Stanno per concludersi le due settimane di sosta forzata per la SPAL, almeno per quanto concerne il campionato. Alle 15 di sabato 4 aprile i biancazzurri affronteranno il Sant’Agostino allo stadio “Paolo Mazza”. Ecco le considerazioni del tecnico Carmine Parlato alla vigilia del match contro i ramarri, valevole per le 30^ giornata di campionato.
LAVORO – “Queste due settimane sono state un po’ lunghe, se fosse stato per me avrei giocato immediatamente. Ci siamo adeguati al regolamento della categoria e ci siamo organizzati per poter lavorare due settimane, anche se avrei preferito continuare a giocare e non staccare la spina. Il lavoro è stato a lungo raggio, abbiamo fatto un’amichevole con la primavera del Vicenza, in cui ho cercato di dare minutaggio a chi ho visto meno. Questa settimana abbiamo preparato la partita con il Sant’Agostino che è molto importante per il nostro percorso”.
INFORTUNATI – ” Ricci e Giacomel stanno meglio, anche se non sono al 100%. Vedremo se domani potrò portarli in panchina”.
PRESSING ALTO – “Le riaggressioni ci devono sempre essere durante la partita. Si lavora cercando di far capire ai ragazzi come andare e i tempi di riaggressione; ci sono tempi per riaggredire e tempi per temporeggiare. Abbiamo lavorato molto su questa cosa, ma anche su altro”.
RISERVE E NOVITÀ – “Ho cercato di vederli per avere un’idea un po’ più chiara. L’amichevole mi ha aiutato a vedere, sia sotto l’aspetto tecnico-tattico, sia come atteggiamento, se posso inserirli sia come titolari sia a partita in corso”.
AVVERSARIO – “So benissimo che è un derby. Nelle ultime 5 partite hanno fatto 12 punti, tranne la sconfitta dell’ultima domenica. È una squadra che gioca, che crea, ha dei giovani bravi. Sappiamo che è una partita difficile e ci teniamo tantissimo. I ragazzi sono carichi e vogliono fare in modo di avere quel piglio che nell’ultima partita è mancato”.
PRETESE SUL CAMPO – “Mi aspetto di vedere una partita alla volta, come dico sempre. Ogni partita fa storia a sé. Nell’atteggiamento i ragazzi ce la stanno mettendo tutta, vogliamo creare quei presupposti tecnici e mentali per poter avere quella padronanza nell’arco della gara. È stato fatto molte volte, ma altre meno”.
BALLOTTAGGIO PICCIONI-MORETTI – “Piccioni è più da area di rigore, Moretti attacca più spesso la profondità, collega il gioco con caratteristiche diverse. Da un po’ di tempo ho cercato di provarli insieme, ma c’è stata una mancanza di equilibrio. In qualche partita li ho inseriti tutti e due, per cercare di alzare il baricentro e di mettere le caratteristiche in un reparto che potesse andare a finalizzare, con un equilibrio di squadra”.
ALTI E BASSI – “I primi dispiaciuti sono sempre stati i ragazzi, questo è fuori dubbio. Uno si prepara per fare le cose fatte bene, poi le difficoltà di campo lo portano a non rendere al meglio. Ho detto loro di giocare con molta spensieratezza, di cercare di avere sempre le ambizioni durante la partita. Se si gioca con ambizione, fame e concentrazione si può avere continuità. Bisogna giocare in 11 tutti assieme in tutte e due le fasi”.








