Joseph Portelli, proprietario e presidente degli Hamrun Spartans

Joseph Portelli, il potenziale terzo proprietario straniero di quella che fu la SPAL, è un personaggio nel vero senso del termine. Lontano dall’oscurità che ha avvolto Juan Martin Molinari e Andrés Marengo, l’imprenditore maltese nato in Canada ha spesso cavalcato l’onda della sua popolarità, generando preoccupazione e ammirazione in egual misura, arrivando pure a essere paragonato a Silvio Berlusconi – ovviamente con le dovute proporzioni – per via di una certa spregiudicatezza negli affari ed espressioni di grandeur tipiche degli istrioni del business.

Perché Portelli è molto di più che il presidente degli Hamrun Spartans, quella che negli ultimi anni è stata in assoluto la squadra calcistica più competitiva a Malta, con tanto di belle figure anche a livello europeo. È soprattutto un uomo d’affari partito come immobiliarista da Gozo (la seconda per dimensione delle tre isole abitate che compongono l’arcipelago maltese) per diventare uno dei più influenti costruttori della nazione – se non il più influente in assoluto – grazie a una rete di relazioni sempre più ampia e complessa.

Scriveva nell’agosto 2022 Julian Bonnici, giornalista di Lovin Malta: “Portelli è diventato in poco tempo il simbolo dell’eccessiva urbanizzazione sull’isola. È il primo nome che viene in mente ogni volta che viene annunciato un nuovo progetto. E la sua ascesa fulminea, da un fornitore di servizi piuttosto sconosciuto a Gozo, fino ai vertici del settore edile maltese, ha suscitato non poche perplessità. Il suo percorso verso la vetta è un segreto ben custodito e molti nel settore si chiedono come sia riuscito a esercitare un controllo assoluto su ogni angolo dell’isola. Descritto da molti come un ‘costruttore di ponti’ (metaforici), Portelli raramente utilizza i propri capitali per finanziare le sue iniziative, evitando così di inimicarsi potenziali rivali e importanti figure del mondo degli affari, collaborando invece con loro. Il talento di Portelli nel costruire e coltivare i rapporti con l’élite politica e industriale maltese è emerso alla fine della decade 2000-2010 e lo ha collocato in prima linea con i profondi cambiamenti che hanno attraversato il paese nel 2013 per poi fare il definitivo salto di qualità con lo sviluppo della Mercury Tower“.

La versione di Portelli sulla progressiva ascesa nel mondo degli affari è leggermente diversa: “Nessuno mi ha mai regalato nulla. Mio padre ha lavorato in Canada per 17 anni per crescere me e mia sorella. Non eravamo ricchi, ma i nostri genitori ci hanno insegnato i valori giusti. Ho abbandonato gli studi presto, ma sono tornato un anno dopo e ho rilevato la gestione delle mense scolastiche. Quella è stata la mia prima attività. Ho guadagnato molti soldi per quella che era la mia età. Ho comprato un appartamento e un garage, li ho trasformati in un minimarket, poi l’ho venduto ed è così che ho iniziato a crescere. Sono dove sono oggi perché ero disposto a correre molti rischi“.

Rischiosi sembrano essere anche i rapporti che la stampa maltese ha attribuito a Portelli nel corso degli anni, in particolare con alcune figure molto controverse della scena politico-imprenditoriale nazionale come John Dalli, Keith Schembri e Yorgen Fenech. Portelli ha sempre negato fermamente di avere rapporti diretti con i tre, pur confermando di averli incontrati in alcune occasioni nel corso della sua vita. Malta è pur sempre un paese piuttosto piccolo (500mila abitanti). Tuttavia, in un’intervista del settembre 2021 a The Times of Malta, l’imprenditore gozitano si dimostrò assai candido sul ruolo dei politici locali nell’ambito del suo business.

via Times of Malta

Che tipo di rapporto ha con i politici?
Li incontro frequentemente“.

Ha bisogno del loro favore in qualche modo?
Prima di pianificare progetti su larga scala incontro i politici per presentare loro le mie proposte e capire cosa desiderano per il paese. Se le mie proposte non coincidono con la loro visione di Malta metto da parte i miei progetti e faccio qualcos’altro. Non ha senso, dal punto di vista finanziario, investire ingenti somme in progetti su larga scala che il governo non vuole. E parlo anche con l’opposizione“.

