foto Rubin

Mercoledì sera (14 ottobre, ore 20.30) la SPAL affronterà per la seconda volta in stagione lo Zola Predosa, già battuto con un sonoro 4-0 in campionato. La partita vale un posto nei quarti di finale della fase regionale della Coppa Italia Eccellenza, eventualmente contro la vincente di Arcetana-Rolo Fabbrico. Per via di una curiosa coincidenza questa partita arriva a circa 11 mesi di distanza da un altro SPAL-Zola Predosa giocato nel tabellone di coppa, sempre per gli ottavi di finale.

Molte cose quel giorno erano diverse rispetto a oggi. Tra queste quella che salta più all’occhio è sicuramente l’umore, al tempo niente affatto positivo. I biancazzurri arrivavano all’appuntamento coi bolognesi dopo una bruciante sconfitta casalinga per 1-0 col Pietracuta. La terza stagionale in neanche tre mesi, che alzò a quota 300 i minuti consecutivi senza segnare. La squadra di Di Benedetto uscì dal “Paolo Mazza” tra i fischi del proprio pubblico e la società iniziò a muoversi sul mercato, tanto che in neanche due settimane fu aggregato Gianmarco Piccioni.

“Oggi abbiamo fatto la peggior prova della stagione, abbiamo giocato male sotto tutti i punti di vista e ce ne assumiamo la responsabilità. Ora dobbiamo subito proiettarci sulla partita di mercoledì (in coppa Italia contro lo Zola Predosa, ndr)”

Stefano Di Benedetto, intervista post-partita

Lo Zola Predosa, allenato dall’ex giocatore (1985-1987), allenatore (2001/2002) e tecnico delle giovanili (2015-2020) Fabio Perinelli, si presentò a Ferrara imbottita di giovani, compresi dei classe 2009. Di Benedetto rispose con un undici pseudo-titolare. Finì 2-0 per la SPAL, senza troppe ansie, grazie ai gol di Carbonaro (punizione) e Cozzari (colpo di testa su assist di Mazza) nel primo tempo, che tuttavia non diede alcuna scossa al gruppo visto che tre giorni dopo una SPAL impaurita pareggiò nuovamente col Sant’Agostino a Rovigo. E scoppiò nuovamente una giusta contestazione. Degli attuali giocatori, soltanto in quattro quella sera scesero in campo contro lo Zola: Dall’Ara (voto 6), Mazza (6,5), Ricci (6) e Mazzali (ng), subentrato dalla panchina. Qui la cronaca di una partita tutt’altro che entusiasmante.

Approfittando di questo scherzetto del calendario, uno spunto interessante è comparare con qualche numero quella SPAL e la SPAL di oggi, a undici mesi di distanza.

Già a prima vista il confronto assume un contorno ben definito. La SPAL maltese surclassa quella argentina in tutti i parametri più importanti. Una percentuale più alta di vittorie, nessuna sconfitta, una media punti (2,43 vs 1,91) che se mantenuta su 34 gare si traduce in un beneficio di circa 18 lunghezze (facendo i dovuti scongiuri). Tra l’altro anche i gol (non riportati nella tabella) la dicono lunga: in 12 partite la squadra del 2025/2026 ne aveva fatti 16 (media 1,3). Quella 2026/2027 ne ha segnati 13 in 7 (1,9). L’unica cosa migliore che aveva la SPAL di Di Benedetto era la leadership in classifica. Al momento le ottime partenze di Bobbiese (6V-1N-0P) e Brescello Piccardo (6-0-1) tengono la SPAL al terzo posto della griglia. Proprio la Bobbiese sarà il prossimo avversario in campionato: che l’obiettivo di domenica prossima, a 474 chilometri da casa, diventi quello di aggiudicarsi anche l’ultima casella della tabella.

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