Già alla terza partita del campionato la SPAL si ritrova a dover dare un segnale per allontanare i dubbi sorti dopo lo 0-0 col Futura Fornovo Medesano. Domenica alle 15.30 al “Paolo Mazza” (porte chiuse) arriva un’altra neopromossa, il Castellarano, per un’altra sfida che verosimilmente sarà difficile da sbloccare. Gli ospiti arrivano a Ferrara forti dal successo nel turno preliminare di Coppa Italia d’Eccellenza, ma con un solo punto conquistato nelle prime due gare di campionato.
Nella conferenza stampa dell’antivigilia Carmine Parlato ha fatto il punto della situazione dopo la settimana di allenamenti.
PREPARAZIONE – “È stata una settimana di lavoro un po’ più oculata, vissuta ancora di più nel dettaglio. Ci siamo confrontati con i ragazzi su quanto è scaturito domenica scorsa: il confronto aiuta sempre a migliorare le cose. Guardando i dati GPS la squadra corre tanto, non è un problema di condizione fisica o di gambe. Semmai dobbiamo unire i tempi di gioco. I ragazzi si sono resi conto di questo aspetto: dobbiamo velocizzare la manovra principalmente nella testa”.
SCELTE TATTICHE – “Nel secondo tempo di domenica siamo passati al 4-2-3-1 perché si vedeva chiaramente che c’era spazio tra le linee e noi non riuscivamo a essere efficaci nell’andare a giocare davanti. Giocare con un uomo sotto la punta centrale è una soluzione che fa parte del nostro DNA. Per quanto riguarda le scelte di formazione in questo mese sto valutando tutti e nessuno ha il posto assicurato. Nel giro di tre o quattro partite giocheranno tutti: stiamo cercando di trovare velocemente l’undici che possa garantire continuità sia fisica che tecnica”.
VELOCITÀ – “Per cercare di giocare subito in avanti serve saper leggere i tempi di gioco. Quando il tempo ti richiede la verticalizzazione, puoi farlo con velocità e tecnica. Se invece non vedi la giocata è inevitabile che individualmente si finisca per scegliere il passaggio più semplice e sicuro per non rischiare di perdere il pallone. Ci stiamo allenando per velocizzare la manovra: a differenza di domenica scorsa dobbiamo accelerare prima di tutto con la testa, perché le gambe e la condizione fisica ci sono. Mi auguro che i ragazzi abbiano compreso che bisogna verticalizzare più rapidamente ed essere più cattivi e determinati negli ultimi metri per andare a chiudere l’azione”.
MANCANZE – “Quando un calciatore va in campo vuole sempre dare il massimo, ma in certi momenti non si riesce a esprimersi come si vorrebbe. Questa rosa è stata costruita con esterni bravi nell’uno contro uno, centrocampisti d’inserimento e terzini di spinta, ma finora abbiamo fatto troppo poco sotto questo aspetto. I ragazzi ne sono ben consapevoli: è stato un insieme di fattori, anche se qualcosa in più rispetto all’esordio si è vista. Non basta però. Non dobbiamo avere la smania di fare tutto subito. Se si perde palla nell’uno contro uno non succede nulla, l’importante è creare falle nelle difese avversarie”.
ASPETTATIVE – “È sempre il campo a parlare. Abbiamo allestito una rosa importante, ma da parte mia non sentirete mai dire che siamo stati costruiti per vincere a mani basse: l’esperienza del campo insegna che ogni partita va conquistata. Stiamo riscontrando delle difficoltà iniziali nel trovare la quadratura ideale, ma stiamo lavorando sodo per superarle”.
PORTE CHIUSE – “Senza alcuna retorica, per noi i tifosi non sono soltanto il dodicesimo uomo in campo, ma il sedicesimo o addirittura il ventiduesimo. La loro assenza si fa sentire tantissimo ed è un dato di fatto, anche se da parte mia non c’è alcuna intenzione di cercare alibi. Dobbiamo accettare la situazione e guardare avanti con grande fiducia, concentrandoci unicamente sulla prestazione”.