Ma perché si rivolge ai politici per questo?
Per accelerare i tempi. Mi rivolgo a loro per difendere i miei diritti. Non sono sempre d’accordo e quando non lo sono, dico ‘grazie’ e me ne vado. Da giovane mi dispiaceva, ma ora non più“.

Fa donazioni ai partiti politici?
Non si possono donare le somme di denaro che la gente pensa. Ci sono delle leggi. Ma sì, li aiutiamo. Per rispetto. E aiutiamo entrambi i partiti (a Malta c’è un sistema bipolare, ndr)”.

Quindi chiunque sia al governo la aiuta.
Sì, ho bisogno del loro aiuto. Se non vogliono, va bene. Il giorno in cui un governo mi dirà che i miei progetti non sono più necessari per il paese mi tirerò indietro, incasserò i soldi e farò qualcos’altro della mia vita. Sarà una perdita per me, certo, ma sarà anche… beh… non dirò che sarà una perdita per Malta, perché chi sono io per dire che sarò una perdita per Malta? Ma sarà un peccato perdere tutti quei posti di lavoro. Spero solo che qualcun altro prenda il mio posto, perché è necessario per il paese“.

Anche sulla sua effettiva solidità economica personale è impossibile vedere chiaro a causa del reticolo di aziende che lavorano ai vari progetti edilizi nei quali Portelli è direttamente coinvolto. La J Portelli Projects si presenta all’esterna come realtà di assoluto successo, ma questo significa poco senza documenti contabili alla mano. Guardando alla storia della SPAL degli ultimi cinque anni diventa quasi automatico tracciare un parallelo con Patrick Carroll, il primo degli investitori coinvolti da Joe Tacopina nell’acquisizione della SPAL nell’estate del 2021. Un altro imprenditore del settore real estate con un profilo pubblico un po’ sopra le righe.

Portelli stesso, con un espediente comunicativo inusuale, ha detto di non sapere a quanto ammonta la sua ricchezza e di non essere particolarmente appassionato dall’argomento: “Mi verrebbe da dire che non ho soldi perché li reinvesto tutti. Non so quale sia il mio patrimonio personale e non voglio saperlo. Altrimenti lo direi apertamente, non ho niente da nascondere. I soldi non sono così importanti per me. I miei progetti immobiliari generano profitti, ma poi conta ciò che io faccio con quei soldi. Reinvesto i miei guadagni e finanzio progetti in ONG maltesi e in paesi del terzo mondo. Un giorno forse sarò realmente ricco e potrò aiutare ancora più persone. Perché mi piace molto e vorrei aiutare di più. Quando avrò saldato tutti i debiti allora sì che potrò dire di essere ricco e allora comprerò una squadra di calcio internazionale“.

Questo valeva nell’ormai distante 2021, perché nel frattempo Portelli ha portato gli Hamrun Spartans da un digiuno di titoli lungo quasi trent’anni alla fase campionato della Conference League, ovviamente a suon di scudetti e soprattutto di investimenti: “Abbiamo un budget complessivo di circa 2,3 milioni – ha detto nel settembre 2025 a Who’sWho.Mtche è leggermente superiore a quello di altre realtà maltesi di vertice, che si fermano tra gli 1,7 e gli 1,8 milioni. Entrare nel girone di Conference ci è fruttato 3,8 milioni dalla UEFA, più gli eventuali primi per i singoli risultati (400mila euro per la vittoria sul Lincoln Red Imps, unico successo su 6 gare totali – ndr) e questo ci ha portato per la prima volta a un profitto. Altrimenti la mia esposizione personale sarebbe stata quella di 1 milione all’anno come al solito. Ma non ho mai pensato che col calcio ci fosse da guadagnare”.

Il rapporto di Portelli col calcio era partito praticamente dal cortile di casa col Nadur Youngsters, squadra di Gozo della stessa città di origine della sua famiglia. Dopo aver giocato con la maglia dei Whites come attaccante, Portelli è diventato presidente in due diversi periodi (2002-2024 e 2017-2020), prima di lasciare la carica al figlio Tristen (fino al 2023) in corrispondenza con l’insediamento agli Spartans.

