foto Rubin

Superato agevolmente l’ostacolo Young Santarcangelo nella prima partita dei playoff regionali, la SPAL di mister Parlato ha l’obbligo di vincere un’ultima gara per darsi la possibilità di disputare la doppia sfida contro la Santegidiese, la vincente dei playoff regionali abruzzesi.

Domenica 17 maggio al “Paolo Mazza” arriverà il Medicina Fossatone, che in otto anni di Eccellenza è riuscita per la prima volta nella sua storia a giocare dei playoff di categoria al termine di un campionato molto positivo. Per comprendere meglio lo stato di salute dei bolognesi, soprattutto dopo l’ardua sfida contro il Fratta Terme, abbiamo scambiato due chiacchiere con il direttore generale Cristian Moroni.

Domenica il Medicina Fossatone arriverà al Paolo Mazza per giocarsi la seconda gara dei playoff regionali contro la SPAL. In breve, può raccontarci com’è stato questo anno?
“Questa annata è stata strepitosa perché siamo andati oltre le nostre più rosee aspettative. Abbiamo di fatto stabilito un record, perché nei 100 anni di storia del Medicina Fossatone non siamo mai riusciti ad affrontare i playoff di Eccellenza, raggiunti peraltro con la squadra più giovane del campionato. Questo traguardo ci gratifica anche per la scelta che abbiamo fatto a inizio anno, perché il campionato ci ha permesso di far crescere dei giovani ambiziosi che si sono meritati questa finale. Parliamoci chiaro: la possibilità di giocare una partita così in uno stadio come quello della SPAL è un traguardo importantissimo, che non capiterà mai più probabilmente. Affrontare un avversario del genere, in uno stadio del genere, con una storia del genere. Io sono in estasi (ride, ndr.), ma arriveremo al Mazza con la consapevolezza di affrontare una corazzata dal pubblico meraviglioso. Non abbiamo nulla da perdere, perché noi abbiamo già vinto il nostro campionato, ma non verremo lì a passeggiare. Vedremo come andrà: in ogni caso domenica sarà memorabile”.

Nonostante gli otto anni trascorsi in Eccellenza, il Medicina Fossatone è riuscito a guadagnarsi un posto nei playoff solo in questa stagione. Cosa è cambiato quest’anno rispetto alle precedenti annate?
“Il vecchio Medicina non li ha mai fatti, mentre con il nuovo Medicina li abbiamo sempre sfiorati. Quest’anno ce l’abbiamo fatta, anche perché abbiamo mantenuto la terza posizione per quasi metà campionato, peraltro vincendo contro Mezzolara e SPAL e meritandoci questa finale che rimarrà nella storia della società. Siamo orgogliosissimi del percorso fatto, ma soprattutto per i ragazzi che si sono meritati questa partita. Per me la scelta fatta a inizio stagione ha stravolto tutto: tolto il capitano Selleri, la nostra squadra è la più giovane della categoria. Mi piace pensare che siamo i primi degli esseri umani, perché contro Mezzolara e SPAL era impossibile competere. Per noi questa è la nostra vittoria del campionato: non era pronosticabile fare questo e giocarci una finale playoff, peraltro al Mazza. In più siamo stati bravi a creare un gruppo con valori importanti, con uno spogliatoio sano che al giorno d’oggi è difficile trovare. Durante la stagione, poi, i nostri obiettivi sono sempre andati in crescendo: all’inizio dovevamo salvarci senza playout, poi guadagnarci un posto nei playoff, poi arrivare terzi per giocarceli in casa”.

Prima dell’incontro al Mazza, il Medicina Fossatone ha dovuto superare una sfida al cardiopalma contro il Fratta Terme, terminata solo al 121′ col risultato di 0-0. Ci può raccontare com’è l’ha vissuta?
“C’è da dire una cosa: seppur potrebbe suonare strano, il doppio risultato non ci aiutava di certo, perché in molte squadre non sono passate. Sapevamo che il Fratta Terme arrivava da noi in uno stato di forma davvero positivo, soprattutto perché non è scontato  giocarsi un turno di playoff a viso aperto da neopromossa. Nei 90′ la partita è stata piuttosto equilibrata, perché nel primo tempo avrebbero meritato loro, nel secondo avremmo meritato noi. Nei supplementari tutto cambia, perché tutto è appeso a un filo. La partita poi ha preso una piega improvvisa: andava bene fino al 120′, finché a un nostro attaccante non è stato fischiato un fallo netto, a mio avviso. Da qui gli avversari ripartono in contropiede e ottengono un calcio di rigore giusto. In un minuto pensavamo di vanificare tutto il lavoro fatto in nove mesi di campionato. Fortunatamente il nostro portiere Aversa ha fatto un miracolo e in un minuto siamo passati dalle stalle alle stelle. Colgo l’occasione per fare pubblicamente i complimenti al Fratta Terme e per segnalare il nobile gesto del loro presidente, che ci ha fatto i complimenti negli spogliatoi al fischio finale”.

Assieme al Pietracuta e al Fratta Terme, il Medicina Fossatone è una delle squadre del girone B a non aver mai perso contro la SPAL, registrando 1 vittoria e 1 pareggio. Come incide questa consapevolezza in ottica della sfida di domenica?
“Non nego che con la squadra ce lo siamo detti durante gli allenamenti: non abbiamo mai perso con la SPAL e questo deve essere motivo d’orgoglio, nonché di consapevolezza. Precisiamo però una cosa: la SPAL che affronteremo domenica è molto diversa rispetto a quella che abbiamo affrontato in campionato. Tuttavia questi risultati ottenuti ci ricordano che anche la SPAL probabilmente dovrà fare attenzione a noi e guardarci con occhi diversi. Nel calcio gli episodi fanno la differenza, per cui noi cercheremo di giocarcela fino alla fine”.

Quasi inaspettatamente, nel girone di ritorno la SPAL è riuscita a ridurre un gap di circa 10 punti dal Mezzolara rimanendo imbattuta e a giocarsi la promozione diretta fino all’ultimo respiro. Da esperto della categoria, per lei era prevedibile questo finale di stagione dei biancazzurri?
“Parliamoci chiaro: il cambio d’allenatore ha influito, perché è stato preso un tecnico di uno spessore importantissimo. Inevitabilmente questo sposta gli equilibri, seppur non voglia togliere nulla al mister precedente che ha fatto quello che poteva. Si vede inoltre che la mentalità dello spogliatoio è cambiata, perché Parlato ha saputo trasmettere i giusti valori umani che sono necessari per queste categorie. In questa categoria bisognava calarsi nella parte. Qui per vincere non bastano solo i valori tecnici, ma serve una mentalità diversa, con gente che sputa l’anima e abbia fame di vincere anche su campi difficili. Lo dico sempre anche ai miei ragazzi: qui bisogna pedalare, perché poi tutto torna. Ora la SPAL ha la mentalità giusta per permettersi di andare fino in fondo. Naturalmente domenica tiferò per il mio Medicina, ma qualora dovesse passare il turno sicuramente avranno un tifoso in più, perché al contempo penso che questa tifoseria meriti di più. Ho conosciuto i tifosi della SPAL di persona perché spesso sono passati dal mio ristorante. Una domenica erano quasi in in cinquanta e ho scoperto un pubblico meraviglioso, con un attaccamento che da presidente di una società mi renderebbe orgoglioso. Ci sono pro e contro, perché un pubblico così può essere un privilegio, così come un elemento di pressione, ma io ho conosciuto gente splendida che merita un palcoscenico importante e spero che prima o poi lo possano raggiungere”. 

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