L’esame più difficile si chiama Pisa, Semplici tiene la rotta: Stessi uomini e stessa mentalità

Una settimana decisiva. La SPAL, mai così bella e serena come nell’ultimo mese, potrà decidere se inseguire fino in fondo il sogno playoff o ritirarsi dalla lotta. Il pareggio di mercoledì scorso tra le dirette avversarie Reggiana e Pisa ha fissato a sette i punti di distacco dall’ultimo dei posti disponibili per gli spareggi promozione, lasciando ancora qualche speranza ai biancazzurri, che devono ancora affrontare entrambe le dirette avversarie – emiliani e toscani – con, però, un’Aquila che vola alto e potrebbe approfittarne. Il primo degli scontri diretti è lunedì al “Romeo Anconetani” contro il Pisa di mister Christian Amoroso, un passato in A con Fiorentina e Bologna, addirittura a segno al Camp Nou, in Champions League, contro il Barcellona, e ora terzo allenatore stagionale – dopo Braglia e Pillon – di una squadra costruita per fare la serie B e inaspettatamente in difficoltà in questa strana Lega Pro.

Felpa rossa e calze bianche, mister Leonardo Semplici si presenta in sala stampa con sguardo sereno, appena finito l’allenamento tenutosi oggi pomeriggio sul campo del “Paolo Mazza”. La sua figura e le sue parole sono un ritratto dal vero del momento spallino: tranquillità per l’obiettivo minimo (la salvezza) già raggiunto, consapevolezza della propria forza ottenuta non per caso, ma attraverso le fatiche del lavoro quotidiano, quando tutto andava male, e allo stesso tempo l’idea fissa di volere continuare così, di non avere ancora fatto nulla, la fiducia e la determinazione per vincere ancora e gettare le basi per la prossima stagione. I cronisti gli mostrano le immagini delle altre gare di campionato in programma nel pomeriggio, Semplici le guarda, commenta: “Ecco, sempre Donnarumma” (il bomber teramano a segno anche oggi) e sbotta: “Voglio arrivare in Coppa Italia”. Il mister conosce il calcio e punta a crescere passo dopo passo, anche nel caso che la miracolosa rincorsa ai posti che contano dovesse risultare irrealizzabile.

A due giorni dalla trasferta di Pisa, come sta la squadra?
“Stiamo bene. Giani ha recuperato dall’influenza, anche Gentile si è allenato regolarmente, i problemi al ginocchio sono passati. Direi che è la prima volta che ho tutti a disposizione. L’unico è Fioretti, che ha un disturbo all’adduttore”.

Che partita dobbiamo aspettarci per lunedì sera? Si riuscirà a vedere ancora la rete di passaggi che ha caratterizzato il gioco della SPAL nell’ultimo periodo?
“Cercheremo di fare la partita, di trovare il risultato attraverso il gioco, come sempre. Abbiamo grande rispetto per il Pisa, il cambio di allenatore ha giovato loro. Li ho visti contro la Reggiana e meritavano di vincere. Sarà una partita difficilissima, loro proveranno a batterci per tornare nel discorso play-off e secondo me il Pisa ha l’organico più forte di tutto il girone. Dobbiamo fare una prestazione perfetta per portare a casa il risultato, ma in questo momento la SPAL può dare del filo da torcere a chiunque. Sarà una partita bella, mi auguro”.

Vedremo gli stessi undici delle ultime uscite?
“In linea di massima confermerò la stessa formazione, sì. Molti giocatori meriterebbero di trovare spazio dal primo minuto, per come e quanto stanno lavorando. Dispiace lasciarli fuori, ma andare a variare in questo momento non è giusto. Tengo in considerazione tutti e i ragazzi hanno dimostrato di sapere entrare con lo spirito giusto anche a gara in corso. Per un allenatore questo è molto importante. Stanno lavorando e questo mi fa piacere, ognuno dà il suo contributo”.

La serie positiva dell’ultimo mese ha creato molto entusiasmo. Pare che non ci siano dubbi sulla sua riconferma.
“Parlerei della partita di Pisa. E’ vero, sono arrivati molti elogi. Bisogna provare a fare risultato a Pisa, se vogliamo continuare a essere elogiati. Lo dico sempre ai ragazzi: gli elogi vanno presi con gli orecchi bassi”.

La gara col Pisa è una di quelle partite che, come si dice sempre, “si preparano da sole”.
“Se non si trovano le motivazioni in partite come questa bisogna cambiare mestiere. Subiremo l’impatto dei tifosi, questo non ci deve dare timore, ma forza”.

Dal suo arrivo si sono visti diversi schemi, soprattutto sui calci piazzati, ha preparato qualcosa in particolare per questa gara?
“Abbiamo lavorato molto, da quando sono qui, poi lo schema può venire o meno, però ora abbiamo dimostrato di potere essere pericolosi da palla inattiva. E’ fondamentale nel calcio di oggi. Abbiamo tante soluzioni su ogni calcio da fermo, spesso con un mancino e un destro, e ultimamente siamo riusciti a segnare. La ‘doppia barriera’ che si era vista all’inizio? La facciamo ancora. Solo che ci facevano delle storie perché partivamo da una posizione di fuorigioco, allora adesso non la facciamo più da dietro, ma dal fianco. Ostruisce la visuale al portiere, basta una palla giusta nello specchio e si fa gol”.

Il Pisa davanti ha un giocatore, Rachid Arma, che a Ferrara conosciamo bene.
“E’ un grande attaccante. Sulle palle spioventi sa essere quasi immarcabile. Ma davanti sono tutti fortissimi, hanno tanti varianti, hanno potenza, velocità, hanno tutto. Tanti dei loro giocatori vengono da categorie superiori. Sarà una partita difficilissima”.

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