foto Rubin

Nella SPAL dei grandi cambiamenti, in cui sono arrivati 17 nuovi giocatori, il 31enne Gianluca Zucchini rappresenta uno dei profili di maggiore esperienza. Il centrale difensivo nato a Modena e cresciuto calcisticamente con la maglia gialloblù (fino a debuttare in serie B nel 2016) avrà il compito di formare un muro difensivo assieme al capitano Dall’Ara e le amichevoli precampionato sembrano aver già fatto vedere una buona intesa nel contesto di un reparto arretrato nuovo per tre quarti.

Zucchini ha incontrato i cronisti locali nel pomeriggio di giovedì 27 ottobre, prima di uno degli ultimi allenamenti in vista della trasferta sul campo della Castellana Fontana (domenica 30 agosto ore 17.30).

OPPORTUNITÀ – “Nel corso dell’estate mi ha chiamato mister Parlato con cui c’era stata occasione d’incrociarsi da avversari e sono stato molto contento di questo. Per chi gioca a calcio è impossibile rifiutare un’offerta della SPAL, per la storia e tutto quello che c’è attorno. È stata una scelta semplicissima. Avevo un altro anno di contratto a Fiorenzuola, ma ho fatto di tutto per venire alla SPAL, anche se sapevo del ripescaggio in serie D che era praticamente certo“.

CARRIERA – “Negli ultimi dieci anni ho giocato quasi esclusivamente in serie D, fatta eccezione la scorsa stagione col Fiorenzuola, quando però c’era l’obiettivo di fare un campionato di vertice. A Carpi nel 2024 ho anche avuto il piacere di vincere il campionato“.

CARATTERISTICHE – “Penso che la mia dote principale sia l’intelligenza calcistica, nel senso che mi viene naturale leggere certe situazioni e quindi intervenire di conseguenza. Anche se poi non disdegno di certo il duello individuale. In carriera mi è capitato qualche volta anche di contribuire con qualche gol, ma non è un aspetto al quale do particolare peso: spero di riuscire a dare un contributo anche così, ma il mio primo compito è quello di impedire agli altri di segnare“.

INIZIO – “Secondo me siamo un bel gruppo, ho visto tante cose positive nelle tre settimane di preparazione. Personalmente mi sto trovando bene e visto tutto il lavoro che abbiamo fatto non ho avuto grandi possibilità di godermi la città. Il caldo poi ha fatto il resto. Questo ritiro ci ha un po’ ammazzati (ride, ndr). Domenica si parte con gli impegni ufficiali e ovviamente non possiamo pretendere di essere già al 100%. C’è una buona base, ogni giorno si vedono sempre di più gli automatismi e credo che un po’ alla volta si vedrà il volto di questa squadra. La voglia di iniziare c’è, quella di fare bene pure: il gruppo mi pare molto unito e io sono ottimista“.

foto Rubin

GIRONE A – “Per me quello dell’anno scorso è stato il debutto in Eccellenza e onestamente non mi aspettavo che il livello fosse così alto. L’ho detto infatti ai ragazzi nello spogliatoio: nel girone A le squadre sono molto organizzate e c’è gente giovane che corre di continuo. Da parte nostra dovremo farci trovare pronti e come minimo pareggiare il livello di carica agonistica che gli avversari metteranno contro di noi. Perché è logico che tanti faranno la partita della vita pur di batterci. Sappiamo di avere qualità tecniche superiori, ma quelle da sole non sono sufficienti“.

PRONOSTICO – “Anche se ho giocato nel girone A per me è difficile fare previsioni sui valori delle squadre. Mi viene da dire che, almeno sulla carta, la Vianese ha fatto un’ottima campagna acquisti. Ma terrei d’occhio anche Fidentina, Atletic CDR Mutina e Brescello Piccardo. In più sappiamo tutti che ogni anno può uscire qualche sorpresa. Credo però che il denominatore comune del girone sia il carattere, ci sono squadre che non mollano mai“.

CASTELLANA FONTANA – “Inizieremo il campionato incontrando tre neopromosse e onestamente non so dire se sia una situazione favorevole. Perché in questi casi eventuali carenze degli avversari vengono compensate da un grande entusiasmo e dalla consapevolezza che si può rischiare qualcosa in più visto che si è all’inizio. Noi comunque dovremo essere concentrati, senza pensare alla storia di chi ci ritroveremo di fronte“.

ESPERIENZA – “Anche se ho solo 31 anni mi colloco tra i ‘vecchi’ del gruppo e al pari di Andrea (Dall’Ara, ndr) mi piace l’idea di dare una mano ai compagni. Poi ognuno lo fa a proprio modo, c’è chi è molto presente con le parole e chi magari preferisce dare l’esempio attraverso l’azione. Non c’è un modo giusto, l’importante è dare un contributo perché le squadre che funzionano sono fatte da undici giocatori che in campo si parlano e si aiutano a vicenda“.

PUBBLICO – “Il fatto che qui ci sia un pubblico così numeroso e appassionato non può che essere una spinta in più. Ma sentendo le chiacchiere nello spogliatoio penso lo sia per tutti. Spero che i tifosi siano sempre al nostro fianco in grandi numeri e ci spingano fino alla fine in ogni partita. A loro mi sento di chiedere di stare vicini alla SPAL nei momenti buoni e anche in quelli negativi, che sicuramente ci saranno, perché i cali di forma sono fisiologici e possono sorgere delle difficoltà. Se nei momenti più delicati saremo tutti uniti sono sicuro faremo bene“.

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