Stagione nuova, vecchi propositi. Semplici: Siamo più consapevoli, ma l’obiettivo è la salvezza

Abbronzatura invidiabile, polo nera e sneakers bianche. Leonardo Semplici si presenta tirato a lucido alla conferenza stampa che apre ufficialmente il suo quarto anno pieno (senza contare i primi sei mesi al suo arrivo a Ferrara) alla guida della SPAL. Dopo i convenevoli di rito si passa subito al sodo e l’interesse è tutto per il rinnovo che il tecnico ha firmato fino al 2020 nella giornata di lunedì: “Più opzione per il 2021, per completezza. Devo ringraziare la società, a partire dalla famiglia Colombarini, il presidente Mattioli e il direttore Vagnati. Dopo il percorso che abbiamo fatto insieme sicuramente hanno dimostrato di avere i miei stessi obiettivi. Questo allungamento mi metterà nelle migliori condizioni per lavorare serenamente e affrontare questa stagione con grande piglio e grande forza sotto l’aspetto motivazionale e mentale che ho sempre dimostrato di saper mettere a disposizione della squadra. Credo che però questo non possa essere mai stato messo in discussione. Sul confronto fatto a fine stagione non c’è stato nulla di particolare, se non il desiderio di mettere sul tavolo ognuno il proprio intento. La linea si è rivelata essere comune e sono orgoglioso di proseguire questo cammino in una società importante com’è diventata nel tempo la SPAL“.

Mister, parliamo di mercato. Le sembra che la squadra stia venendo fuori secondo i giusti presupposti?
“La società e il direttore, a seconda delle nostre idee, cercheranno di prendere giocatori che possano dare il loro contributo alla causa. Tutti, a differenza dello scorso anno, partiamo con un anno di esperienza in più, senza dover scoprire giorno dopo giorno quello che è la A. Faremo tesoro della passata stagione, sappiamo più cose, siamo cresciuti e faremo capire ai giocatori che arriveranno che tipo di campionato abbiamo di fronte.  Sappiamo quello che sarà il nostro tipo di cammino, ma abbiamo l’ambizione di migliorarci per poi arrivare al nostro obiettivo, che resta sempre e comunque la salvezza”.

E’ impossibile alzare l’asticella?
La prima risposta arriva da Vagnati: “La SPAL adesso ha questa potenzialità, poi quando le cose cambieranno e cambierà anche la nostra forza, potremo pensare di far qualcosa di diverso. Ci serve l’aiuto della gente perché la stagione sarà difficile come quella appena conclusa”.
Gli fa eco Semplici: “L’anno scorso eravamo esordienti e dovevamo conoscere tutto ciò che ci girava attorno. Mi auguro che da parte di tutti ci sia la stessa voglia e determinazione, confermarsi sarà difficile quindi da parte nostra dovranno esserci costanza e sacrificio per migliorarsi. Per raggiungere la salvezza i giocatori più esperti dovranno dare il 110%. Servirà qualcosa di particolare. E’ normale che da parte della piazza ci sia voglia di fare qualcosa in più, ma sarà difficile. Cercheremo sin dal primo giorno di allenarci al meglio per arrivare al 19 di agosto al massimo delle nostre condizioni, ma per il resto non vogliamo fare promesse. Quello che conta è raggiungere la salvezza e cercheremo tutti insieme di arrivare al nostro traguardo”.

Quando le piacerebbe poter contare sulla rosa completa fin dall’inizio?
“L’ideale sarebbe avere tutti a disposizione dal primo giorno di ritiro, ma so che questo è impossibile e le situazioni di mercato vanno valutate bene per far sì che i calciatori che arriveranno abbiano i requisiti morali, tecnici ed economici per poterli accogliere all’interno della squadra. Vedremo giorno dopo giorno, c’è il desiderio di poter formare la rosa il prima possibile”.

E che idea tattica ha in testa? Partirà dal suo classico 3-5-2 o punta ad avere una rosa più duttile per poter variare?
“E’ un discorso che affronteremo, cercheremo di prendere giocatori che diano quella garanzia di continuità circa il modulo usato lo scorso anno e dal mio arrivo, ma vogliamo anche creare attraverso le caratteristiche dei giocatori anche delle alternative tattiche. Non ci fermeremo ad un solo schieramento, ma anche lo scorso anno abbiamo cambiato spesso senza che nessuno se ne accorgesse. E’ compito dell’allenatore far sì che i giocatori possano esprimersi al meglio e l’obiettivo è che la squadra, indipendentemente dal modulo, abbia quella mentalità e quell’idea di calcio che possa permetterci di arrivare al nostro obiettivo”.

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