foto Rubin

La SPAL fallisce l’appuntamento con la quinta vittoria consecutiva fermandosi sull’1-1 col Pietracuta e con questo risultato probabilmente saluta definitivamente la prospettiva di contendere il primo posto al Mezzolara nel girone B di Eccellenza. I romagnoli si sono confermati squadra ostica per gli spallini, che dopo la sconfitta nella gara di andata riescono ad evitarne un’altra solo grazie alla rete di Piccioni al minuto 89.

Per la trasferta di Santarcangelo mister Parlato conferma il 4-3-3, ma opta per alcune variazioni negli interpreti a causa delle assenze forzate di Ricci e Prezzabile: confermato Luciani in porta, linea difensiva con Iglio, Dall’Ara, Casella e Mazzali, Malivojevic e Cozzari accanto a Mazza a centrocampo, Senigagliesi, Carbonaro e Moretti in attacco.

Buono l’approccio alla gara dei biancazzurri, subito aggressivi e vicini alla rete dopo un minuto con Moretti, ma con l’andare della gara emerge un buon piano tattico del Pietracuta che ben presto riesce a bloccare le principali fonti di gioco dei biancoazzurri.

La fase di non possesso è stata tutto sommato positiva: al netto di un paio di errori sulla letture delle palle lunghe giocate dai riminesi, la linea difensiva è parsa in controllo e il Pietracuta non si è mai reso particolarmente pericoloso. Gli scorrimenti laterali sono stati buoni, e il ripiego costante di Senigagliesi e Carbonaro sulla linea mediana ha lasciato ad iglio e Mazzali il presidio degli ultimi 20 metri difensivi. Mazza è stato ben supportato da Malivojevic e Cozzari, sebbene i padroni di casa, soprattutto nella prima frazione di gioco, abbiano cercato giocate a scavalcare il centrocampo. Da rivedere invece i movimenti di pressione singola e pressing di reparto, che ha visto la SPAL tutto sommato ben posizionata in campo e spesso rapida nell’aggressione, ma molle in fase di contrasto.

In fase di possesso la SPAL è stata lenta e indecisa. Il 4-4-2 in fase di non possesso che il Pietracuta ha mantenuto per tutta la gara ha creato inferiorità numerica in mediana, e il costante raddoppio su Mazza e Senigagliesi ha limitato molto la costruzione e l’imprevedibilità della manovra. L’impostazione dal basso mossa dai centrali di difesa ha trovato in Mazza una sponda buona per muovere la palla, ma il centrocampista è riuscito ad impostare solo su sviluppi dalle corsie esterne, quando Iglio o Cozzari sono riusciti a servirgli palla con fronte al campo. Le catene esterne hanno supportato la manovra offensiva, ma a parte qualche discesa di Iglio non si segnalano sovrapposizioni che siano riuscite a creare disordine nell’attento pacchetto difensivo del Pietracuta. Con Senigagliesi costretto a giocare molto lontano dalla porta alla ricerca di un po’ di libertà, Cozzari e Malivojevic non sono riusciti ad essere attivi e pericolosi nello sviluppo della manovra offensiva, al netto di qualche situazione estemporanea. Anche Carbonaro è risultato macchinoso e Moretti si è trovato schiacciato tra le maglie della difesa avversaria. Tutte queste situazioni hanno notevolmente rallentato la costruzione del gioco, tanto che la SPAL, nel corso del secondo tempo, è tornata a cercare delle palle lunghe su cui raramente è riuscita a rendersi pericolosa.

Con cinque gare ancora da giocare, il mezzo passo falso di Santarcangelo raffredda un po’ gli entusiasmi che si erano riaccesi dopo la convincente vittoria casalinga contro il Mezzolara. E se il pareggio riacciuffato all’ultimo minuto conferma che la SPAL è almeno una squadra in grado di lottare e soffrire, resta l’amarezza di non aver visto gli uomini di Parlato avere la lucidità di coinvolgere nelle azioni offensive quei giocatori meno attenzionati dalle marcature riminesi, mantenendo rapidità nella circolazione e qualità nelle soluzioni: lentezza ed imprecisione sono risultate decisive ai fini del risultato.
La SPAL tornerà in campo domenica 29 Marzo, al “Paolo Mazza”, contro il Sant’Agostino: sarà una partita importante, perché i Ramarri sono in ottima forma e perché l’unica cosa che la SPAL può fare ora è cercare di fare più punti possibili e sperare in altri eventuali passi falsi della capolista.

 

— Andrea Coletta, 42 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

Lascia un commento