foto Rubin

La SPAL supera il Castellarano per 4-1 e si prende tre punti contro un avversario che in parità numerica aveva conteso il risultato, pur con le sofferenze che si potevano mettere in preventivo alla vigilia. Buona la prova della SPAL, che ha messo in mostra trame interessanti e una forma fisica in crescita.

Per la partita contro i reggiani Parlato apporta qualche variazione negli uomini rispetto alla precedente gara contro la Futura Fornovo Medesano, confermando però il 4-3-3: in porta Viscovo; difesa con Cervoni sulla destra, Mazzali sulla sinistra, Dall’Ara e Zucchini coppia centrale; in mediana Mazza in regia supportato da Ricci e Monza; Valenti, Ruffo e Aliu in attacco.

Fino dai primi minuti di gioco la SPAL ha mostrato un approccio tattico diverso rispetto al recente passato: non più squadra corta e linee compatte ma maggiori distanze tra i reparti, squadra più lunga di una ventina di metri, e maggiori spazi per lo sviluppo della manovra. Sebbene ciò abbia comportato accettare maggiormente situazioni di uno contro uno anche in fase difensiva, il risultato è stato positivo poiché, oltre alle quattro reti, un palo ed una traversa, ha evitato quei lunghi fraseggi sulla trequarti che, con linee avversarie serrate, impediscono di trovare gli spazi giusti per rendersi pericolosi.

In fase di non possesso sono stati appunto molto sollecitati i centrali Dall’Ara e Zucchini, abbastanza precisi sulle palle alte e negli attacchi alla profondità provati dal Castellarano, anche se alcuni movimenti della linea non sono stati perfetti, soprattutto nelle uscite in pressione dei centrali. Le corsie esterne sono state poco cercate dagli ospiti, impensierendo poco Cervoni e Mazzali in fase difensiva. Tanta corsa per la linea mediana: Mazza è stato preciso nel posizionamento e nei contrasti e anche Ricci e Monza si sono fatti apprezzare per una buona fase di schermo, pur in una situazione tattica che ha visto il centrocampo più come una zona di transito che di sviluppo della manovra da parte degli avversari. Poco impegnato il reparto offensivo nelle uscite in pressione, situazione poco ricercata vista la minore ricerca di compattezza tra i reparti.

In fase di possesso la SPAL ha alternato la ricerca della palla lunga su Aliu, che al netto di un paio di appoggi imprecisi è spesso riuscito a mantenere il possesso della palla, alla costruzione dalla linea mediana, dove Mazza ha dettato i ritmi degli sviluppi ben supportato da Monza, abile ad allargarsi alla ricerca dello spazio. Buona anche la prova di Ricci che, al netto del bel gol, è sembrato più pimpante rispetto alla precedenti uscite. In chiaro-scuro la prova degli esterni Ruffo e Valenti, spesso coinvolti negli sviluppi ma imprecisi nelle giocate.

Il gol di Ricci, arrivato con una conclusione dai venti metri, ha sbloccato la partita, poi tornata in parità con il calcio di rigore assegnato al Castellarano per un’entrata ingenua di Valenti su Borghi in piena area di rigore. Bravi i biancazzurri a trovare rapidamente la rete del vantaggio causando l’autorete di Cani che ha chiuso il primo tempo con la SPAL in vantaggio per 2-1. Nella seconda frazione di gioco, con l’inferiorità numerica dovuta all’espulsione di Borghi, la SPAL è stata brava a mantenere alta la pressione sui reggiani, realizzando in rapida successione il terzo e il quarto gol che hanno chiuso la gara.

Elemento chiave: Monza è stato il giocatore che è riuscito a portare il giusto dinamismo alla linea di centrocampo, riuscendo a farsi trovare costantemente libero in fase di impostazione e trovando con costanza lo spazio per attaccare la porta avversaria. Prestazione impreziosita dal preciso assist per il gol di Alonzi.

Da rivedere: i calci d’angolo a favore non sono finora stati gestiti adeguatamente. La ricerca della palla lunga sul secondo palo porta i calciatori a difettare spesso nel corretto dosaggio della forza vanificando una situazione di gioco che, considerata la fisicità della rosa della SPAL, potrebbe rivelarsi un fattore offensivo importante.

Campanello d’allarme: l’efficacia degli attaccanti esterni. Se è vero che il nuovo approccio tattico modifica, rispetto al passato, la tipologia di giocata richiesta a questi interpreti, è altresì evidente che l’efficacia nell’uno contro uno è stata piuttosto limitata fino a questo momento. Di conseguenza vengono spesso effettuati cross dai venticinque metri in situazioni in cui in area di rigore c’è il solo Aliu, abbassando sensibilmente la possibilità di successo della giocata.

 

— Andrea Coletta, 42 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

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