Nuova stagione, stessa categoria: la nuova SPAL dei maltesi riparte dall’Eccellenza, ma stavolta nel girone ritenuto da molti il più competitivo della regione. Il primo atto andrà in scena domenica 30 agosto (ore 17.30) allo stadio comunale “Pinetto Soressi”, in occasione della prima trasferta stagionale a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
Una delle uscite stagionali più lontane da Ferrara per affrontare una formazione neopromossa nel campionato d’Eccellenza, che dopo due anni è pronta ad affrontare la stagione con la giusta determinazione e volontà di fare bene. Per capire cosa aspettarci a riguardo abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore sportivo Roberto Alberici.
Cosa ha provato quando ha saputo che la Castellana Fontana avrebbe affrontato la SPAL alla prima giornata?
“Le prime sensazioni a caldo sono state felicità ed entusiasmo: affrontare la squadra top del girone d’Eccellenza, specie da neopromossa, è un’occasione troppo importante. Sebbene ci possa essere qualcuno che la pensa diversamente, io prendo spunto dal famoso detto ‘via il dente, via il dolore’. Per questo affronteremo la SPAL a viso aperto, consapevoli di chi abbiamo di fronte ma senza alcun timore. Ce la giocheremo con le nostre migliori carte, sapendo che abbiamo di fronte una vera e propria corazzata”.
Tra mercato e ritiro estivo, come si è preparata la squadra in vista dell’inizio del campionato? Quali sono gli obiettivi?
“L’obiettivo dichiarato della società, che deve essere ben chiaro a tutti i componenti della rosa e dello staff, è quello di mantenere la categoria, raggiungendo il prima possibile la salvezza. Finora i presupposti sembrano esserci: noi siamo partiti il primo giorno di agosto con qualche acquisto di categoria superiore e alcuni giovani del vivaio, pensando di strutturare la squadra con uno zoccolo duro e dei profili interessanti. Dal primo allenamento all’ultima amichevole fatta la scorsa settimana si sono visti dei miglioramenti e speriamo che possano fruttare nel corso della stagione”.
Qual è la vostra affluenza abituale al “Soressi”? E quanta gente si aspetta domenica?
“Il nostro impianto può ospitare un massimo di circa 650 posti e solitamente non raggiungiamo mai questo tipo di affluenza. Sappiamo che da Ferrara si muoverà un bel numero di tifosi, ma ci stiamo preparando adeguatamente per l’occasione. Proprio per questo non abbiamo pensato a un’alternativa, perché tutti quanti noi stiamo lavorando sodo per garantire un piacevole pomeriggio ai sostenitori biancazzurri. Abbiamo rifornito il bar e disponiamo di due parcheggi molto capienti. Sebbene la società non abbia mai avuto questo tipo di evento sono contento che tutti quanti lo stiamo affrontando con l’entusiasmo giusto”.
Com’è strutturata la società e di cosa si occupa il presidente?
“La Castellana Fontana ha un organigramma decisamente più semplice rispetto a quello della SPAL: Davide Cardillo è il nostro presidente, che nella vita è un consulente finanziario. Accanto a lui operano i due vice presidenti Paolo Dagradi ed Emilio Tramelli. Nel mezzo ci sono una serie di consiglieri e dei responsabili delle attività agonistiche e del settore giovanile. La società, infatti, è riuscita a far ripartire il settore giovanile da circa 4-5 anni, dopo che alcune disgrazie hanno portato alla scomparsa di questo patrimonio societario. Quest’ultimo è diviso in: Juniores Elite, Under 17 Regionale, Giovanissimi, Esordienti, Primi Calci e la scuola calcio”.
Com’è andato il precampionato e con che logica vi siete mossi sul mercato?
“La società ha impostato il mercato sulle indicazioni del mister, che riteniamo perfetto per la categoria e di cui ci fidiamo ciecamente. Siamo andati ad analizzare i campi in cui potevamo migliorarci, mantenendo l’asse centrale e acquistando giocatori importanti: due giocatori di gamba esterni, un centravanti, un difensore centrale e un portiere. I campionati di Promozione ed Eccellenza sono due cose diverse, quindi l’arrivo di questi giocatori, che conoscono bene la categoria e hanno una tempra caratteriale giusta, era necessario per affrontare la stagione. In effetti i primi risultati positivi si sono visti nel precampionato, in cui abbiamo affrontato una squadra di serie D, una d’Eccellenza e due di alta Promozione”.
Quello del girone A è un mondo nuovo per la SPAL e i suoi tifosi: come valuta il livello generale e chi vede tra le favorite?
“Non posso non menzionare la Vianese, che era una squadra ben attrezzata già l’anno scorso e che anche quest’anno potrà dire la sua. Naturalmente è risaputo che la SPAL abbia una marcia in più su tutti, ma la palla è rotonda e tutto può succedere. In più ci tengo a sottolineare la forza delle società piacentine, poiché proprio l’anno scorso proprio il Nibbiano&Valtidone è riuscito ad andare su in serie D senza troppi problemi”.
I vostri giocatori sono anche lavoratori o si dedicano solo al calcio?
“I nostri giocatori sono tutti proprietari di attività o lavoratori dipendenti. In sostanza, per tutti i nostri giocatori il calcio è un hobby meraviglioso e non la prima fonte di sostentamento”.
Con uno sguardo al futuro, come si immagina l’arrivo della sua squadra al Paolo Mazza?
“Beh, sarà un’esperienza da vivere: credo che nessuno dei miei giocatori, a eccezione di un paio di ragazzi, abbia avuto la fortuna di giocare in uno stadio di quel livello. Sarà semplicemente una giornata da godersi, così come questa domenica, perché vedere tutto quel tifo al seguito di una squadra importante è una cosa che tutti quanti sperano di vivere il prima possibile”.
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