C’è la sosta, ma non per tutti. Mattioli si sbilancia: Giocheremo sicuramente al Mazza il 17

Ci sarà pure la sosta, ma il lavoro da fare in casa SPAL non manca di certo. Basti pensare al cantiere dello stadio, arrivato ormai nella sua fase finale che peraltro è la più delicata. Walter Mattioli, a margine della presentazione della rinnovata partnership col Cus Ferrara, si sofferma a parlarne ma con un certo senso d’urgenza: “Una volta che verrò via da qui andrò direttamente allo stadio, potete immaginare il motivo. Se lo chiedete a me vi dico che abbiamo il 110% di probabilità di giocare al ‘Mazza’ contro l’Atalanta, ma lo sapete come sono fatto. Non nego ci siano delle problematiche, ma le risolveremo. Oggi è previsto il collaudo della curva Ovest, entro sabato verrà fatto quella della Est e poi toccherà alla gradinata. Questi sono gli obiettivi fissati con le imprese. La gente non si rende conto di che razza di lavoro stiamo facendo: la scorsa settimana ci sono stati fino a 250 operai contemporaneamente dentro allo stadio. E’ un lavoro che nel settore pubblico avrebbe richiesto otto mesi, qui è stato fatto in ottanta giorni. Ce la faremo, però l’ultima parola ce l’hanno le varie commissioni in programma la prossima settimana. Noi siamo tranquilli perché tutto è stato fatto seguendo i progetti, ma c’è sempre il timore che qualcosa non possa quadrare. Sono sicuro che giocheremo a Ferrara, spero di non sbagliarmi. Ci tengo anche a chiedere scusa alle famiglie che vivono attorno allo stadio. Abbiamo arrecato tanti disagi lavorando anche di notte. Chiedo perdono a tutti, ma sappiate che quello che andiamo a fare non riguarda solo la SPAL, ma riguarda tutta la città. Stadio e SPAL sono beni della città, chiedo di pazientare ancora qualche giorno e poi torneremo alla normalità“.

Di sicuro tra settembre e ottobre verranno messi sotto sforzo i riflettori dello stadio, vista la serie di partite in notturna riservata dal calendario. Giorni e orari hanno fatto un po’ storcere il naso ai tifosi, ma su questo tema Mattioli puntualizza: “Sono decisioni della Lega assieme alle tv, quindi le squadre non c’entrano assolutamente nulla, non hanno voce in capitolo. Sky e Dazn pagano e quindi decidono, noi aspettiamo e basta. Dispiace anche a noi che gli orari siano un po’ particolari e ho sentito anch’io qualche tifoso arrabbiato. Diverso è il caso di SPAL-Atalanta: lì sono intervenuto io perché 24-30 ore in più potevano fare comodo per spostamenti e collaudi“.

Quindi una battuta sul buon inizio di campionato della SPAL: “I sei punti sono ottimi, ma ancora la scorsa settimana sentivo gente che parlava di Europa League e cose del genere. Scordiamoci in fretta cose del genere: l’obiettivo è e rimane la salvezza. Abbiamo fatto due bellissime vittorie, ma siamo a meno trentaquattro dall’obiettivo. Ripeto un concetto già espresso: dobbiamo, anno dopo anno, fare piccoli passettini, inserendo elementi importanti un po’ alla volta. Non possiamo fare grandi stravolgimenti, abbiamo uno dei budget più piccoli della serie A. Dopo l’Empoli siamo tra quelle che possono investire meno in termini monte ingaggi. Dobbiamo essere bravi nello scegliere le persone giuste, spendendo quanto a disposizione. Lazzari? Domenica a Torino è stato il secondo a entrare nello spogliatoio dopo Felipe, l’ho abbracciato ed era felicissimo. Mi ha detto che stava realizzando un sogno. Io lo ringrazio delle sue parole, perché è vero che abbiamo fatto un percorso comune, ma la maggior parte del merito è suo. L’ho conosciuto che aveva diciassette anni e da allora ha bruciato le tappe. Ogni anno si diceva: ‘Ma Lazzari riuscirà a far la C1?’ E via così… Beh, mi pare abbia dimostrato di avere le qualità per arrivare fino in nazionale. Ha lavorato in silenzio e con grande impegno, ora viene ripagato“.

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