Visti da fuori: Legni ed errori lasciano a secco una Samp che non vince da tre partite

Dopo la pioggia di gol contro il Frosinone, la Sampdoria sembra essersi un po’ inceppata. Contro il Cagliari i blucerchiati si sono fermati sullo 0-0, rimanendo a secco per la seconda volta consecutiva, la terza complessiva. In Sardegna la squadra di Giampaolo ha comunque giocato una buona partita nel suo complesso: ad un primo tempo non privo di momenti critici, ha fatto seguito una ripresa contraddistinta da due legni e da un rigore neutralizzato da Cragno. Ora la Sampdoria quindi la SPAL al Luigi Ferraris con 8 punti conquistati in sei gare e avrà sicuramente voglia di rifarsi davanti al proprio pubblico.

LA FORMAZIONE
Per la sfida alla Sardegna Arena, Giampaolo cambia solo due undicesimi rispetto alla formazione vista qualche giorno prima con l’Inter. Il modulo scelto è l’oramai caratteristico 4312. In porta c’è Audero e davanti a lui troviamo da destra verso sinistra Bereszynski, Andersen, Colley – in alternativa a Tonelli – e Murru. Davanti alla difesa c’è Ekdal, mentre a protezione troviamo Praet e Barreto (quest’ultimo scelto al posto di Linetty) come mezzali. Sulla trequarti c’è invece Ramirez. Defrel e Quagliarella chiudono l’undici titolare.

LA PRESTAZIONE
Quella contro il Cagliari non è stata sicuramente la migliore prestazione della Sampdoria di Giampaolo. Al di là delle occasioni create, per buona parte del match i blucerchiati sono apparsi poco lucidi e spesso disordinati. Nel primo tempo è stato senza dubbio il Cagliari a fare la gara, creando diverse occasioni. Prima con Pavoletti (su cui Andersen compie un intervento miracoloso in avvitamento), poi con Farias, ma senza concretizzare. Per quarantacinque minuti i sardi hanno espresso un buon calcio, giocando con personalità e concentrando il gioco quasi sempre nella metà campo ospite. Il secondo tempo comincia sulla falsariga del primo. Tuttavia dopo il palo di Farias, la Sampdoria sembra svegliarsi e prova a rispondere alle offensive avversarie. Ma la sfortuna colpisce anche i blucerchiati e la traversa ferma prima Defrel – più colpevole che sfortunato – poi Linetty con la sua prodezza balistica. Al 92′ la Sampdoria conquista un rigore grazie all’attaccante francese e ha l’occasione per portare a casa i tre punti. Kownacki calcia angolato, ma Cragno intuisce e regala ai tifosi doriani un finale di partita veramente amaro.

LA CHIAVE TATTICA
Il tema tattico della Sampdoria di Giampaolo è delineato da tempo. Da anni tutte le sue squadre seguono i principi di un’idea di calcio chiara e pragmatica, basata su un caratterizzato da tanta corsa, tecnica e da una cura pressoché maniacale dei meccanismi difensivi. In fase di possesso i blucerchiati si dispongono con i due terzini che si alzano fino a raggiungere i tre di centrocampo. La manovra offensiva di fatto parte quasi sempre dalla coppia dei centrali di difesa: non a caso il tecnico preferisce affiancare un difensore dai piedi buoni a un compagno di reparto più fisico. A impostare è Andersen, salito nelle gerarchie della squadra durante la seconda metà della passata stagione. Mentre a garantire una maggiore schermatura è sempre uno tra Colley e Tonelli, entrambi presi durante l’ultima sessione di mercato per sostituire il vuoto colmato dalla cessione di Silvestre. In questa prima fase di costruzione il mediano – solitamente Ekdal – si abbassa e forma un triangolo coi due difensori centrali. Avere sempre un punto di riferimento fisso rende sicuramente più facile per il reparto difensivo uscire palla al piede. Non a caso, infatti, l’elusione del primo pressing avversario avviene proprio mediante una fitta rete di passaggi, realizzabile grazie all’importante lavoro delle mezzali che pensano sia alla protezione del mediano, sia ad attaccare lo spazio che offre il trequartista blucerchiato coi suoi movimenti a tutto campo.
Una delle soluzione più ricercate è lo scarico sugli esterni: in genere i terzini saliti in linea con i centrocampisti crossano senza mai cercare insistentemente il fondo. Quando la palla non viene scaricata sulle fasce, si insiste invece per vie centrali. In entrambi i casi, i movimenti dei due attaccanti risultano fondamentali. Entrambi si muovono spesso, alternandosi in giocate corto/lungo e offrendo sempre al trequartista – generalmente Ramirez – sia la soluzione in appoggio che la giocata in profondità. Un compito ulteriore lo ha inoltre Defrel che, nonostante abbia caratteristiche fisiche molto diverse da quelle di Zapata (ceduto all’Atalanta), è il destinatario di lanci lunghi nella metà campo avversaria durante la fase di transizione positiva.  Il vero marchio di fabbrica del gioco di Giampaolo è rappresentato dagli inserimenti delle mezzali nell’area di rigore avversaria. Durante l’arco dei novanta minuti, infatti, è frequente vedere i due attaccanti decentrarsi e allargarsi, insieme al movimento del trequartista che gravita nei pressi dell’area di rigore per fare spazio agli inserimenti repentini dei compagni più arretrati.
In una partita povera da un punto di vista della costruzione offensiva, si potrebbe però fare una riflessione su quanto accaduto all’undicesimo del secondo tempo. Come si può vedere, anche in questo caso, gli uomini di Giampaolo non cercano il fondo, ma si limitano a crossare dalla trequarti. La palla viaggia verso il secondo palo alla ricerca di Fabio Quagliarella che, orfano di Zapata, è l’unico a poter essere seriamente pericoloso nel gioco aereo. Una volta che il pallone viene intercettato da Klavan, Quagliarella – non appena vede Barreto avventarsi sul pallone con grande tempestività – si allarga per creare il corridoio per un eventuale inserimento del compagno. La mezzala blucerchiata scarica subito verso Ramirez – il quale, come detto, preferisce muoversi in zone limitrofe all’area avversaria – per cercare la combinazione. Ramirez legge il movimento di Barreto e gli consegna la palla proprio nello spazio aperto precedentemente da Quagliarella. Defrel accompagna il movimento dei compagni e si fa trovare pronto sul secondo palo. Tuttavia il cross a mezz’aria gli complica la cose e l’attaccante francese si rende protagonista di una conclusione abbastanza tragicomica.
In fase di non possesso la squadra si schiera con un 4312. Il trequartista arretra creando un rombo con gli altri centrocampisti al fine di creare densità e obbligare l’avversario allo sviluppo del gioco sulle fasce. La linea tenuta dai difensori è sempre alta e fa costantemente affidamento sulla trappola del fuorigioco. Tuttavia l’arma vincente degli uomini di Giampaolo è sicuramente il pressing offensivo. Quando gli attaccanti entrano in fase di primo pressing, i difensori quasi sempre sono obbligati a girare il pallone sulle fasce, zona del campo in cui intervengono puntualmente le mezzali al fine di togliere tutti gli appoggi all’avversario.

