E’ un Furlani certamente corrucciato quello che ha preso la parola al termine della gara tra Proger Chieti e Mobyt. Di seguito le riflessioni del coach ferrarese.

Dopo dieci vittorie consecutive è arrivata una serata nata male e proseguita peggio. Fatali le troppe triple concesse e un atteggiamento difensivo un po’ remissivo: avete provato anche con l’intensità difensiva a ribaltare la partita, ma non siete mai veramente rientrati.
“Analisi impeccabile. Mi assumo le mie responsabilità perché all’inizio ho fatto una scelta tattica che non ha pagato. Per cui bravi loro, noi sicuramente non all’altezza della situazione, soprattutto come tensione e come capacità di entrare nella partita sotto un profilo, non tanto tecnico, quanto fisico, di intensità e di applicazione. Siamo caduti e adesso dobbiamo rialzarci perché il nostro campionato non finisce qui. Abbiamo creato una buona situazione su cui poter speculare, ma non più di tanto… Inoltre è la prima partita che giochiamo senza un pedina fondamentale come Casadei. Questa tuttavia non vuole però essere una giustificazione. Dobbiamo ritrovare la nostra capacità di giocare una pallacanestro molto più intensa e aggressiva”.

Citava le scelte difensive, soprattutto la scelta passare dietro ai blocchi nei giochi a due con Bonfiglio: probabilmente il play di Chieti non ha mai tirato così in carriera.
“Questo tiro l’abbiamo concesso nelle prime due azioni, poi abbiamo cercato di rimediare subito chiamando timeout dopo pochi minuti. Poi non siamo riusciti comunque a riprendere l’inerzia, il terzo quarto è stato devastante, lì non passavamo dietro ai blocchi, lì giocavamo per essere aggressivi e non lo siamo stati. C’è anche da dire che loro hanno messo diverse triple con le mani addosso, bravi loro. Non ci sono solo demeriti per la mia squadra”.

Domenica prossima sfidate Casalpusterlengo, potrebbe essere la sfida al vertice di un campionato comunque equilibrato?
“Questo è un campionato che solo alla fine dell’andata potrà prestarsi a qualche pronostico. Ci sono troppe sfide al vertice per dire che una è più importante dell’altra: innanzitutto noi vedremo chi saremo domenica, perché quella di stasera non è la Pallacanestro Ferrara che conosco, quella vista a novembre per intenderci. Adesso c’è anche bisogno di ricaricare le batterie”.

E magari sostituire Casadei?
“La società si è mostrata disponibile, vediamo cosa offre il mercato”.



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