Grasjan Aliu poteva iniziare la rincorsa alla doppia cifra di gol già alla prima partita ufficiale della stagione se non fosse stato per un prodigioso intervento di Stefano Cabrini, trentenne portiere della Castellana Fontana. La buona notizia, almeno per la SPAL , è che sul pallone vagante si è avventato Gianluca Zucchini per segnare la rete che poi è valsa tre punti.
“Ho fatto tanti gol da quella situazione – racconta l’attaccante italo-albanese in conferenza stampa – e una volta che l’ho presa bene ho pensato sarebbe stato gol. Era un tiro forte, Cabrini è stato molto bravo. In questo girone non ci sono i giovani a livello di regolamento, mentre in serie D siamo abituati a giocare con i portieri giovani che qualcosina concedono rispetto ai più esperti. Ha fatto una grande parata, un po’ ci sono rimasto male (ride, ndr)”.
La caccia al primo gol per Aliu ricomincerà quindi domenica al “Paolo Mazza” contro il Futura Fornovo Medesano, altra formazione neopromossa in Eccellenza: “A parte l’anno scorso in cui mi sono fermato a 9 gol, negli ultimi tredici anni ho sempre portato la doppia cifra. Però posso barattare la doppia cifra con la vittoria del campionato”.
Aliu è arrivato alla SPAL dopo una carriera fatta di caterve di gol, soprattutto in serie D e all’alba dei 37 anni – li compirà a novembre, la fame non s’è ancora placata: “Il calcio è sempre stato la mia vita e anno per anno ognuno ha i suoi obiettivi. A quest’età gli stimoli sono ancora importanti, per cui quando si è presentata questa possibilità non ci ho dovuto pensare molto e ho detto di sì”.
“Con mister Parlato abbiamo fatto un anno a Trento e tre mesi a Treviso. Si è creato un rapporto importante: quando si vince si creano legami profondi. È un allenatore che a me ha sempre dato tanto, la sua chiamata ha influito sulla scelta della SPAL. Se non ci fosse stato lui, ma ci fosse stata la chiamata, ci avrei pensato lo stesso perché gli stimoli sono tanti”.
“Alla SPAL tra l’altro ci sono passato quando ero molto più giovane, poi per problemi di passaporto non sono riuscito a rimanere. Ho fatto un percorso un po’ diverso. Speravo di tornare prima, ma l’ho fatto ora e cercherò di fare il mio meglio per riportare questa piazza dove merita”.
“Le opportunità per fare di più e stare nel professionismo le ho avute. Nel momento decisivo, quando avevo poco più di vent’anni, ho avuto degli infortuni gravi alle ginocchia e poi un altro prima di andare a Campodarsego. Non è stato facile. Sono ripartito dall’Eccellenza e ho fatto un percorso fino ad arrivare a vincere la serie D più volte. Ho fatto un’esperienza diversa ad Adria, dove ho fatto tanti gol e ho avuto qualche opportunità. Prima di salire volevo però vincere il campionato. L’opportunità è arrivata a Trento, ma tra la bambina appena nata e altre cose ho deciso di rimanere in serie D, anche perché avevo 31 anni”.
Per Aliu quello attuale è il primo campionato di Eccellenza dopo dodici anni consecutivi in serie D: “Questa categoria l’ho fatta sia da giovane sia successivamente a Campodarsego. Sono stati due anni importanti in cui abbiamo vinto campionato e coppa. Ovviamente qui sono arrivato da poco, ma avevo iniziato la preparazione al Cjarlins Muzane. Di questo campionato ho un ricordo vecchio di oltre dieci anni, adesso devo un attimo capirlo. La prima partita è stata tosta, volevamo vincere a tutti i costi e abbiamo più badato al sodo che a tutto il resto. La cosa importante era portarla a casa”.
In rosa Aliu dovrà fare i conti con la concorrenza del più giovane Alonzi: “Non ci conoscevamo, ma è uno di quelli con cui ho legato di più. Ovviamente è una concorrenza sana, sappiamo che possiamo giocare anche assieme se ci sarà bisogno. Le scelte le fa il mister, daremo il massimo”.

Terminata la conferenza stampa la squadra si è presentata regolarmente sul campo in erba naturale del “G.B. Fabbri” per proseguire la preparazione verso la gara contro il Futura Fornovo Medesano (domenica 6 settembre ore 17.30). Nella prima fase dell’allenamento Parlato ha schierato i suoi divisi in due squadre per lavorare sull’atteggiamento tattico. In particolare è stato richiesto uno sviluppo da un determinato lato del campo, con conseguente cambio di gioco per attaccare il cosiddetto “lato debole” avversario. In più ci si è soffermati anche sulla pressione alta, applicata già a partire dal rinvio del portiere.
Successivamente c’è stato spazio, nonostante il caldo, per una fase di svago. Il gruppo è stato diviso in quattro squadre da cinque giocatori ciascuna. Due di queste si affrontavano in un campo ridotto, mentre gli elementi delle altre due sostavano sulla linea laterale fungendo da “sponde”. Da segnalare i rientri in gruppo di Molossi e De Grazia, che non avevano preso parte al finale dell’allenamento di martedì 1 settembre.


