Domenica 6 settembre alle ore 17.30, il “Paolo Mazza” ospiterà a porte chiuse la seconda giornata di campionato. Sarà la prima gara casalinga della nuova SPAL a gestione maltese guidata da Joseph Portelli. Di fronte i biancazzurri si ritroveranno la Futura Fornovo Medesano, reduce dalla delusione playoff contro il Castellarano e poi ripescata in Eccellenza ad agosto. Per capire come la società parmense si sta preparando a questo appuntamento abbiamo fatto due chiacchiere con il presidente Michele Ablondi.
Siete passati dalla delusione playoff con il Castellarano alla gioia del ripescaggio in Eccellenza ad agosto: quanto ha condizionato le strategie di mercato una notizia arrivata così tardi?
“In realtà avevamo già allestito una squadra in base alle nostre potenzialità economiche. Ovviamente la sorpresa dell’Eccellenza è stata accolta con favore, ma non ha condizionato il mercato perché l’allestimento era già stato pensato per fare un campionato di vertice in Promozione, sapendo comunque della possibilità di essere ripescati in Eccellenza. Abbiamo anche anticipato la preparazione della composizione della squadra, aumentando ritmi e intensità, con uno staff più completo sulla parte di preparazione fisica”.
Come è strutturata oggi la società e di cosa si occupa operativamente il presidente insieme alla dirigenza per mandare avanti il club?
“La società è una srl di capitali, con cinque soci: tre operativi e due solo a livello di capitale. Io sono un po’ il supervisore, poi Luca Pedretti segue il settore giovanile e Sandro Squeri si occupa dei rapporti con la stampa e degli sponsor. Nella vita privata mi occupo di un’azienda di riparazione e assistenza mezzi, dell’allestimento di mezzi pesanti e di una società immobiliare. È la prima volta che affrontiamo l’Eccellenza, quindi non siamo abituati a confrontarci con realtà come la SPAL”.
A questi livelli molti ragazzi lavorano o studiano: come si incastrano la vita di tutti i giorni e le esigenze lavorative con le richieste d’impegno di una categoria come l’Eccellenza?
“Già in Promozione l’impegno condiziona la vita: il sabato devi stare a casa, gli allenamenti si fanno quasi tutte le sere e ci vuole tanta passione per farlo. Quest’anno ancora di più, con trasferte motivanti ma impegnative. La trasferta a Ferrara è un sogno: forse è persino un vantaggio non avere il pubblico, anche se sarebbe stato bello viverla con la cornice giusta. Quando verranno qui da noi, comunque, prepareremo un impianto adeguato”.
Che campionato vi aspettate a livello tecnico e quali reputate essere le squadre favorite o meglio attrezzate per la vittoria finale?
“Sicuramente SPAL e Vianese si giocheranno il campionato. Noi ci aspettiamo, con molta umiltà, di lottare per la salvezza, e ci crediamo davvero. Nella prima partita abbiamo giocato alla pari col Castellarano, e cercheremo di arrivare il più in alto possibile, anche se ovviamente mi aspetto di stare nella parte destra della classifica. Secondo me il livello generale del campionato sarà alto: noi non lo conosciamo bene, perché è la prima volta in ottant’anni che ci arriviamo. Dagli occhi della SPAL magari il livello sembra inferiore, ma noi lo guardiamo dal basso verso l’alto”.
Affrontare una piazza storica come la SPAL già alla seconda giornata al Paolo Mazza – nonostante l’assenza di tifosi – che tipo di stimolo porta nello spogliatoio e in un’intera comunità come Fornovo?
“È la trasferta della vita per tanti dei nostri giocatori. Ripeto, affrontarla a porte chiuse è un peccato: dispiace arrivarci senza la cornice di pubblico che meriterebbe. Anche per la società è una grande soddisfazione: io stesso ero già venuto al Mazza qualche anno fa, da tifoso, quando seguivo il Parma. A livello di possibilità di fare punti giocare senza pubblico è comunque un piccolo vantaggio per noi, anche solo dal punto di vista della preparazione della gara”.
Alla luce di tutta l’evoluzione estiva, ci può raccontare l’avvicinamento a queste prime settimane di campionato?
“La preparazione è stata molto pesante, per questo siamo tutti un po’ imballati. Non abbiamo assenze in vista di domenica, siamo al completo. Abbiamo giocato diverse amichevoli, con il Lentigione (serie D), il Brescello Piccardo (Eccellenza) e la Langhiranese (Promozione), e ci sono servite molto. Per quanto riguarda la prima partita con il Castellarano, abbiamo avuto un fattore importante: circa 700-800 persone sempre a seguirci. Il nostro fortino deve essere la casa. In finale playoff avevamo affrontato una squadra che ci era apparsa molto superiore, mentre domenica scorsa abbiamo tenuto testa a un avversario forte: loro più forti sul piano fisico, noi su quello qualitativo. Un pareggio più che giusto.”
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