Per chi se la fosse persa, la partita di domenica contro la Remer Treviglio è stata, salvo qualche dettaglio, la fotocopia di quella disputata a Ruvo di Puglia contro la Torrevento Basket Nord Barese. Per chi si fosse perso pure quella, si è trattato della classica partita che poteva essere tranquillamente chiusa nel terzo quarto, dopo una prima metà arrembante, e che poi è finita ai supplementari.

Come a Ruvo, la Mobyt ha giocato una prima metà di gara in cui è entrato veramente di tutto. Nel secondo quarto, con un ottimo 5/11 dall’arco dei  tre punti, sei punti di Benfatto in area e un buon impatto di Casadei dalla panchina, Treviglio viene spedita negli spogliatoi fuori ritmo e fuori dalla partita. Poi, tra il rientro in campo e la doccia a fine partita, ci sarà tempo per vedere: il massimo vantaggio ferrarese (16 punti), le sette bombe del trio Ihedioha-Carnovali-Kyzlink, la parità al quarantesimo, l’imperioso supplementare firmato dagli undici punti della coppia Benfatto-Mays, e i due punti in più in classifica per mantenere il primato in classifica.

Oltre alla tachicardia da supplementare, a turbare il prosieguo di serata del tifoso è, sicuramente, il dubbio che si sia andati a cenare così tardi più per i demeriti della Mobyt, che per il talento (o per la fortuna) dei trevigliesi. E’ vero che la prestazione al tiro pesante degli ospiti difficilmente verrà replicata, ed è anche vero che qualche tiro dei biancazzurri ha danzato più volte sul ferro per poi uscire, o che qualche fischio ha punito eccessivamente la difesa di casa. Ma i giocatori di Ferrara entrati nel terzo quarto non erano gli stessi che erano usciti nel secondo. Anche nei primi cinque minuti di quel parziale, quando non sembrava ancora che Treviglio potesse tornare a fare la voce grossa, si iniziava a notare l’atteggiamento più rilassato di una squadra ormai arrivata a mettere quattro vittorie in fila. La difesa non era più una priorità, e sul +15 è iniziata la roulette russa del “segna tu che segno anche io”: Treviglio ha preso ritmo e Ferrara ha perso il passo, l’inerzia e la cattiveria. Vantaggio dilapidato, come a Ruvo, e cinque minuti in più da giocare.

L’attacco vende i biglietti e la difesa vince le partite, e la Mobyt ha il tipo di gruppo che può permettersi, da questo punto di vista, di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il talento in questa squadra è tanto e ben distribuito, si può giocare a sparare dentro più bombe dell’avversario e portare a casa comunque i due punti. Ma la certezza vera, per la mentalità del coach e per quello che si è visto nelle ultime gare, deve essere la difesa. Quando si difende, si mette fisicità nella partita e sull’avversario, non si concedono più quindici punti a parziale, che si tratti di Agrigento, Firenze, o Treviglio (nei primi venti minuti) non ha importanza.

Alla prossima, a Mantova, si affronterà una squadra ferita dai cento punti di Lucca che giocherà col coltello tra i denti per quaranta minuti. Per rubare i due punti non basteranno due o tre quarti di supremazia. Ne serviranno quattro per regalare una buona, e puntuale, cena ai tifosi.



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