Alla faccia della “mano sulla coscienza” evocata da Sandro Federico a margine di SPAL-Santegidiese 0-1. Il giudice sportivo della Lega Nazionale Dilettanti ha usato la mano pesantissima per le proteste dei biancazzurri contro l’arbitro Matranga di Palermo e il suo assistente Forina, decretando 4.000 euro di sanzione alla società e imponendo una gara a porte chiuse. Per cui se la SPAL (formalmente Ars et Labor Ferrara) dovesse riuscire a qualificarsi per la finale playoff di Eccellenza sarebbe costretta a giocare senza il pubblico di casa. In alternativa la misura verrà applicata alla prima di campionato 2026/2027.
Si legge nel comunicato 461 del 25 maggio: “Per avere propri sostenitori nel corso del secondo tempo, dopo la segnatura di una rete subita dalla propria squadra, lanciato
all’interno del terreno di gioco circa 5 accendini, una sigaretta elettronica, una monetina, e 1 fumogeno. Al termine della gara alcune persone non identificate (circa 10), chiaramente riconducibili alla società, accedevano indebitamente nella zona antistante gli spogliatoi, accerchiavano gli Ufficiali di gara e rivolgevano espressioni offensive all’Arbitro, strattonandolo“.

Al netto delle proteste in occasione dell’annullamento dei due gol, il parapiglia che si è creato dopo il fischio finale della partita non poteva non generare conseguenze di qualche tipo. Diversi tra giocatori, tecnici, dirigenti e soggetti impegnati nell’organizzazione della partita (tra cui componenti delle forze dell’ordine) si sono ritrovati in una sorta di collo di bottiglia all’imbocco degli spogliatoi al momento dell’uscita della terna arbitrale. Dalla tribuna è apparso evidente come siano volate parole grosse anche a fronte dei tentativi di alcuni di riportare la calma.
Dagli uffici del centro sportivo G.B. Fabbri è già stato fatto sapere, in via informale, che c’è l’intenzione di presentare immediato ricorso contro la decisione del giudice sportivo Aniello Merone.