Portelli e il figlio Tristan, trionfanti col Nadur Youngsters FC / via MaltaToday

I ben informati – ha sottolineato Julian Bonnici nel suo dettagliato profilo su Lovin Malta – descrivono Portelli come una figura molto presente e attiva all’interno dei suoi club: tiene discorsi motivazionali a staff e giocatori e vuole sempre fare in modo che la gente si renda conto della sua presenza attraverso continue iniziative“. Una dimostrazione concreta si ebbe nel 2022 con un’esibizione di megalomania che non conosce precedenti in Europa. All’epoca il 44enne Portelli andò in distinta (seppure da riserva) nella partita decisiva del campionato gozitano (perché Gozo ha il suo campionato interno) tra i Nadur Youngsters e il Kercem Ajax ed entrò per calciare il rigore decisivo per il 13° titolo della sua squadra. Venne successivamente portato in trionfo da giocatori e tifosi come dimostrano video e foto della giornata.

Portelli ha poi provato a replicare lo stesso identico schema qualche mese più tardi, dimettendosi temporaneamente da presidente degli Spartans per debuttare con la maglia rossonera nella Premier League maltese e diventare così a 45 anni il calciatore più anziano mai sceso in campo nella competizione. Un record detenuto da Michael Mifsud, probabilmente il più grande calciatore maltese di sempre. La MFA (Malta Football Association) bloccò il suo tesseramento, ritenendolo in conflitto con i regolamenti sulla reputazione della competizione.

A testimonianza del peso specifico di Portelli nella sua comunità di origine qualche anno prima (nel 2019) un artista locale – Adonai Camilleri Cauchi – rappresentò Portelli nei panni di San Giovanni Evangelista per la festa paesana di Nadur. Un gesto che venne motivato dalla stampa come espressione di gratitudine per il coinvolgimento nella vita cittadina, non solo attraverso lo sport. I critici la bollarono invece come l’ennesima dimostrazione di potere di stampo quasi rinascimentale. Il magnate che diventa santo. Va anche considerato che Malta è uno dei paesi con la più alta incidenza di cattolici nel mondo e infatti gli Spartans nel loro organigramma hanno anche uno “Spiritual Director“.

Nella già citata intervista a Who’sWho.Mt Portelli ha raccontato di essere sempre alla ricerca di nuove sfide, dentro e fuori al proprio club: “Quando si vince abitualmente ci si annoia, no? Quindi bisogna pensare a piani più ambiziosi ed a sogni da realizzare. Con me gli allenatori di solito non durano mai più di un anno perché penso sempre a cosa si potrebbe migliorare”. Non a caso Portelli ha avuto alle dipendenze 6 tecnici dal 2020 a oggi, con il settimo – l’italiano Stefano Sanderra – insediato da pochi giorni dopo la separazione consensuale con Giacomo Modica, che non ha fatto mistero di aver avuto diversità di vedute con la dirigenza maltese.

Le dichiarazioni recenti di Portelli sembrano perfettamente coerenti con i suoi piani di espansione. A settembre 2025, durante la festa per la qualificazione degli Spartans alla fase campionato di Conference League, dichiarò davanti a circa 1.500 tifosi di essere pronto ad acquisire una società in Italia, preferibilmente di serie B o serie C, possibilmente poco gravata da debiti. Da lì quindi è iniziata una serie di contatti tra vari intermediari, anche procuratori, per individuare la realtà giusta. A fine ottobre spuntò il nome della Sampdoria, poi il tiro è sembrato spostarsi su club di serie D come SienaAncona e Nocerina, mentre l’ipotetico interessamento per la Fermana in Eccellenza è stato smentito da un intermediario.

Soprattutto con la Nocerina Portelli si era spinto fino a una fase piuttosto avanzata della trattativa, presenziando anche di persona allo stadio San Francesco, salvo poi chiamarsi fuori per dubbi di varia natura, soprattutto relativi alle strutture in dotazione al club campano. Al suo fianco c’era Marcel Bonnici, uomo-chiave per la gestione economica e organizzativa degli Hamrun Spartans. Nel caso l’affare Ars et Labor vada a buon fine sarà lui a sovrintendere i primi passaggi operativi, che comprenderanno anche la scelta delle figure dirigenziali e tecniche per il nuovo capitolo del club.

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