene esterne hanno funzionato bene, e nelle circostanze in cui la capolista ha cercato lo sfondamento esterno i ripiegamenti di Senigagliesi e Carbonaro hanno ben supportato Iglio e Mazzali. Nel secondo tempo, con la SPAL avanti per 2-1, i biancazzurri hanno ragionevolmente lasciato il palleggio al Mezzolara alzando la pressione nella propria metà campo e spegnendo la maggior parte delle costruzioni avversarie, togliendo inoltre lo spazio per le giocate profonde.
Da rivedere le situazioni su palla inattiva, in cui a volte la linea difensiva pare schiacciarsi un po’ troppo lateralmente perdendo di densità in zona centrale.

In fase di possesso la SPAL è tornata a mostrare una varietà interessante di soluzioni offensive. La costruzione dal basso, con sfogo preferenziale sulle catene esterne, ha visto sia Iglio sia Mazzali protagonisti sulle prime giocate senza disdegnare le sovrapposizioni. I centrali difensivi, se non impegnati nella ricerca della profondità (sia centralmente su Moretti che sugli esterni Carbonaro e Senigagliesi), hanno garantito una rapida circolazione su Mazza e Cozzari (Ricci è uscito dopo più di un quarto d’ora per un brutto colpo). Le corsie esterne hanno garantito ampiezza, circolazione palla, e ricerca dell’uno contro uno, mettendo in grande difficoltà la difesa del Mezzolara. Buone anche le rotazioni in possesso palla. In una prestazione generale di squadra molto buona, sono da segnalare le prestazioni di Senigagliesi, Mazza, Dall’Ara e Moretti: il centravanti è stato sempre nel vivo del gioco, lavorando tanti palloni di qualità e risultando fondamentale nei meccanismi offensivi della SPAL.

La quarta vittoria consecutiva della SPAL consente di portarsi a quattro punti dal Mezzolara e mette un carico importante sulla consapevolezza che la squadra di Parlato, se gioca con questa mentalità e qualità, ha pochi rivali. Se da un lato è lecito crederci, dall’altro il lavoro che la squadra ed il suo allenatore dovranno fare non sarà banale: l’entusiasmo è un fattore importante nello sport, ma la classifica dice che il Mezzolara è ancora artefice del proprio destino e la SPAL non avrà praticamente margine di errore nelle 6 gare rimaste a disposizione. Dopo aver fatto qualche esperimento nelle prime gare, va riconosciuto ora all’allenatore campano di aver rispolverato il vestito buono alla sua SPAL ed essere probabilmente riuscito a far calare tutti gli uomini nella realtà della categoria: questa squadra lotta, è unita, si sacrifica, ha tenacia e vuole vincere. E questo è quello che ci piace vedere.

 

— Andrea Coletta, 42 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

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