Dopo la vittoria all’esordio per la Mobyt, è un coach Furlani sorridente quello che si presenta in sala stampa. Soddisfazione giustificata dalla prestazione della squadra che ha sconfitto Lucca, avversaria molto dura che l’anno scorso  aveva battuto Ferrara in entrambi gli incontri.

Debutto da incorniciare, sia per l’ostico avversario che per come è arrivata in volata, che fa sempre morale.
“Siamo felici di aver vinto guadagnando così i due punti. Ricordiamo che l’anno scorso abbiamo subito due grosse delusioni da Lucca, che ci era passata sopra inopinatamente. Questa sera abbiamo condotto la partita per tre quarti in modo abbastanza lineare. Poi ci siamo disuniti, soprattutto dal punto di vista offensivo. Ci si sono annebbiate un po’ le idee e abbiamo fatto un po’ di confusione: è stato importante ribaltare l’inerzia che stava portando la partita dalla loro parte.  Avevo detto che in questo inizio di campionato i valori tecnici faticano ad emergere rispetto all’aspetto agonistico, e la mia squadra in questo è stata bravissima. Faccio un esempio emblematico, il rimbalzo che ha recuperato Spizzichini, che non aveva fatto una partita eccellente sotto il profilo offensivo. Ma è stata una cosa che ci ha avvicinato alla vittoria. Anche l’atteggiamento difensivo della squadra è stato molto soddisfacente. Anche Benfatto si è sacrificato facendo cose che non sono nelle sue corde. Sono contento per la società e per il pubblico, questa sera molto numeroso, oltre che per i ragazzi. Una vittoria fa sempre morale, ma bisogna essere consapevoli che dobbiamo continuare a lavorare: ribadisco che non dobbiamo dimenticare lo spreco che ci ha portato a dilapidare il vantaggio di 10 punti senza riuscire a gestirlo e giocando con troppa ansia e un po’ di paura. Su questo dobbiamo ancora lavorare”.

Certo, alcune ombre sono fisiologiche in apertura di campionato, ma anche molte luci in questa Mobyt, anche da giocatori che non si erano messi particolarmente in luce nel precampioato.
“Il precampionato lo abbiamo fatto tutto senza Benfatto, che oggi ha giocato una grande partita nata sull’idea di punire una loro scelta difensiva maggiormente incentrata sugli esterni. Noi abbiamo cercato di escludere dal gioco Parente, che sappiamo con le sue strisce nel tiro da tre punti può cambiare l’esito delle partite, e questo ci ha esposto a qualche spazio in più aperto in area. Questa scelta consapevole è stata fatta per dare un’impronta alla partita fatta di aggressività e impatto fisico. Questo lo abbiamo fatto per tre quarti poi, in virtù di qualche cambio e qualche giocatore che ha accusato la stanchezza, abbiamo gestito male alcuni palloni che dovevano essere finalizzati. Non cerco scuse, ma l’assenza di Pipitone ci ha privato di qualche minuto in più nel gioco interno, considerando che sia Jennings che Casadei sono giocatori perimetrali. In più infanti ci ha dato 10 minuti sul campo, ma sono entrambi giocatori che recuperati potranno aggiungere qualcosa”.

Parliamo degli americani. Mays sapevamo che era garanzia di affidabilità, Jennings ci ha fatto dimostrato di essere più maturo di quanto ci aspettassimo.
“Jennings molto bene a parte gli ultimi minuti di partita. Lì è mancata proprio l’esperienza. Non dimentichiamo che è un ’90, è uno che la pallacanestro la conosce soltato nella dimensione dei college. A me faceva paura l’esperienza degli avversari e l’ho visto un po’ in difficoltà soprattutto dal punto di vista difensivo. Ha fatto alcune cose molto buone, soprattutto ha risposto bene alla richiesta di dare pericolosità interna. Sulla sua affidabilità al tiro ne eravamo a conoscenza.

Su cosa si concentrerà in settimana?
“Dobbiamo ancora trovare le giuste spaziature, troppo spesso ci pestiamo i piedi in attacco. Una volta che miglioreremo da questo punto di vista forse diventeremo una squadra un po’ più solida. Al momento siamo ancora in balia di alcune giocate individuali”.



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