Giani e Zigoni rientrano alla grande con prove impeccabili, Meret conferma la crescita

Nonostante i nove cambi su undici elementi rispetto all’undici iniziale della partita di sabato col Perugia, la SPAL vince, tra l’altro senza troppi patemi, anche allo stadio “Arechi” di Salerno. Un risultato e una prova che danno ancora più morale ai ragazzi di mister Semplici, confermando ormai quanto la squadra abbia una fisionomia propria a prescindere dagli interpreti. Migliore in campo Meret, poco impegnato ma sempre pronto, mentre a tratti sono sembrati un po’ in difficoltà Schiavon e Del Grosso.

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MERET: La prima parata la deve fare al 34’, dopo mezz’ora di noia, ma poi nel giro di cinque minuti respinge i tentativi di Coda e di Vitale di testa. Anche nella ripresa è poco impegnato, ma quando Minala lo sollecita si fa trovare ancora una volta pronto. Nelle ultime partite ha dimostrato una crescita importante in termini di personalità.

ZIGONI: Vedersi si vede poco, ma gioca una partita di grande sostanza, cercando lavorare più per i compagni che per sé stesso. Non secondariamente, segna il rigore che sblocca la partita, spiazzando Gomis e dimostrando una grande freddezza, mentre nel finale serve a Floccari il pallone del 2-0. Opportunità pienamente sfruttata.

GIANI: Intorno al trentesimo Rosina gli fa fare brutta figura, con una finta che lo manda fuori tempo a centrocampo. Da lì in poi però il capitano non sbaglia più nulla, chiudendo in almeno un paio di occasioni su azioni pericolose dei padroni di casa.

IN OMBRA
SCHIAVON: In un centrocampo abbastanza improvvisato è quello che dei tre fa sicuramente più fatica, anche a causa di una condizione ancora lontana da quella ottimale. Non si risparmia, ma il numero di palloni persi è decisamente alto.

DEL GROSSO: Fa il compitino come al solito, ma nella ripresa, oltre a spingere poco, concede anche qualche cross di troppo al suo diretto avversario.

SCHIATTARELLA: Un giocatore della sua qualità e del suo carisma, nelle poche volte in cui non è al top si nota più degli altri. Entra a venti minuti dalla fine nell’inedito ruolo di regista, ma il suo impatto con la partita non è decisamente dei migliori, con due palloni persi in meno di due minuti e un altro nel finale, in cui viene salvato da un fischio generoso dell’arbitro.

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