OCCHIO ALL’AVVERSARIO
Il primo nome è sempre il suo: Fabio Quagliarella, il grande trascinatore di questa squadra. Alla sedicesima stagione consecutiva in Serie A e a trentacinque anni già compiuti, l’attaccante blucerchiato è reduce dalla stagione più prolifica della sua carriera (19 reti in campionato). Quagliarella coniuga il talento all’esperienza e nel tempo ha affinato la sua capacità di posizionamento e il suo senso del gol. Oltre a essere un buon finalizzatore e un discreto colpitore di testa, soprattutto in passato l’attaccante campano ha abituato anche a reti impossibili dalla notevole distanza e a conclusioni al volo di pregevole fattura. Occhio quindi a non lasciarlo solo.
L’uomo più pericoloso fin qui sembra invece Defrel. Dopo una stagione alla Roma con più bassi che alti, l’attaccante francese sembra essere sulla via del riscatto, avendo già segnato ben quattro gol in sei partite. Spesso impegnato nei compiti che aveva Zapata, anche per via di alcune caratteristiche in comune, l’attaccante classe ’91 è un giocatore assai versatile, che sa aprire gli spazi per i compagni – ideale per il gioco di Giampaolo – e sa anche vedere bene la porta. Ad aiutarlo nelle sue progressioni palla al piede è la buona struttura  fisica, unità a una notevole velocità di base. Occhio infine a Gaston Ramirez. Mancino dalla visione di gioco eccelsa, ha dimostrato nel corso degli anni di preferire il passaggio smarcante per il compagno alla conclusione personale. Non a caso l’anno scorso è riuscito a realizzare ben 7 assist per i suoi compagni. In campo aperto, grazie al suo dribbling e alla sua buonissima velocità di base, può essere devastante. Inoltre, grazie alla sua intelligenza tattica, Ramirez si muove spesso per mettere i compagni nella condizione di inserirsi nel giusto spazio e con i giusti tempi. Della gara non saranno Regini e Saponara, ancora lontani dal recupero.

L’ANDAMENTO RECENTE
(2V, 2N, 1S)

Tra le squadre in competizione per un posto in Europa League, sembra essere quella che ha fatto meno passi in avanti da un punto di vista organico e, per la verità, i nuovi innesti – per quanto interessanti – non sembrano aver portato nuove soluzioni o diverse possibilità di gioco. Giampaolo è attualmente uno dei migliori allenatori in Serie A e sicuramente la Sampdoria battaglierà per le posizioni della parte sinistra della classifica. Tuttavia l’impressione è che attualmente i meccanismi di gioco non siano ancora ben oliati.  L’unica certezza al momento è legata alla difesa, poiché i gol subiti sono solamente tre, in un inizio di stagione che tra l’altro ha visto i blucerchiati impegnati contro squadre come Fiorentina, Inter e Napoli.

Cagliari – SAMPDORIA 0-0;
SAMPDORIA – Inter 0-1;
SAMPDORIA – Fiorentina 1-1 (Caprari);
Frosinone – SAMPDORIA 0-5 (2 Defrel, Quagliarella, Caprari, Kownacki)
SAMPDORIA – Napoli 3-0 (2 Defrel, Quagliarella)

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