Meret torna ad essere… muret. Il centrocampo d’emergenza tiene bene, Mattiello è sfortunato

E’ una SPAL da applausi quella che esce con un punto importantissimo dal “Franchi” di Firenze. La Fiorentina ha provato in tutti i modi a segnare, ma un Meret da nazionale e una difesa stoica hanno tenuto la saracinesca ben abbassata, consentendo ai biancazzurri di centrare un pareggio che nella lotta salvezza potrebbe risultare decisivo.

MERET 8 – Un primo tempo da urlo: si scalda smanacciando un tiro a botta sicura di Saponara, poi deve impegnarsi per respingere la conclusione di Biraghi, ma il miracolo arriva con la mano di richiamo sul bolide da fuori area di Chiesa. Il resto lo fa Simeone, sbagliando l’impossibile sotto porta. Nella ripresa è ancora decisivo su Benassi. In sostanza il punto che la SPAL riesce a portarsi a casa dal “Franchi” è in gran parte suo.

CIONEK 7 – Affronta subito a muso duro Chiesa, tanto per fargli capire che dalle sue parti non c’è trippa per gatti. E in effetti è così, perché Biraghi su quel fronte ha poco spazio per pungere, anche se quando lo fa Meret ci deve mettere una pezza non da poco. All’occorrenza fa anche il terzino, in fase di spinta c’è Lazzari davanti a lui a fare pentole e coperchi.

VICARI 7 – Solita partita ordinata, ma è quando la Fiorentina attacca per vie centrali che riesce a dare il meglio di sé con un paio di chiusure tanto spettacolari quanto decisive che tolgono le castagne dal fuoco e danno sicurezza al reparto. In apprensione solo sull’azione solitaria di Benassi, per il resto è sempre al posto giusto nel momento giusto e anche nelle scelte di tempo dimostra di essere uno dei punti di forza della squadra.

FELIPE 7 – Quando si procura il rigore i tifosi spallini gridano al miracolo, poi ci pensa il VAR a riportare tutti sulla terra, svelando proprio un suo fallo su Pezzella in precedenza. Sembrava troppo bello per essere vero, in effetti, ma il brasiliano non si scompone e continua a giocare con personalità e lucidità nel suo ex stadio, tenendo in piedi il reparto senza svarioni.

LAZZARI 7 – E’ il primo a dare la scossa alla squadra con una delle sue classiche sgroppate che ormai stanno facendo il giro d’Italia. Come al solito i cross sono pochi e imprecisi, ma quando riesce a trovare il fondo del campo è sempre il più pericoloso dei suoi. E’ cercato in continuazione dai compagni, come se fosse lui con la sua velocità a dover risolvere la partita. E a momenti ci riesce, stranamente con un cross al millimetro che Vitale cicca malamente.

EVERTON LUIZ 6,5 – Dopo 5′ ha già fatto assaggiare i tacchetti a Pezzella con un’entrata killer, ma Orsato fortunatamente non ha una pattumiera al posto del cuore e chiude un occhio e mezzo. Inevitabile, però, il giallo sulla tremenda stecca rifilata a Saponara. Troppo irruento, quasi scriteriato, così nella ripresa si concentra più sulla sostanza che sull’avversario, recuperando una buona dose di palloni in maniera pulita e confermandosi diga difficile da oltrepassare.

VIVIANI 6 – Gioca al centro della linea mediana, ma tra gli inserimenti di Benassi, Veretout e Dabo perde un po’ la bussola. Sempre preciso sulle palle inattive, sia quando tira che quando decide di buttarla nel mucchio, ma questa volta i compagni non si fanno trovare pronti al centro dell’area. Da lacrime la rincorsa su Dabo chiusa con il recupero in scivolata, ma sciupa un’opportunità colossale sbagliando la misura dell’ultimo passaggio per Antenucci.

VITALE 6 – Sarà per l’esordio in A da titolare, ma la partenza non è delle migliori. Prende coraggio col passare dei minuti, allargando il suo raggio d’azione e facendosi vedere quantomeno più propositivo, ma nel complesso conferma limiti di gamba soprattutto negli ultimi, cruciali, venti metri e quando Semplici lo prova esterno sinistro di centrocampo. Si mangia anche una ghiotta occasione nella ripresa, peccato, ma chiude la sua gara con la consapevolezza di aver dato tutto quello che aveva in corpo.

COSTA 5 – Chiesa gli fa letteralmente venire il mal di mare. Il problema è che Pippo gli antistaminici sembra esserseli dimenticati a casa. Dalla sua parte la Fiorentina scende con regolarità disarmante e l’aiuto di Vitale non è sempre sinonimo di efficacia. Esce all’intervallo dopo un colpo ricevuto allo scadere del primo tempo. (dal 1’st MATTIELLO 6 – Con il suo ingresso Semplici passa al 4-4-2 ma è sfortunato perché deve abbandonare il campo dopo 25′ per infortunio;
dal 26′ st SCHIAVON 6 – Si presenta con una discesa coraggiosa proprio davanti al settore ospiti che lo accompagna con un’ovazione. Per il resto fa quello che deve fare, con ordine e senza fronzoli, come sempre del resto).

ANTENUCCI 6,5 – Generosità con la G maiuscola, ma di palloni giocabili ne vede pochi. Giornata estremamente dura tra i tre giganti della difesa viola, che lui, almeno nel primo tempo, non riesce mai a prendere in velocità, finendo risucchiato in un tunnel apparentemente senza uscita quest’oggi. Meglio nella ripresa, quando Semplici gli affianca Paloschi e lui torna a farsi trovare tra le linee.

FLOCCARI 6 – Gira con gli alettoni ben aperti, ma anche per lui la giornata è avara di soddisfazioni. Da dietro arrivano solamente palle volanti e quando riesce a spizzarle non innesca mai Antenucci. Lascia il campo ad inizio ripresa (dal 10’st PALOSCHI 6,5 – Entra subito in partita con un recupero da difensore consumato e continua a rendersi utile anche lontano dall’area)

SEMPLICI 7 – C’era da scommetterci che sarebbe stato proprio lui, toscano e fiorentino doc, a interrompere la striscia di sei vittorie consecutive della squadra di Pioli. Prepara la partita con quello che ha a disposizione, ovvero un centrocampo decimato dagli infortuni e le corsie laterali prive di alternative. Il pareggio conquistato in casa della squadra più in forma del momento è un lusso non da poco che sicuramente vale, nello spirito, come una vittoria. In vista dello scontro diretto contro il Chievo è una bella iniezione di fiducia per tutto l’ambiente e la sua mano nella volata salvezza si sta vedendo sempre di più. Esce tra i meritati applausi della “Fiesole”, un bell’attestato di stima nei suoi confronti.

 

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